OMBRE ELETTRICHE - Liberté, egalité... fraternité? "The Warlords"
Dopo Perhaps Love ("Cinema lacrimante e scritto nella fragranza dello sguardo"), Peter Chan rilegge il mito di Blood Brothers (1973) implementando livelli produttivi un tempo impensabili. Tra istinti di rivolta e spirito di fratellanza, un’epica della violenza e del potere che immerge i legami di amicizia in un bagno di sangue
Co-produzione tra Cina e Hong Kong innaffiata di nomi preziosi, su tutti Jet Li, ma anche Andy Lau e Takeshi Kaneshiro. Rielaborazione di un capolavoro del cinema di kung fu dei gloriosi anni '70, Blood Brothers, una delle vette espressive di Chang Cheh. Uscita in pompa magna nel periodo natalizio con battage pubblicitario non indifferente. Nonostante la presenza di numerosi elementi preoccupanti - maggiori gli investimenti, maggiore l'attesa di rientri economici, maggiore la possibilità di compromessi non sempre edificanti -The Warlords vince la sfida del confronto sia con il passato che con il presente. Peter Chan costruisce un film maestoso nelle ambientazioni, epico nella narrazione, spietato nella messa in scena, durissimo negli esiti. Siamo in Cina, all'epoca della dinastia Qing. La popolazione è vessata e la ribellione Taiping (1851-1864) offre un barlume di speranza. Gli oppositori gudagnano molte delle città chiave, ma sono egualmente corrotti e finiscono con il rivalersi anch'essi sul popolo. La lotta tra truppe imperiali e ribelli trascina il paese in un gorgo inarrestabile di violenza, fame, morte. Pang Qing-yun è un generale dell'esercito imperiale, sopraffatto dai Taiping in uno scontro a causa del tradimento di un generale alleato. Tutti i suoi uomini sono trucidati, Pang sopravvive nel modo più subdolo - fingendosi morto. Tornato alla vita da un lago di sangue, si muove senza meta in un palcoscenico abbacinante di desolazione. Sulla strada della disperazione incontra Lian, fuggiasca, con cui condivide un pasto e una notte di confidenze. Il giorno successivo però Lian è scomparsa e Pang si ritrova coinvolto in una scorreria di banditi. Il giovane Jiang Wu-yang, scoperta la sua abilità nelle arti marziali, lo porta infatti al cospetto di Zhao Er-hu, capo dei predoni. Pang li aiuta a depredare un carico di cibo e vettovaglie - subito ridistribuiti all'intero villaggio di appartenenza di Jiang e Zhao, per lenire gli stenti. Giunto al villaggio, arroccato tra i monti, Pang scopre che Lian è in realtà la donna di Zhao, sua promessa sposa in gioventù, che lui ha sottratto a un servaggio forzato. Ora la donna è stretta tra il debito di riconoscenza nei confronti del capo clan e la necessità di trovare la propria strada. Pang, Zhao e Jiang fanno un patto di fratellanza: insieme presteranno giuramento alle truppe imperiali, trasformando i banditi in un esercito per riconquistare le città in mano ai ribelli e ristabilire l'ordine. Lo scopo non è la gloria, ma sfamare gli uomini e le donne del villaggio.
Con una fotografia densa e dominata da colori scuri, fuligginosi, The Warlords ritrae la guerra nella sua disperante inconcludenza, nella distruzione di ideali e umanità che si porta dietro. Le mosse strategiche decise dal potere - qui rappresentato dai tre sommi generali cui Pang, Zhao e Jiang fanno riferimento - sono semplici spostamenti di pedine sulla scacchiera di go, gioco d'ingegno simile alla dama; in apparenza sono mosse eleganti e semplici, necessarie al raggiungimento dello scopo finale, la vittoria e la supremazia sui ribelli. Le ripercussioni, però, sono tragicamente concrete e si riverberano sulla popolazione, affamata e disumanizzata, nella totale indifferenza del potere stesso. Cercando di opporsi a questa cancrena, i tre fratelli di sangue si immettono negli ingranaggi, sicuri di poterli riorientare a favore del popolo. Ma gli ingranaggi sono più forti, e senza scrupoli. Con l'aumentare della gloria e della diffusione delle loro imprese, Zhao e Pang si trovano sempre più opposti sulla squadra da seguire, con Jiang impossibilitato a mantenere l'equilibrio. Pang sa di dover scendere a compromessi dolorosi pur di riuscire a sfamare gli uomini che lo seguono e hanno fiducia in lui; Zhao, più idealista, vuole conservare la coscienza pulita nonostante l'intento comune. A complicare le derive si instaura l'incognita Lian, debitrice nei confronti di Zhao, ma attratta dalla libertà che Pang significherebbe. Il montare di queste tensioni porta a una inevitabile implosione, che è anche riassunto simbolico della parabola dell'intero film. Le macchinazioni alla base della gestione del potere sono più forti di qualsiasi ideale e del coraggio dei singoli, in grado di spazzare via qualunque legame che non sia stato forgiato all'interno del potere stesso (qui le mura della città proibita). Jet Li, nella sua migliore prova drammatica di sempre, è indispensabile nel ritrarre Pang, contorto tra l'ambizione e l'anelito al bene comune. Egualmente toccante è la prova di Andy Lau (Zhao), che riverbera rabbia impossibilitata a esprimersi. Nonostante la relativa assenza dallo schermo, anche Xu Jinglei (Lian), talentuosa regista oltre che attrice (suo il soffuso A Letter from an Unknown Woman, remake del film di Ophüls), è fondamentale nel rispecchiare gli impasse di dovere, passione e volontà dalla sfera pubblica (la guerra) a quella privata (la passione e l'amore). Un gioco di squadra che viene infine esaltato negli scontri sul campo di battaglia, con centinaia di comparse e un uso limitatissimo della cgi; carneficine - spietate e annichilenti - coreografate con il solito acume da Ching Siu-tung, che tralascia le usuali movenze aeree per ritrovare una pesantezza terrigna e dilaniante, preda della violenza più disarticolata. The Warlords riesce a essere al contempo austero e personale, avvicinando la spettacolarità di assedi e battaglie campali a sfumature di difficile resa emotiva - tra amicizia e tradimento. Peter Chan conferma sia le doti produttive, con la cura maniacale per costumi e messa in scena, che l'attenzione ai personaggi, con la lenta costruzione di legami che è per questo ancora più doloroso vedere infrangere.
FILMOGRAFIA
The Warlords
paese: Hong Kong, Cina
uscita: 12 dicembre 2007
regia: Peter Chan
sceneggiatura: Chun Tin Nam, Guo Junli, He Jiping, Huang Jianxin, Jo Jo Hui, Lam Oi Wah, Xu Lan, James Yuen
interpreti: Jet Li (Pang Qing-yun), Andy Lau (Zhao Er-hu), Takeshi Kaneshiro (Jiang Wu-yang), Xu Jinglei (Lian)
DOVE ACQUISTARE
Disponibile in dvd nell’edizione di Hong Kong, regione 0, sia in edizione a disco singolo che in quella speciale, a due dischi e con un bel libretto fotografico a corredo. Il film è nel corretto formato anamorfico, con audio in Dolby Digital e Dts e sottotitoli in inglese.
http://global.yesasia.com
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