L'oscenità al potere

Racconti, immagini, visioni tra sesso, cinema e realtà

di  Simona Petrilli

"Mi gratto la testa. Tutto questo non mi interessa.

Le mie cinquanta parti conformiste sono annoiate.

Le mie cinquanta parti rivoluzionarie sono sospese.

L'insieme, vuole stare fermo a godersi..."

"Che cosa?"

"Ripetizioni infinite di una sola cosa."

"e quale?"

 (Porcile)

 

 

 

Ad una società malata si ricollega un rapporto tra i sessi visto come pura negatività.

Esplorare la sessualità nella sua configurazione maschile-femminile come rapporto originario da cui tutto nasce e prende forma può far riflettere sulle contraddizioni, i mali e le brutture che circondano l'essere umano. E' allora che il sesso si spoglia della sua parte buona per restare solo un'ossessione, come in un quadro di Munch è un'ombra carica di oscuri presagi, l'inconveniente della vita che grida nel farsi già morte.

 

Tornare alle origini per cercare il gene malato che ha creato il mostro, un'indagine scomposta nelle viscere più nascoste dell'esistenza può condurci in mondi impossibili dai quali si può essere risucchiati.

 

Mondi popolati dalla solitudine come eterna condanna e dal desiderio come fisica necessità

Eraserhead / Satyricon

Rifugi fatti di nostalgiche solitudini ancestrali: l'arte come ritorno al grembo proprio dell'essere

La poesia di Rilke, il cinema di Jean Vigo, l'indecente candore di Bukowski

 

 

In una società malata il sesso può servire come strumento di liberazione, rinascita organizzata come pratica dissacrante contro l'inautenticità di una scandalosa società borghese.

Sesso e lotta politica, non basta pensare agli anni sessanta, alla contestazione giovanile, agli hyppies e al cinema che da quel periodo si generò (un'immagine che simboleggi il fagocitamento hollywoodiano e la conseguente morte degli ideali di quelle generazioni -dalla contestazione alla mercificazione- potrebbe trovarsi nell'esplosione finale di Fireworks di Kenneth Anger)

Un buon punto di partenza per un'analisi di questo tipo può essere ricercata nella poetica del surrealismo.

Centrale per i surrealisti era il problema della libertà, attraverso l'arte si conduceva una battaglia contro l'ordine impartito dalla società capitalistica e il sesso in questa ricerca occupava un'importanza di prim'ordine.

Tra Marx, teorico della libertà sociale e Freud, teorico della libertà individuale, Breton poneva Sade come esempio di profonda rivolta morale perché, diceva "ha voluto rendere all'uomo civilizzato la forza dei suoi istinti primitivi".

Il sesso attraverso il suo "divino"cantore diventava un'arma da impugnare contro il falso e l'artificiale,la vera pornografia; contro il potere si rispondeva con l'immaginazione e l'istinto e tutto questo diveniva poesia

In quanto espressione di umanità, purezza, vitalismo, fisicità, sogno e realtà, umori e sapori che Bunuel ha trasformato in cinema.

  "La poesia vera è inclusa in tutto ciò che non si conforma a questa morale, a una morale che, per mantenere il suo ordine, il suo prestigio, non sa far altro che costruire banche, caserme, prigioni chiese e patiboli.

    La poesia vera è inclusa in tutto ciò che libera l'uomo da questo bene spaventoso, bene che ha un volto di  Morte"

.  Eluard

 

Dunque dicevamo, sesso come specchio di deformità, come origine e liberazione, poesia e rinascita, confini strettamente legati gli uni agli altri, mondi che mischiati alla luce possono farsi ombre per divenire cinema...

 

"Travis Bickle chiude i finestrini del suo taxi per ripararsi dal getto di un idrante in funzione per la pulizia delle strade e pensa...pensa alla sporcizia morale e materiale che nessun idrante può eliminare mentre trasporta una prostituta di colore con il cliente che lo esorta ad andare più veloce."

 

Provocazione, immagini velocizzate di un dolce su e giù, indecente violenta, umana barbarie.

In Porcile Julian combatte la sua battaglia personale contro tutto e tutti consacrando la sua giovane vita alla sua indecente passione segreta, chiuso a riccio nel proprio mutismo, pazzo del proprio "desiderio prepotente ed infantile" che per lui rappresenta la sola riserva di felicità.

In questo film la barriera della separatezza tra individuo e potere è altissima ma l'anomia, il sesso che esce dalle norme umane, è una forza sovrumana che ha una valenza mistica, ieratica e che uccide la falsa morale di un mondo civilizzato, che vanifica la procreazione e che porta alla libertà.                                                                              

Dolce, puro, innocente Julian divorato dalla sua stessa passione, così lontana dalla realtà,così diversa dagli abusi consumati nella villa di Salò e dalla storia.

Nell'opera di Pier Paolo Pasolini c'è una figura centrale, un'immagine onirica, il centauro, simbolo dell'androgino, del blocco padre-madre, della potenza paterna e della maternità.

In esso l'elemento maschile e quello femminile si ricongiungono in qualcosa di non totalmente umano, di in- consumabile, creatura sterile,misteriosa e piena di grazia, infeconda e sacra nella sua impossibilità di riprodurre il terribile potere del padre profanatore, per questo contestazione vivente, indecentemente viva ed eterna.

"Il sogno del centauro" è un'utopia fatta anche di cinema...

 

 

Sullo schermo una donnina vestita di bianco ha il viso tumefatto e canta una dolce melodia mentre calpesta in una morbida danza strani esseri vermiformi che invadono il palcoscenico

L'amore è di un altro mondo "in heaven everything is fine...you get yours baby...i get mine"

Questo non è il paradiso...questa non è la realtà, è solo sesso...è solo cinema.

.

 

"Un nulla... una foglia sperduta...

una porta cigolante...un grugnito..."

(Porcile)

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