“Qualcuno come te” di Tony Goldwyn
Goldwyn, qui alla sua seconda regia, conferma il suo talento nel saper raccontare il mondo femminile già parzialmente rivelato in “A Walk On The Moon”
Nell’antica civiltà greca era di comune uso, nonché di illuminante simbologia, assimilare i vizi e le virtù degli uomini a quelle degli animali finendo molto spesso per innalzare le due specie terrene a quella divina. Oggi, avendo il genere umano perduto in spiritualità e in malizia e acquisito in cinismo, l’assimilazione tra uomo e animale non può avvenire che, irrimediabilmente per difetto. Tratto dal celebre romanzo, almeno negli Stati Uniti, “Il teorema della mucca nuova” scritto dalla debuttante Laura Zigman, “Qualcuno come te” si scompone in brevi capitoli e si compone di una voce off per raccontare i meccanismi, sempre così similmente banali ma anche irrimediabilmente veritieri, che regolano i rapporti tra i due sessi visti da un punto di vista etologo-antropologico. La pellicola ironizza con garbo sulle consuete vicende di Ashley Judd che interpreta, svelando un innegabile talento brillante che va ad affiancarsi ai precedenti ruoli più o meno seriosi, una donna moderna e vulnerabile che vive nei paradossi delle proprie emozioni la paradossale quotidianità della ricerca della serenità sentimentale. Tony Goldwyn, qui alla sua seconda regia, conferma il suo talento nel saper raccontare il mondo femminile già parzialmente rivelato in “A Walk On The Moon” presentato al Sundance Film Festival del 1999. Il regista dimostra inoltre di aver saputo canalizzare la sua passata e cospicua esperienza di attore nella recitazione dei suoi protagonisti, i quali riescono ad essere convincenti nonostante qualche caratterizzazione di troppo che risulta ormai quasi immancabile nelle più leggere produzioni americane. I dialoghi sono brillanti nonostante la consapevole ovvietà del tema trattato grazie sopratutto al fatto che non si prendono presuntuosamente sul serio, e il ritmo narrativo sostanzialmente piacevole nell’illustrare i precari equilibri dei comportamenti umani ma scivola nell’usuale e nel precipitoso proprio nelle ultime inquadrature. Con le sue utopie e le sue nevrosi la città di New York diventa, nel corso del film, un comprimario fondamentale proprio come sempre più spesso avviene nelle produzioni indipendenti, “genere” a cui decisamente “Qualcuno come te” si ispira.
Titolo Originale: Someone Like You…
Regia: Tony Goldwyn
Sceneggiatura: Elizabeth Chandler dal romanzo di Laura Zigman
Fotografia: Anthony B. Richmond
Montaggio: Dana Congdon
Musica: Rolfe Kent
Scenografia: Dan Leigh
Costumi: Ann Roth, Michelle Maitlin
Interpreti: Ashley Judd (Jane Goodale), Greg Kinnear (Ray Brown), Hugh Jackman (Eddie Alden), Marisa Tomei (Liz), Ellen Barkin (Diane Roberts), Catherine Dent (Alice), Peter Friedman (Stephen), Laura Regan (Evelyn)
Produzione: Lynda Obst per Fox 2000 Pictures
Distribuzione: Twentieth Century Fox
Durata: 97’
Origine: Usa, 2001
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