RIVISTE DI CINEMA (estate 2009)


Per quest'estate sguardo sull'americana Cineaste, la britannica underground Electric Sheep e quella mainstream SFX, l'olandese Filmkrant, l'indiana Screen India e l'italiana Segnocinema.

Cineaste

In copertina su una rivista americana: Paolo Sorrentino. Il divo è l’occasione di un’intervista sul numero estivo di Cineaste, in cui il regista parla dei segreti oscuri della storia politica italiana. Tutt’altri temi emergono nella chiacchierata con Christopher Plummer, che dà lezioni di recitazione vecchio stile o in quella con il Fast Food regista e documentarista Robert Kenner, a tu per tu con le abitudini alimentari degli Stati Uniti d’America. Altra sezione altri temi. Così gli approfondimenti dell’estate conquistano la Germania dell’Est degli anni ’40, facendosi strada tra le produzioni firmate Deutsche Film-Aktiengesellschaft degli autori della nota cortina di ferro e la Palestina dei giorni nostri, ricostruita attraverso i documentari su Palestinesi e Israeliani delle zone occupate. Sale la temperatura in zona festival, per il Festival Internacional de Cine a Guadalajara, Messico, mentre l’angolo della letteratura si apre alla cultura giapponese, alla scoperta della storia del cinema sexy o a quella dell’opera di Naruse Mikio, con lo sguardo rivolto alle donne e alla modernità nella terra madre.

http://www.cineaste.com/

Bianco al posto del nero, di uno sconosciuto al posto dell’amante, di un robot al posto di un umano. Sono leElectric_Sheep sostituzioni il tema dell’ultimo numero del quadrimestrale underground Electric Sheep, che vede il Takeshi Kitano regista, attore e sceneggiatore alle prese con il suo “doppio” Beat Takeshi autore, poeta, e pittore, e il Tom Ripley nato dalla penna “disturbante” della scrittrice Patricia Highsmith a tu per tu con le sue incarnazioni cinematografiche. Personalità multi sfaccettate anche per i personaggi dalle identità intercambiabili dei film del regista e sceneggiatore Joseph Losey, mentre il classico neo-noir Suture si “sdoppia”, risolvendosi nel paradosso di due gemelli divisi dal colore della pelle. Nulla di tanto sorprendente per il re del fantastico Marc Caro, che si racconta in un’intervista dopo il suo exploit del 2008 con la fantascienza di Dante 01 o per il Richard Lester della Londra post apocalittica nella pellicola del 1970 Bed-Sitting Room. Poi giù fin nei meandri più oscuri della mente, per assistere alla storia di un’ossessione vista dagli occhi del danese Ole Bornedal in Just Another Love Story.

 http://www.electricsheepmagazine.co.uk/magazine.html

SFXL’anniversario dell’allunaggio non trova impreparato nemmeno SFX, che approfondisce alcune delle apparizioni del misterioso astro nel genere sci-fi, nell’ultimo numero del mese di agosto. Ed è ancora luna (Moon) per Duncan Jones e Kevin Spacey, nel debutto del figlio di David Bowie alla regia di un lungometraggio, in anteprima al Sundance Film Festival. Per i lettori estivi la rivista fantascientifica ha preparato una lista dei 50 personaggi più importanti e influenti del cinema SF e fantasy e rinfresca la calura estiva con un po’ di revival televisivo, recuperando la serie mai andata in onda interamente American Gothic, dal produttore esecutivo Sam Raimi. Un ritorno al passato quindi, come per il vecchio sottogenere “a vapore” Steampunk, che sta riguadagnando terreno, tanto da catturare l’attenzione della rivista specializzata alla riscoperta delle sue caratteristiche. Direttamente dall’originale Villaggio dei dannati del 1960 poi, tornano cast e regista, in un’intervista che si va a sommare a quella a Megan Fox per Transformers - La vendetta del caduto, quella allo scrittore autore della Trilogia di Marte Kim Stanley Robinson e l’attore Alan Tudyk per la serie sci-fi Dollhouse in onda su FOX.

http://www.sfx.co.uk/

E buio fu! Tra gli articoli dell’estate olandese di Filmkrant un inno all’oscurità della sala illuminata dalleFilmkrant immagini del grande schermo al grido di Licht! Licht! Licht! Si riaccendono le luci dopo la proiezione di un film horror d’exploitation, sottogenere di cui la rivista traccia la storia. Poi tutti a casa, in giro per la rete alla scoperta delle curiosità del mese. Un libro sulle star e sul significato della celebrità nell’epoca del consumo di massa e qualche recensione da leggere. Everlasting Moments osserva la Svezia degli inizi del 1900 attraverso la macchina fotografica di una donna della working class e della macchina da presa del 5 volte in nomination per la statuetta Jan Troell. Genova porta in Italia un uomo e le sue due figlie sotto l’occhio vigile di Winterbottom e Fifty Dead Man Walking vengono tratti in salvo da Martin McGarland, secondo quanto scritto nella sceneggiatura della canadese Kari Skogland, che si sdoppia per occupare anche la sedia della regista. Bertrand Tavernier confessa di aver commesso un grave errore e Claire Denis parla di riti di passaggio.

http://www.filmkrant.nl/av/org/filmkran/home.html

Screen_India“Sono indiana al cento per cento”. Si presenta così l’attrice britannico-indiana nata ad Hong Kong Katrina Kaif, sulle pagine dell’ultimo numero del settimanale Screen India. Tema dell’intervista il recente successo di New York, che consacra la “Barbie” indiana come una vera e propria attrice. Dave Anand è alle prese con gli ultimi giorni di riprese del suo ultimo lavoro Chargesheet e la Miss India 2006 Amruta Patki si prepara a giocare a nascondino nell’action thriller Hide and Seek di Apoorva Lakhia. La macchina cinematografica di Bollywood non si ferma mai, come quella hollywoodiana, di cui Harry Potter rappresenta l’ultima vittoria al botteghino, avendo infranto i record Spider Man 3. Come quella discografica, che mentre ancora piange la morte avvolta dal mistero del re del pop si stupisce del suo progetto segreto di girare un film sui bambini adottivi. Come quella letteraria che da sempre presta le sue storie al cinema, non ultima quella del sicario di Sacred Prey, pronto a trasferirsi sul grande schermo dalle pagine del romanzo di Vivian Schilling. Come quella dell’informazione.

http://www.screenindia.com/print/

Fondata nel 1981, Segnocinema è un rivista italiana con cadenza bimestrale, che dedica ogni numerSegnocinemao ad un tema differente, approfondito attraverso saggi e interventi di varia natura. Oltre a delle schede dettagliate sulle uscite in sala, contiene monografie su argomenti come serie televisive, colonne sonore, dischi, recitazione e libri che hanno per oggetto il cinema stesso. Lo speciale di luglio-agosto è dedicato ai 40 anni di Woody Allen e ai suoi 40 film, secondo un percorso critico articolato che fa “a pezzi” il regista, visto in rapporto alle città, alla musica, al giorno d’oggi e ai critici stessi. Molto ricca anche la sezione festival, che oltre al consueto scontro tra le palme e gli Inglorious Bastards di Cannes (tra Concorso, Un Certain Regard e Quinzane des Réalisateurs) e il leone di Venezia, si spinge fino a Udine per il Far East Film Fest di aprile/maggio 2009 e a Bellaria per il Bellaria Film Festival di giugno 2009. Mentre passano gli “Anni Luce” tra “Spendori e miserie del 3D”. 

http://www.segnocinema.it/

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