OMBRE ELETTRICHE - "Dasepo Naughty Girls": la scuola s'è desta

E J-yong spiazza tutti: dopo film rarefatti e controllati come "An Affair", "Asako in Ruby Shoes" e "Untold Scandal" si lancia in una squilibrata e coloratissima commedia pop che scardina ogni comune ipocrisia sulla scuola (non solo coreana). Musical, umorismo degenerato e satira sociale: quando gli studenti si ribellano...

In patria Dasepo Naughty Girls è stato pubblicizzato come l'ennesima teen-sexy comedy - alla stregua di Sex is Zero o Wet Dreams (genere American Pie per intendersi) - decretandone un immeritato insuccesso commerciale. Un esempio lampante di come una campagna marketing in vena di mercificazioni astratte possa nuocere irrimediabilmente a un film altrimenti destinato alle vette del cult istantaneo. Ma è solo questione di tempo: Dasepo sonyo ("Ragazza multicellulare"), come recita il titolo originale, ispirato a uno sboccatissimo fumetto online, è destinato a emergere - bisogna solo attendere la congiuntura giusta. Il serissimo E J-yong, fautore di un cinema dei sentimenti contemplativo e altero, sembra fare una giravolta completa rispetto al passato: An Affair (1998) era un teso ritratto del tradimento come stato mentale, Asako in Ruby Shoes (2000) un saggio sulla incomunicabilità affettiva, Untold Scandal (2003) una sottile rilettura de Le relazioni pericolose. Il nuovo film è al contrario un affresco ultrapop e disgregato che si qualifica fin dalle prime scene con una mitragliata imprevedibile di scorrettezze politiche, degenerazioni scatologiche, invenzioni visive, lampi di follia pura. Eppure sotto la patina kitsch postmoderna d'ordinanza, Dasepo Naughty Girls è l'analisi impietosa e pungente dell'asfissiante e ipocrita istituzione scolastica coreana e, per estensione, dell'intera nazione. Senza peli sulla lingua, non risparmiando colpi bassi, affrontando di petto temi anche scomodi, E J-yong riveste una stralunata commedia corale di toni molto più stratificati e sofisticati di quanto il pubblico si possa aspettare: povertà, discriminazioni razziali, suicidi, bullismo, relazioni illecite insegnante-alunno, prostituzione delle liceali - tutto è gettato nel calderone con toni sarcastici ma insieme distaccati e surreali fino all'emergere di un disegno coerente, compatto, peculiare, conturbante nel suo (apparente) disimpegno. Un procedimento per accumulo forzato che - nonostante la prolissità congenita - conquista nella sua schiettezza iperbolica.

Teatro delle vicende è la Museulmo High School ("Liceo Inutile"), una scuola religiosa tra le più rinomate. Le classi sono suddivise secondo il culto di appartenenza - buddisti, induisti, musulmani, cristiani. Le storie si diramano a partire dagli studenti della sezione più subalterna e bistrattata, non a caso quella degli atei. Una ragazza povera (ha avvinghiato sulla schiena un peluche dal nome Poverty) è costretta a cedere alle avances di un boss danaroso per ripagare dei debiti; l'uomo è in realtà un crossdresser che si veste alla marinaretta, il suo unico sogno completare un album di fotografie scattate al cellulare insieme alle "amichette", con cui si intrattiene in lunghe chiacchierate. Anthony è il figlio adottivo di diplomatici svizzeri che dalla vita ha tutto: vestiti costosi, auto di lusso, una casa da sogno e miriadi di donne. Si innamora però a prima vista della sorella di Cyclops, il reietto della classe, picchiato da tutti per la sua menomazione fisica (ha un occhio solo, coperto da vistoso monocolo). Agli occhi di Anthony invece Double Eye è perfetta, salvo quando scopre la sua natura transessuale (fa la pipì nel bagno dei maschi). Ma l'amore può vincere tutto - oppure no? Ai due protagonisti principali si aggiungono figure di contorno e plot supplementari: il risultato è un caleidoscopio forsennato, abbacinante, che fonde senza soluzione di continuità numeri musicali a divagazioni sociali. Da una setta che rapisce liceali perché ballino fino a far eccitare un pubblico adulto mascherato (derisione della venerazione per i bei volti adolescenziali) fino alla scandalosa masturbazione collettiva per sconfiggere la saccenza del drago-preside (incursione nel fiabesco più depravato). Tra colori saturi e scenografie lisergiche, un inno smagliante all'espressione individuale, alla liberazione sessuale, all'amore libero da costrizioni di genere e di appartenenza. E alla necessità di crescere per gradi senza indottrinamenti e moralismi di sorta (si veda il professore patriottico, sbeffeggiato grazie a un provvidenziale collegamento internet). Un film fragile, a rischio di ripetizione eppure necessario nella sua controllata anarchia.

FILMOGRAFIA

paese: Corea del Sud

anno: 2006

regia: E J-yong (alias Lee Jae-yong)

sceneggiatura: Choi Jin-sung

cast: Kim Ok-bin (Poor Girl), Park Jin-woo (Anthony), Lee Kyun, Kim Byul, Lee Yong-joo, Nam Ho-jung, Lee Min-hyuk

 

LINKS

http://www.variety.com/review/VE1117931876.html?categoryid=1270&cs=1 (inglese)

http://www.beyondhollywood.com/?p=332 (inglese)

 

DOVE ACQUISTARE

La sfavillante edizione speciale coreana di Dasepo Naughty Girls è composta da tre lastre di plastica colorata fissate da un chiodo-perno con all'interno i due dischi. Il film è presentato nel corretto formato anamorfico 2.35:1, l'audio è in originale Dolby Digital 5.1 e Dts con possibilità di sottotitoli in inglese. Gli extra, non sottotitolati, comprendono commento audio, interviste varie, making of, scene eliminate, video musicale e trailer.

http://global.yesasia.com

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