Il sorriso di dio – ritorno su “L’ora di religione”

Il sorriso sta lì, a mediare le scelte con i fatti. Il sorriso di Ernesto che manda il figlio a scuola, mentre il resto della famiglia è in udienza dal Papa, è una spinta, una difesa o un’altra forma di quel sorriso di chi “crede di averti in pugno perché ti ha partorito”?

La pittura e la rappresentazione. Se dio sta dappertutto, che basta fargli un gesto per scacciarlo, il santo quale posto occupa nello spazio? Sono le domande del bambino il limite delle risposte dell’adulto. Un grafico è il protagonista ateo di una storia di rappresentazione come è la santificazione. Una storia di icone come è la missione apostolica. I preti sono attori della fede, la scenografia della Chiesa è un Teatro d’Opera: toghe struscianti al suolo, grigio per il giorno e rosso per la sera, corridoi in cui rimbombano i passi, croci lucidate come argenteria. È un grafico che, cancellando sul computer le brutte strutture architettoniche, fa crollare il monumento del milite ignoto.. È un ateo che si fa Cristo augurando la distruzione del tempio. La pittura è la rappresentazione. Il pugnale e il fioretto. La mano del figlio uccide la madre più volte, a seconda dell’obiettivo del processo e dei tribunali, che trasformano le cause in conseguenze e l’essere umano in ostia. Il pugnale, che fece da tramite tra la rabbia e il rimorso, è reso un oggetto del Teatro, nel tableau vivant per l’immagine del santino: tintura rossa e punta retrattile, conficcato nel sorriso ridipinto di un sorriso che era stato movente. Il gioco del bambino sulla pedana del fioretto, sport di regole sul rispetto e le misure del corpo, è l’astrazione del gesto del padre, su un prato all’alba, per un ordine cavalleresco che finisce per avere più logica del disordine del mondo. Il duello, che era cominciato come eccentrica follia di un nobile decadente, diventa la dimostrazione di un sé da difendere con la spada. Il pugnale è il fioretto.La pazzia e la bellezza. Cosa è pazzo nel mondo grottesco e volgare di un’assicurazione sulla vita: bestemmiare ad alta voce? credersi un personaggio della Divina Commedia? lasciare la porta aperta uscendo di casa? o convincere un pazzo che potrebbe non esserlo? La follia si può mercanteggiare perché non appartiene al portatore, ma ha il peso in colui che le da il nome. La follia, perché serva ai savi, è plasmata a loro immagine e somiglianza. Invece serve la bellezza, quella coi superlativi, che una donna non importa quanto imbroglia. La bellezza dà il paragone dello sguardo col mondo, immagini traballanti di un ralenti che incespica, come i nostri occhi. L’uomo in manicomio voleva far saltare il monumento al milite ignoto perché la sua bruttezza offendeva la creazione. La pazzia è la bellezza.La morale e la coerenza. Non sono i dogmi a fare vero un cammino. Tavole apparecchiate con tutti i bicchieri e le posate, battesimi segreti, risposte gentili, dare da mangiare agli affamati, mani giunte, veli da suora stirati: non sono un’etica ma un’istituzione efficiente. L’ateo è accusato di moralità come se fosse immorale. È la paura della coerenza di un uomo che mette dritti i paletti e impedisce lo slalom tra le cose. Una coerenza rivendicata con mitezza, come le domande di un bambino. I sonori off dei telegiornali sono didascalie, per chi non avesse capito di che mondo si sta parlando, quale sia veramente il sangue versato. La morale è la coerenza.La bestemmia e il tradimento. Irrompe nella voce e nello spazio una bestemmia al cielo, che azzittisce anche l’agnostico. La bestemmia è una preghiera più forte. L’urlo a dio è la sofferenza di non capirlo, di non sapere perché volerlo. L’odio che fu più forte dell’amore, di nuovo inevitabile di fronte ad altre bestemmie: lo spettacolo della santificazione, regista e pubblico compresi, la famiglia vestita a lutto in festa che si auto rinnega, mescolando ipocrisia e conversione come se la differenza fosse solo nel prezzo da pagare. Il frame della famiglia riunita in Vaticano torna come un ritornello, sul piede di partenza nel varco della cristianità. La bestemmia è il tradimento.
Gli uomini sono figure nere, come ombre di roccia, che si stagliano su uno sfondo bianco: la gigantografia della madre nella casa della zia, l’ara pacis di notte, la cupola di San Pietro all’alba. Gli uomini sorridono. Il sorriso che risponde all’incomprensione, il sorriso che mette la distanza dove si finge vicinanza, il sorriso di chi esce di casa: da qui in poi non gioco più. Il sorriso di una madre che non capisce il sorriso di un figlio. Il sorriso sta lì, a mediare le scelte con i fatti. Il sorriso di Ernesto che manda il figlio a scuola, mentre il resto della famiglia è in udienza dal Papa, è una spinta, una difesa o un’altra forma di quel sorriso di chi “crede di averti in pugno perché ti ha partorito”? Il sorriso di dio.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten  
Il canto del tramonto per Terence Davies
Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn  
CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood  
CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence