“N’gopp” di Pablo Dammico
Film debole e sfilacciato, mal recitato e peggio scritto e strutturato. Non diverte quasi mai – ed è una pecca gravissima per quella che aspirerebbe a essere una commedia – e arranca continuamente.
Prima o poi bisognerà porre la questione in termini seri: il successo cinematografico di Vincenzo Salemme – per la verità in fase discendente – continua a produrre “cloni” d’infima qualità, che da Napoli vorrebbero lanciarsi, a loro volta, alla conquista dei botteghini nazionali. La ricetta è sempre la stessa: cabarettisti, caratteristi e soubrettine mal utilizzati nei ruoli da protagonisti, sfruttamento dei luoghi comuni più stantii legati alla “napoletanità”, struttura narrativa inesistente, così come una qualsivoglia idea di regia filmica. Va detto, per onestà, che tutti questi prodotti – i più recenti sono gli agghiaccianti “Amore con la S maiuscola” e “N’gopp” – non s’avvicinano nemmeno al già non esaltante livello delle commedie salemmiane.E proprio “N’gopp”, diretto dal giovane e molto acerbo Pablo Dammicco, è un film debole e sfilacciato, mal recitato e peggio scritto e strutturato. Non diverte quasi mai – ed è una pecca gravissima per quella che aspirerebbe a essere una commedia – e arranca continuamente. Forse, gli unici momenti da non bocciare – comunque più vicini alla “macchietta” da palcoscenico che al cinema – sono quelli imperniati sul mestiere e la fisicità di Rosaria De Cicco (un’irresistibile “vaiassa”) e Franco Iavarone, che interpreta il delirante gioielliere-malavitoso Santo Padre. Per il resto, invece, non convince per nulla la coppia protagonista formata da Luigi Biondi ed Elena Russo (Jerry e Shandra), così come il resto del cast. E dà addirittura fastidio la cornice che vorrebbe caricare la vicenda narrata di coloriture sociali che non c’entrano niente con quanto visto fino a quel momento. Di proprietà linguistiche, poi, nemmeno a parlarne, poiché il quadro complessivo è di un livello sconfortante, lontanissimo pure dal vitalismo naif di tanto “trash” genuino (qui siamo su tutto un altro versante). Impressionante per quant’è banale, infine, la Napoli descritta da Dammicco, fermo a una comprensione puramente di superficie della città e del suo spirito.
Regia: Pablo Dammico
Sceneggiatura: Pablo Dammico, Roberto Russo
Fotografia: Adolfo Troiani
Montaggio: Giogiò Franchini, Roberto Silvi
Musica: Paolo Rustichelli
Scenografia e costumi: Franz Prestieri
Interpreti: Luigi Biondi (Jerry), Elena Russo (Shawndra), Duccio Giordano (Carlo), Giovanni Allocca, Caterina Gagliano, Franco Iavarone
Produzione: Creative Filmhouse
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 90’
Origine: Italia, 2002
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