“Rue de plaisirs” di Patrice Leconte
Rappresentazione di un universo al contrario, di un mondo che vive dei propri opposti, come quello delle case chiuse, dove ai gentiluomini in cerca dei piaceri della carne si contrappongono i sorrisi delle prostitute
Luci e ombre si fondono nella rievocazione dell’epoca della “case chiuse” in una Francia ferita da una guerra appena conclusa in cerca di consolazione, di ritrovare quel paradiso perduto smarrito tra gli orrori e la morte, tra la paura e la miseria. E il ritrovamento di quel sentimento, di quella gioia, il regista, Patrice Leconte, lo fa rivivere nella storia di un’amore impossibile. Una ricerca che contraddistingue il percorso dei tre personaggi principali, delle vittime e degli artefici di una tragedia annunciata, dei manipolatori e dei manipolati: Marion (Laetitia Casta), la prostituta in cerca d’amore e di carezze, ritratta ad immagine di una Louise Brooks francese; Dimitri (Vincent Elbaz), il suo oscuro e oggetto del desiderio, ambiguo e inafferrabile, pericolosamente in bilico e in cerca di se stesso e infine Petit-Louis (Patric Timsit), angelo custode e protettore di Marion, puro e angelico, testimonianza di un sacrificio compiuto volontariamente. La ricerca della loro felicità, così diversa, così enigmatica, così sfuggente, li conduce verso un destino comune dal quale non possono sfuggire, come testimoniano le tre ‘parche’-prostitute, che attraverso l’uso del flashback, raccontano una storia dietro alla quale si cela il dramma: quella di Marion, una di loro. Nel ritrarre questa ricerca Leconte crea una storia di dolore e di sofferenza, di privazione e di sacrificio, ma anche di gioia e di purezza. Nel tragico rapporto a tre, profondamente corrotto, sbilanciato, parziale, si creano le prospettive e le direttive per un successivo livellamento e ridimensionamento e appagamento. Ci si ritrova allora laddove non esistono sostanziali differenze tra chi trascorre la propria esistenza a vivere per la felicità altrui (quella di Marion) senza contropartita, come Petit-Louis, anima candida e pura, presenza scenica delicata e leggera, e chi, come Dimitri, che vive ‘ricevendo’ amore e tenerezze.
E’ la rappresentazione di un universo al contrario, di un mondo che vive dei propri opposti, come quello delle case chiuse, dove ai gentiluomini in cerca dei piaceri della carne si contrappongono i sorrisi delle prostitute, mercenarie sì del sesso, ma creature di altri tempi, delicate e sensibili, romantiche fino al punto di credere nei sogni d’amore, consapevoli delle illusioni che le circondano. Personaggi d’altri tempi, capaci di amare, ma forse, di non essere amate. Tragiche figure che compongono il mosaico di un sogno appena ricordato e già dimenticato.
“Rue des plaisirs” si compone del rincorrersi di questi tre personaggi assoluti e tragici, belli e disperati, rumorosi e silenziosi. E la strada del piacere, nel momento del compiersi della sacrificio, perde i propri colori, le proprie esaltazioni, i propri sussulti per ritornare in un disincatato grigiore e indifferenza, in un desolante e allo stesso tempo terrificante vuoto esistenziale.
Titolo originale: Rue des plaisirs
Regia : Patrice Leconte
Sceneggiatura: Serge Frydman, Patrice Leconte
Fotografia: Eduardo Serra
Montaggio: Joelle Hache
Scenografia: Ivan Maussion
Costumi: Christian Gasc
Interpreti: Patric Timsit (Petit Louis), Laetitia Casta (Marion), Vincent Elbaz (Dimitri), Catherine Mouchet (Lena), Isabelle Spade (Camille), Bérangère Allaux (Violette), Dolores Chaplin (Dolores), Carole Esther (Carol)
Produzione: Philippe Carcassonne per Ciné B, Zoulou Films, TF1, Pathé Images, KC Medien, Cinéma Parisine, Media Suits
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 89’
Origine: Francia, 2002
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