Lette e...riviste - Matt Damon vs. Ben Affleck

Matt Damon si conferma (suo malgrado…) star del sell-out con The Bourne Ultimatum mentre Ben Affleck, dopo Hollywoodland, passa alla sedia da regista e apre le danze di Gone baby gone, il suo primo lungometraggio, in Italia a marzo. La città e la carriera, il dramma e l’azione, l’amicizia tra i due artisti e i progetti comuni sono i temi di questa intervista ‘doppia’, tratta da Empire e FilmStart 

Chasing Amy di Kevin Smith e Good Will Hunting di Gus Van Sant, entrambi del 1997, sono stati tra i primi lavori condivisi da Ben Affleck e Matt Damon: interpreti nel primo, attori e sceneggiatori nel secondo. La carriera di Ben Affleck era oscurata da alcuni flop, prima che Hollywoodland lo rilanciasse; l’attore si è seduto sulla sedia da regista ed ha girato, insieme a suo fratello Casey e ad una squadra di star tra cui Morgan Freeman, Ed Harris e Michelle Monaghan, un dramma psicologico sui fatti conseguenti al rapimento di un bambino, Gone baby gone. L’amico Damon, dal canto suo, dopo film come The Departed, The good sheperd e Youth without youth ha interpretato il terzo (e ultimo) episodio della saga di Jason Bourne, The Bourne Ultimatum. Le scelte di entrambi sono più complicate di quello che sembrano…
 
FilmStart: Con questo film sembra essere tornato alle tematiche impegnative alla Good Will Hunting. Si è anche già liberato della sua immagine da sex-symbol con il suo ultimo ruolo in Hollywoodland. È stata una cosa voluta o è successo naturalmente?
Ben Affleck: […] In realtà non mi sono mai preoccupato davvero della mia carriera. Volevo semplicemente dirigere un film che fosse sulla mia stessa lunghezza d’onda e volevo recitare in Hollywoodland, perché m’interessava l’argomento e mi piaceva la sceneggiatura. D’altronde sono arrivato ad un punto in cui non mi preoccupo più di dove possa condurmi la partecipazione ad un determinato film; decido piuttosto di realizzare i progetti nei quali posso credere e faccio i film che a mio parere possono far bene.
 
Empire: A Cannes hai detto che ti sentivi un pò sell-out…
Matt Damon: Scherzavo. Sono fortunato, perché ho avuto la possibilità di girare grandi film che secondo me sono dei buoni film – come la saga di Ocean e quella di Bourne. Non credo di aver realizzato cose orribili, del genere di cui il pubblico dice ‘Questo è un film commerciale’. E questi lavori mi hanno anche consentito di fare cose come Syriana […] Ho lavorato con registi che stimo, con sceneggiature che ritenevo ottime e in ruoli che giudicavo interessanti come attore.
 
Empire: Sembri continuamente evitare la trappola della star hollywoodiana…
Matt Damon: Sto per iniziare Imperial Life in the Emerald City, Paul Greengrass sta cercando i fondi di cui ha bisogno per realizzarlo nel modo che desidera […] Non c’entra essere una star, c’entra il tuo nome, deve valere abbastanza affinché un regista, a Hollywood, abbia la possibilità di ottenere tutte le risorse necessarie: così entrambi – regista e attore – possono realizzare i progetti che vogliono. Questa per me è la vera vittoria. Il resto, l’aspetto legato alla fama, non mi interessa proprio per niente.
Ben Affleck 
FilmStart: Le è stato d’aiuto girare in un posto che lei conosce così bene – cioè a Boston?
Ben Affleck: Assolutamente! È stato uno dei motivi per i quali volevo che il libro diventasse un film. Mi sembrava, in questo modo, di avere una specie di sostegno per il mio debutto – dato che giravo in una città che conoscevo dalla mia nascita. Mi sono infilato nelle case a tre piani, dentro le case di quelle persone che hanno così pochi soldi, da cadere preda della droga e della violenza. Sentivo che tutto questo si poteva descrivere in modo davvero autentico e per me il posto giusto era Boston. Se l’avessi girato in una città tedesca come Monaco, avrei dovuto viverci per qualche anno e fare delle ricerche […]
 
FilmStart: E’ cresciuto in uno scenario simile a Boston?
Ben Affleck: No, la zona in cui siamo cresciuti non era così povera come quella del film, ma neanche poi così diversa […]. Era un quartiere ordinario, nel quale vivevano molti insegnanti, vigili del fuoco e poliziotti. E Matt Damon a quel tempo viveva ad appena due isolati di distanza.
 
Matt DamonEmpire: Com’è stato girare questo terzo episodio della saga, e conciliare l’azione con l’organicità che doveva legare i tre film?
Matt Damon: Ogni elemento di ‘azione’ fa avanzare tanto la storia quanto il personaggio. Non puoi prendere e inserire un inseguimento di auto, per esempio. Questo, però, è ciò che viene fatto in molti action movie. All’improvviso, esplosioni random e sequenze d’azione non troppo motivate…questo non piace al pubblico. Quello che piace dei film Bourne è la gradualità dei passaggi, sviluppata in tempo reale […] Nello script originale, non c’erano inseguimenti. Lo leggevamo e pensavamo: ‘There’s fucking gotta be one!’. Paul Greengrass afferma che gli inseguimenti nei primi due Bourne sono ‘figli’ della French Connection, quindi se avevamo il coraggio di andare a New York, dovevamo avere anche il coraggio di fare un inseguimento in questa città. Un incubo logistico.
 
Empire: in che senso?
Matt Damon: Nessuno gira inseguimenti di auto a New York. Corri per cinque isolati, sbuchi in una Avenue e devi sperare che un ciclista non finisca giusto nel mezzo della tua inquadratura. E’ New York, e New York non si ferma mica. E’ un incredibile centro di attività, e diventa un problema se solo provi a girare qualcosa del genere e a farlo funzionare […] Il governo della città ci ha imposto dei limiti di velocità. Dan Bradley [regista di seconda unità] chiese: ‘Che succede se Matt Damon va a 45 miglia all’ora?’ e la risposta fu: ‘Se supera di un solo miglio le 37 miglia orarie, allora lo arrestiamo’. Il Bloomberg Ultimatum.
 
FilmStart: Una volta ha condiviso un appartamento con suo fratello e Matt Damon. Ci sono stati dei litigi tra voi?
Ben Affleck: Sì, ci sono stati un po’ di litigi, principalmente per le pulizie. Matt non ha mai neanche lontanamente dato una pulita – neanche una volta! E Casey non era molto meglio (ride). Per questo motivo ogni tanto raccoglievo quello che trovavo per terra e lo buttavo nella spazzatura; la stanza era già abbastanza sporca di suo. Ma è stato un bel periodo, quello con Casey e Matty.
 
FilmStart: Ha in progetto un nuovo lavoro con Matt Damon a breve?
Ben Affleck: Sì, Matt e io stiamo già lavorando per mettere in piedi qualcosa di sensato, cosa che non accadrà prima di un anno, un anno e mezzo.
 
In den Suburbs von Boston: Ben Affleck im Interview - da FilmStart, dicembre 2007
traduzione di Giovanna Canta
 
Matt Damon Interview – da Empire, dicembre 2007
traduzione di Annarita Guidi

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