“Montecristo” di Kevin Reynolds
Leggero come un vaudeville d’altri tempi, avvincente e pericoloso, “Montecristo” si preoccupa essenzialmente di catturare l’istante, di raccogliere la parola di Dumas nel gesto filmico
Corre il cinema di Kevin Reynolds. E’ sempre in fuga verso un orizzonte lontano, magari solo un panorama intuito o un paesaggio sognato. Verso quella possibilità di vita che si apre al di là dello sguardo, oltre i sottili bordi e le linee immaginarie di ogni inquadratura. Corre questo flusso di immagini in perenne e osmotico movimento.Dalle strade messicane battute dai cinque protagonisti di “Fandango” alle scorribande ed evasioni di “Robin Hood principe dei ladri”, dalle terre intraviste di “Rapa Nui” all’utopia acquatica e futurista di “Waterworld”: tutto è azione, scorrere frenetico di uomini, macchine e oggetti sul piano liscio del cinema. Nessun imprevisto psicologico, nessuna inutile metafora visiva, nessuna pausa. Solo il sudore della corsa, dell’attrito fra superfici diverse, quella voglia di avventarsi contro ogni limite, reale o immaginario. Ecco: il cinema di Kevin Reynolds è una teoria pura dell’azione, di quello stupore originario che suscita la messa in moto di un corpo e il suo camminare fra i misteri dell’apparenza del mondo. Quasi inevitabile, forse addirittura necessario, l’incontro fra queste visioni e le pagine di Alexandre Dumas, fra i precisi ingranaggi innescati dall’arte del movimento di Reynolds e “Il Conte di Montecristo”, probabilmente il più famoso e moderno feuilleton dello scrittore d’oltralpe. Nasce così l’ennesima trasposizione cinematografica di questo romanzo – come non ricordare almeno quella diretta da Rowland V. Lee nel ’34 o il fiacco adattamento televisivo con R. Chamberlain del 1975 -, un film che non ha paura di rinchiudere le avventure di Edmond Dantès fra i morbidi e flessuosi reticolati di un’estetica hollywoodiana sempre pronta a lasciarsi oltrepassare, destinata ad esplodere fra le maglie di questo cinema della vertigine e del logorio fisico.
Leggero come un vaudeville d’altri tempi, avvincente e pericoloso come il volo di un acrobata senza rete, “Montecristo” se ne infischia di approfondire le dinamiche che legano i personaggi – forse solo Richard Harris riesce a dare spessore alla figura all’abate Faria – preoccupandosi solo di catturare l’istante, di raccogliere la parola di Dumas nel gesto filmico. In un atto di straordinaria semplicità stilistica e di grande potenza visiva – una corsa, una fuga, una vendetta – che si compie sul “piano d’immanenza” (perdonate l’espressione deleuziana...) di una spazio illimitato, quasi acquatico (come le geografie senza coordinate di “Waterworld”), una distesa di celluloide che chiede solo di essere attraversata a tutta velocità, in un movimento di liberazione che esalta il corpo e chiude felicemente gli occhi della mente.
Titolo originale: The Count of Montecristo
Regia: Kevin Reynolds
Sceneggiatura: Jay Wolpert dal romanzo di Alexandre Dumas padre
Fotografia: Andrew Dunn, Tim Wooster
Montaggio: Stephen Semel, Christopher Womack
Musica: Ed Shearmur
Scenografia: Mark Geraghty
Costumi: Tom Rand
Interpreti: James Caviezel (Edmond Dantès/Il Conte di Montecristo), Guy Pearce (Fernand Mondego), Richard Harris (abate Faria), James Frain (Monsieur de Villefort), Dagmara Dominczyk (Mercédès Iguanada), Luis Guzmán (Jacopo), Michael Wincott (Dorleac), Albie Woodington (Hermine Danglars)
Produzione: Gary Barber, Roger Birnbaum, Jonathan Glickman per Birnbaum/Barber, Count of Monte Cristo, Ltd., Spyglass Entertainment, Touchstone Pictures, World 2000 Entertainment, Ltd.
Distribuzione: Buena Vista International Italia
Durata: 131’
Origine: Gran Bretagna/Usa 2002
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- venezia 68
- cinema francese
- venezia 67
- cinema giapponese
- DVD
- Sean Penn
- marion cotillard
- ben affleck
- Festival di Roma
- cannes 64
- jessica chastain
- george clooney
- film tratti da libri
- matt damon
- cinema americano
- cinema spagnolo
- 3D
- joaquin phoenix
- Cannes 65
- james franco
- torino 29
- horror
- cinema orientale
- hbo
- clint eastwood
- serie tv
- cinema italiano
- documentario
- michael fassbender
- Kate Winslet
- cannes 2011
- torino film festival 28
- brad pitt
- animazione
- steven spielberg
- david cronenberg
- oscar
- robert de niro
- woody allen
- leonardo di caprio
- cinema indipendente
- Johnny Depp
- Corso Salani
- nanni moretti
- Martin Scorsese
- Jafar Panahi
- david fincher
- trailer
- cinema UK
- Isabelle Huppert
News
- Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
- Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence






.jpg)