“Amnésia” di Gabriele Salvatores
“Amnésia” è un film concettualmente irrisolto, senza per questo proporsi come realmente vitale o sregolato. Non sorprende mai, nemmeno per un istante; si propone, anzi, come “il perfetto film di Gabriele Salvatores girato a Ibiza
Gabriele Salvatores decide di girare un film a Ibiza: lo fa con i complici di sempre (Sergio Rubini e Diego Abatantuono) e qualche volto nuovo “alla moda” (la ninfetta mucciniana Martina Stella); frammenta il tempo della narrazione, saltellando avanti e indietro e alternando i vari punti di vista (ormai anche questo è molto “alla moda”); persegue volutamente un’estetica da videoclip che, però, resta a un livello lontanissimo dalla comprensione delle tante possibilità d’un linguaggio che, ormai, ha impregnato di sé la contemporaneità; infarcisce la trama di tocchi e personaggi eccentrici e bizzarri, per provare a sorprendere nel modo più facile ed effettistico (e lo stesso discorso vale anche per l’onnipresente colonna sonora rockeggiante, peraltro di notevole livello).Il problema di “Amnésia” è proprio questo, però: il film – concettualmente irrisolto, senza per questo proporsi come realmente vitale o sregolato – non sorprende mai, nemmeno per un istante; si propone, anzi, come “il perfetto film di Gabriele Salvatores girato a Ibiza”. Così, tornano anche stavolta – alternati a momenti che sembrano usciti di peso dal precedente “Denti” – i temi di sempre del cinema del regista milanese-napoletano: dalla fuga da se stessi alla riconciliazione col proprio passato-futuro. Ma il “trattamento” è spesso banale: esemplificativa, in tal senso, è la sequenza che vede il padre pornografo (Abatantuono) e la figlia in crisi esistenziale (la Stella) avvicinarsi tra loro per la prima volta, al fuoco d’un falò, di notte, su una spiaggia dell’isola, mentre condividono una canna.
Insomma: papà non è ancora troppo “matusa” e la sua bambina è quasi già donna e meno “pura e perfettina” di ciò che sembrava. Ma, soprattutto, lo “sguardo” che racconta i personaggi e le loro ansie (!) è davvero tanto, tanto “figo”.
Regia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Gabriele Salvatores, Andrea Garello
Fotografia: Italo Petriccione
Montaggio: Massimo Fiocchi
Musica: Daniele Sepe
Scenografia: Rita Rabassini
Costumi: Florence Emir
Interpreti: Diego Abatantuono (Sandro), Sergio Rubini (Angelino), Martina Stella (Luce), Antonia San Juan (Pilar), Maria Jurado (Alicia), Ugo Conti (Dani), Orazio Donati (Pier), Alessandra Martines (Virginia), Ian McNeice (Doug), Bebo Storti (Ernesto)
Produzione: Maurizio Totti per Colorado Film/Medusa Film/Alquimia Cinema
Distribuzione: Medusa
Durata: 115’
Origine: Italia/Spagna, 2001
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