"Tosca" di Benoit Jacquot

Sentimenti incorniciati da primi piani e urlati tra ariose scenografie. Desiderio, ardore, sofferenza, morte: il dramma di Tosca impresso su una pellicola

Una regia ariosa quando contestualizza e stretta quando i primi piani incorniciano emozioni e sentimenti: amore, gelosia, orgoglio, rabbia, paura, coraggio, amarezza, delusione, sconforto.
Immagini in bianco e nero che mostrano l’orchestra che suona e gli attori che cantano, svelano il meccanismo filmico, simulano la contemporaneità della messa in scena, mostrano il dietro le quinte, riuscendo a creare un contatto con il pubblico immediato e forte, come quello che si prova a teatro. Non c’è palco, infatti, non c’è orchestra dal vivo, non ci sono attori in carne ed ossa, ma, per la capacità di attrarre l’attenzione e scuotere gli animi, è come se tutto ciò ci fosse.
Fondali neri e scenografie pompose e spaziose, sono al servizio di una racconto chiaro, fedele, concitato, che, simulando le atmosfere teatrali, si avvale anche di una caratteristica cinematografica – l’assenza di vincoli spaziali - che arricchisce la narrazione: annulla le pause, elimina la staticità, incalza gli avvenimenti.
È questa la Tosca di Benoit Jacquot. L’opera di Puccini divenuta film senza perdere la passionalità e la forza originarie. Desiderio, ardore, sofferenza, morte: il dramma di Tosca impresso su una pellicola. Le note vibrano e toccano, le voci urlano sentimenti. La forza della musica e delle immagini scuotono il pubblico in sala. Un film cantato da interpreti impeccabili e ottimamente orchestrato.
“Nel 1925 avevo già avuto l’idea di realizzare una Tosca, con Caterina Hessling protagonista. (…) Fin d’allora mi resi conto delle grandi difficoltà che avrei dovuto incontrare per portare a termine una tale impresa. La Tosca è infatti uno dei soggetti più pericolosi, sia perché essa si inserisce nella grande tradizione del teatro di Sarah Bernhard, sia per l’opera di Puccini”. Così si esprimeva nel 1940 Jean Renoir, quando aveva accettato di girare una Tosca a Roma senza sapere che non avrebbe potuto terminarla personalmente – lo fece Carl Koch -a causa della guerra.
Dopo sessant’anni da quella data, un altro francese accetta fieramente la sfida e, non deludendo le aspettative, realizza un film che è una contaminazione tra cinema, melodramma e teatro, che valorizza i diversi linguaggi, sottolineandone le potenzialità d’espressione.
Regia: Benoit Jacquot
Sceneggiatura: Benoit Jacquot dall’omonima Opera di Puccini
Fotografia: Romain Winding
Montaggio: Luc Barnier
Musica: Giacomo Puccini
Scenografia: Sylvain Chauvelot, Osvaldo Desideri
Costumi: Christian Gasc
Interpreti: Angela Gheorghiu (Tosca), Roberto Alagna (Mario Cavaradossi), Ruggero Raimondi (Barone Scarpia), David Cangelosi (Spoletta)
Produzione: Daniel Toscan du Plantier, Frédéric Sichler perEuripide Production/Integral film/Veradia Film/Seven Star System/Axion Film.
Distribuzione: Key Films
Durata: 120’
Origine: Francia/Italia/Germania/Gran Bretagna, 2001
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