“The Mothman Prophecies” di Mark Pellington
Sarebbe stato bello che Pellington avesse addormentato l’opera così, in questo strano limbo amniotico in cui abbiamo vagato per diversi minuti dimenticandoci per un attimo che le esigenze produttive esigono un finale
C’è solo un modo per uscire fuori dall’impasse di una tragedia. Rinunciare (almeno all’inizio) allo sguardo. Trincerarsi nell’invisibilità oculare di chi ha visto troppo e soprattutto di chi non vuole più vedere. Chiudendo gli occhi, tabula rasa di ogni assetto percettivo. La dolorosa bellezza del pianto significa ricordo, equivale a commemorazione. Fatto sta comunque che non si può far finta di nulla. John Klein vive nell’ombra del passato, accarezza la sagoma della moglie morta con voli azzardati di uno sguardo che sguardo non è. Non si tratta nemmeno più di ricordo, ma di desiderio. Desiderio dell’esserci, lì accanto e lei, in quel momento, per sempre. Il corpo non risponde più, l’occhio si adagia sul già visto. Poi la folgorazione, meglio, la visione. Di che cosa? Del passato, del presente? Niente di tutto ciò. Del fantasma del tempo che torna a vendicarsi dell’oblio in cui è stato intrappolato. Da qui il contorno fantastico del “mothman” del titolo, da qui la distorsione oculare di chi si fa abitante dell’ipersguardo, dell’overlook, dell’oltre/occhio. Chissà che avrebbe da dirci il Costner di “Dragonfly”, che di cifrature semantiche del dolore se ne intendeva. Fatto sta comunque che il lavorare sulle regioni incandescenti del sognato non è affare da poco. Occhi aperti/chiusi, ma non basta. Bisogna palesarlo l’irreale per nasconderlo definitivamente al retaggio convulso del dominio sensistico. Pellington ci prova, gliene diamo atto, e per un po’ ci riesce pure. Cosa c’è tra un raccordo e l’altro, tra la luce e il buio? Semplice, una dissolvenza. Ce ne sono molte nell’opera, quanto basta per delimitare la vischiosità dell’immateriale nel fuoricampo del colore. La teoria dello “stravedere” nasce da qui. Non vediamo ciò che vede il protagonista. O meglio, ne riusciamo solo a scorgere il riflesso, come se campeggiassero nel mezzo della prospettiva due belle lenti scure, capaci di riflettere, di immolarsi al potere rigenerante dello specchiato. L’uomo falena del titolo è questo. Un’illusione, un ‘immagine della stagione perduta della verginità percettiva. Ma ancor di più quel tempo al lavoro che abbiamo descritto inizialmente quale lastra opaca tornata sui suoi passi. Sarebbe stato bello che Pellington avesse addormentato l’opera così, in questo strano limbo amniotico in cui abbiamo vagato per diversi minuti dimenticandoci per un attimo che le esigenze produttive esigono un finale, pretendono uno scioglimento, impongono un assetto narrativo a ciò che narrativo non potrà mai essere. Ecco allora i colpi di scena finali, gli sguardi duplicati, le rimesse del senso nell’accettabile, nell’aspettato, nel previsto. Poco ci importa. La parola fine non è importante.Titolo originale: The Mothman Prophecies
Regia. Mark Pellington
Sceneggiatura: Richard Hatem dal romanzo di John A. Keel
Fotografia: Fred Murphy
Montaggio: Brian Berdan
Musica: Jeff Rona, Tom Hajdu
Scenografia: Richard Hoover
Costumi: Susan Lyall
Interpreti: Richard Gere (John Klein), Laura Linney (Connie Parker), Will Patton (Gordon Smallwood), Debra Messing (Mary Klein), Lucinda Jenney (Denise Smallwood), Alan Bates (Alexander Leek), David Eigenberg (Ed Fleischman), Bob Tracey (Cyrus Bills)
Produzione: Gary W. Goldstein, Gary Lucchesi, Tom Rosenberg
Distribuzione: Medusa
Durata: 119’
Origine: Stati Uniti, 2002
Regia. Mark Pellington
Sceneggiatura: Richard Hatem dal romanzo di John A. Keel
Fotografia: Fred Murphy
Montaggio: Brian Berdan
Musica: Jeff Rona, Tom Hajdu
Scenografia: Richard Hoover
Costumi: Susan Lyall
Interpreti: Richard Gere (John Klein), Laura Linney (Connie Parker), Will Patton (Gordon Smallwood), Debra Messing (Mary Klein), Lucinda Jenney (Denise Smallwood), Alan Bates (Alexander Leek), David Eigenberg (Ed Fleischman), Bob Tracey (Cyrus Bills)
Produzione: Gary W. Goldstein, Gary Lucchesi, Tom Rosenberg
Distribuzione: Medusa
Durata: 119’
Origine: Stati Uniti, 2002
Sono presenti 0 commenti
Cerca nel sito

- cinema indipendente
- Festival di Roma
- 3D
- Sean Penn
- jessica chastain
- cannes 2011
- joaquin phoenix
- film tratti da libri
- clint eastwood
- hbo
- horror
- leonardo di caprio
- cannes 64
- steven spielberg
- james franco
- documentario
- cinema americano
- brad pitt
- animazione
- venezia 68
- ben affleck
- cinema francese
- michael fassbender
- david fincher
- oscar
- DVD
- Jafar Panahi
- Kate Winslet
- torino 29
- woody allen
- cinema spagnolo
- george clooney
- torino film festival 28
- serie tv
- Martin Scorsese
- matt damon
- cinema orientale
- Cannes 65
- nanni moretti
- david cronenberg
- Isabelle Huppert
- Johnny Depp
- venezia 67
- marion cotillard
- cinema italiano
- robert de niro
- cinema giapponese
- Corso Salani
- cinema UK
- trailer
News
- Mads Mikkelsen in viaggio per l'Europa
- Numerosi impegni per l'attore danese di Jagten
- Il canto del tramonto per Terence Davies
- Sunset Song, con Peter Mullan e Agyness Deyn
- CANNES 65 - David Cronenberg e Robert Pattinson ancora insieme
- Dopo Cosmopolis, un film su Hollywood
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence






.jpg)