SPECIALE PINOCCHIO - All'interno di Pinocchio, il "carattere" di una nazione -
L'Italia recupera Pinocchio dal ventre della balena cinematica, e la rinascita del burattino che voleva essere un bambino vero ha fornito agli italiani una possibilità di impegnarsi in due sport nazionali: la speculazione egocentrica e la politica. - Un'articolo su Benigni e Pinocchio dal "Washington Post"
Roberto Benigni, attore comico e regista del premio oscar "La vita è bella", ha creato il nuovo Pinocchio partendo da un budget di 20 millioni di $, facendone il film più costoso della storia italiana. Apparirà venerdì in 800 sale - un terzo degli schermi italiani, altro record. Prima ancora della proiezione per la critica l'altro giorno, la presa di Pinocchio sul pensiero collettivo italiano era evidente. Difficile trovare un commento che non comprendesse la frase "c'è un piccolo Pinocchio in tutti noi". "Pinocchio siamo noi, è il nostro tipico carattere nazionale, nel senso che è un ladruncolo e uno sciocco, un ladro e un traditore, ma è capace di sbarazzarsi di qualsiasi limite e trovare il bambino buono dentro di sé, dopo avere pianto amare lacrime di rimorso" ha scritto Giuliano Ferrara sulla rivista Panorama.
Breve promemoria per chi crede che Pinocchio e il suo naso siano invenzioni hollywoodiane: la storia fu scritta nel 1883 da Carlo Lorenzini, dopo essere apparsa a puntate in una rivista. Lorenzini prese il nome di Collodi, da un paesino toscano. La versione animata della Disney, Wish-upon-a-star, si prese parecchie libertà rispetto al testo. Tanto per cominciare, nella favola di Collodi il burattinaio padre di Pinocchio viene divorato da uno squalo, e non da una balena, e i due sono salvati da un tonno, e non perché remano fino a riva. Walt Disney non fu certo il solo a rivedere una storia che è stata ristampata in dozzine di lingue. Alexei Tolstoy scrisse una versione russa in cui Pinocchio diviene un impresario di burattini. Di recente, in una tv turca, Pinocchio si redime affidandosi non alla fata Turchina ma ad Allah. Umberto Eco, romanziere italiano, ha stilato una versione in cui tutti i nomi cominciano con la lettera P. Prima ancora, un film muto terminava con Pinocchio sulla luna. In A.I. di Steven Spielberg un piccolo androide cerca di acquisire i sentimenti di un bambino vero.
"E' la qualità mistica della storia di Pinocchio che permette una traduzione in tutte le culture" dice Paolo Fabbri, esperto del linguaggio all'Università di Bologna. Innanzitutto, Fabbri spiega che nella favola Pinocchio si prede il rischio di discendere nel mondo animale: è tenuto legato come un cane, quasi fritto come un pesce e trasformato in una scimmia, finché non riesce a diventare finalmente umano. "Il passaggio dall'animale all'umano è un mito potente in tutte le culture" dice Fabbri. In ogni caso, l'importanza di Pinocchio per gli italiani sembra eterna. Alcuni critici hanno associato il legame di Pinocchio con la fata Turchina al mammismo, il leggendario laccio tra le madri italiane e i loro figli. Uno scrittore ha collegato la persecuzione di Pinocchio nelle mani di un'autorità indifferente all'Italia contemporanea, dove polizia e tribunali "perseguono sempre le persone sbagliate".
In Italia non c'è evento - che si tratti di campionato di calcio o di un concorso di bellezza- che sia completo senza una controversia politica, e il nuovo film su Pinocchio non fa eccezione. La maggioranza dei registi italiani è divisa tra quelli di destra e quelli di sinistra, e Benigni è noto per la sua propensione per la sinistra. Alla vigilia delle elezioni nel 2000, Benigni rilasciò un'intervista televisiva in cui dedicò un intero monologo alla risibile - a sua parere - prospettiva di un'Italia governata dal magnate dei media Berlusconi, che è in seguito diventato Primo Ministro. Una branca dell'impero di Berlusconi ora distribuisce il film di Benigni, ironia della sorte per la quale Benigni non presenta le scuse. "Berlusconi è uno straordinario uomo d'affari" Ha detto Benigni a una conferenza stampa. "Abbiamo preso il meglio di Berlusconi". È stato chiesto a Benigni come mai non abbia preso parte ad alcuna delle dimostrazioni organizzate periodicamente da un altro regista e autore, Nanni Moretti. Benigni ha risposto che era grato a coloro che manifestano per ciò che è giusto, ma che "andarci di persona è un'altra faccenda". Benigni si è astenuto dal collegare il film all'Italia di oggi. La coppia di imbroglioni formata dal Gatto e la Volpe non rappresenta Berlusconi e il suo vice Gianfranco Fini? "Non si può aggiornare un mito" ha obiettato Benigni "Se lo avessimo aggiornato, sarebbe risultato datato".
Le riprese di Pinocchio sono state avvolte dal segreto - una manovra pubblicitaria, sostengono i critici. Benigni si è rifiutato di concedere interviste fino alla conferenza stampa di venerdì. L'anteprima per la stampa è stata riservata agli italiani - gli stranieri sono stati esclusi. E [Benigni] ha dotato il film di una sorta di santità cinematografica raccontando che l'idea di interpretare Pinocchio gli era stata data da Federico Fellini, il defunto regista che è stato probabilmente il più grande cineasta italiano XX secolo. Alcuni italiani hanno preso male il fatto che nelle locandine di Pinocchio il nome di Benigni è ben in vista mentre quello di Collodi non si vede da nessuna parte. Benigni ha liquidato questa critica dicendo che la Bibbia non ha bisogno della presentazione del suo autore. Dio, però, ha ottenuto delle recensioni migliori. Parecchi critici hanno trovato noioso il film; uno dichiara di essersi addormentato durante la proiezione.
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Italy Journal
All'interno di Pinocchio, il "carattere" di una nazione
di Daniel Williams
Washington Post Foreign Service
Lunedì 7 Ottobre 2002, pag A13
traduzione a cura di Marina Nasi
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