CINEMASIA - Fate e Chaos
Fate e Chaos disegnano due possibili scenari urbani permeati da violenza, degrado e paura del ricordo. Raymond Yip e Herman Yau, cercano gli spazi per tornare a fare sanguinare il cinema dell’ex colonia britannica.
L’industria cinematografica di Hong Kong oggi è disorganizzata, dispersa, offuscata – strategicamente in stato di fuga. Ma il cinema a Hong Kong ha radici profonde, perché nonostante tutto rimane una città-cinema, più che una città-stato. I suoi film non hanno più l’appeal furente e naif dei tempi d’oro, la forbice tra grandi co-produzioni che puntano all’esportazione e prodotti medi locali si è ampliata a dismisura, ma ci sono ancora idee e la solita, ruvida tenacia nel cercare strade per raccontare storie, ancora e ancora. In questo concentrato paludoso di pericoli e strade senza uscita, un paio di iniziative hanno cercato di ridare vitalità alle produzioni, spingendo dal basso. Da una parte Focus Films coltiva nuovi talenti: prima con il progetto Focus First Cuts, del 2006 (6 film di esordienti provenienti da tutto l’est asiatico), poi, nel 2008, oggi, con il progetto Focus Fight. Dall’altro Fortune Star cerca di rivitalizzare i generi sfruttando le maestranze artigianali e la spregiudicata prospettiva del basso costo. Proprio Fortune Star è tornata con due piccoli film che non si arrendono allo stile piano e prevedibile dettato dalla fretta e ingaggiano una lotta costante contro le ristrettezze. Fate, di Raymond Yip, e Chaos, di Herman Yau, dimostrano come anche gli straight to video possano puntare al paradiso, fregandosene dell’inevitabile caduta.
Fate è un intricato incrocio tra la solita storia di triadi, permeata da ribelli senza causa, la dimensione privata del diario, con il blog in itinere di una ragazza che ha perso la memoria, e il tenore scanzonato della fiaba. Nana non ricorda nulla del suo passato, ha solo immagini confuse che la tormentano. Solo di una cosa è certa: deve ritrovare Fei, che l’aspetta in un campo da basket, da qualche parte in città. Sperduta, Nana si affida a King, che le racconta di un posto nascosto tra i vicoli urbani - Bystreet - un luogo che può apparire solo una volta nella vita, quando si sta scappando da tutto e tutti, e dal quale, una volta entrati, non si può più uscire. King spiega che Fei sta aspettando Nana proprio a Bystreet. Per questo Nana varca la soglia, ma scopre che Fei si porta appresso una sconosciuta, PS, ed è inseguito da torme di attaccabrighe. A contatto con Fei, Nana inizia a ricollegare i pezzi del suo passato, scoprendo come lei, Fei, King e PS siano collegati da dedali di coincidenze e ritorni. Rigorosamente in notturna, con colori saturi, montaggio frenetico, scenografie postindustriali, inserti animati (la simbolica storia della principessa persa nel bosco), stacchi ritoccati al computer e il collante di una teen angst nostalgica, Fate punta allo straniamento come arma di offesa: maschera il suo impianto da dramma adolescenziale realista sotto una sfrangiata narrazione fanta-noir, creando un equilibrio instabile. Bystreet è un luogo dell’anima, un ricordo, un bagliore - parentesi tra due fasi della vita. Una parentesi che però muta completamente i destini. Tra sfilacciamenti, cadute di tono e un insolito approccio arty, Raymond Yip costruisce un film esagerato, che ha il merito di spendersi fino al midollo, pur lasciando la sensazione che l’insieme non sia l’unione di tutte le singole parti.
Chaos è un racconto distopico che interseca il poliziesco e il punk. Nel 2046 il crimine dilaga, mentre un misterioso virus miete vittime. Le autorità hanno creato sobborghi-penitenziario la cui gestione è totalmente lasciata in mano ai fuorilegge. Un auto con a bordo due poliziotti e un sospettato sbanda ed entra in una di queste comuni della violenza. Uno dei poliziotti muore, gli altri due passeggeri - Mickey e Tai-hoi - sono estratti dalla carcassa dell’auto. Il boss vuole eliminare il poliziotto e tenere in vita il prigioniero, ma non è possibile distinguere tra i due. Interviene una donna, Ling, che ne trae in salvo uno, condannando l’altro, perché scappi e si porti dietro sua figlia, Yan. Le cose non sono però così semplici: il virus si diffonde, il boss reclama la ius prime noctis con Yan e la ragazza è stranamente incuriosita dall’uomo che Ling ha condannato a ruolo di poliziotto. Herman Yau costruisce una fantascienza low tech e post apocalittica dai toni cupi, architettando una serie di relazioni tra i personaggi che si svelano a stadi successivi. Dopo la prima mezz’ora si ha la sensazione che le cartucce siano esaurite, che la storia si arresti in un andirivieni tra le baracche, ma intanto a rimanere impresso - oltre l’intreccio – è il contorno di fabulazione disperata e irruenta, tra scenografie sbriciolate e sguardo nichilista.
Due piccoli film che insieme raccontano più di quanto facciano singolarmente: il presente urbano hongkonghese è un coacervo caotico di violenza e degrado, in cui tutti sono collegati da fili invisibili, per quanto rifiutino di ammetterlo. A unire i destini è il ricordo: un passato che ritorna, un passato che si rifiuta di scomparire, un possibile futuro che dipende dall’accettazione del passato. Fate e Chaos sono uno specchio dell’odierna Hong Kong, pieni di potenzialità e cadute lancinanti, pronti a disilludere o ad appassionare, in un contesto che deve sempre fare i conti con la specificità del proprio passato per sperare di costruire un futuro (cinematografico o meno che sia). Film imperfetti che costringono a osservare le loro imperfezioni.
FILMOGRAFIA
Fate
paese: Hong Kong
uscita: 2008
regia: Raymond Yip
sceneggiatura:
interpreti: Alan Kuo (Fei), Miki Yeung (Nana), Deep Ng (King), Po Po (PS)
Chaos
paese: Hong Kong
uscita: 2008
regia: Herman Yau
sceneggiatura: Lau Ho-Leung
interpreti: Gordon Lam (Mickey), Andrew Lin (Cheung Tai-hoi), Crystal Tin (Ling), Charmaine Fong (Yan)
DOVE ACQUISTARE
Fate e Chaos sono disponibili in dvd nell’edizione di Hong Kong. Immagini 16:9 anamorfiche, audio in originale cantonese nella versione DTS o Dolby Digital 5.1, sottotitoli in inglese. Chaos è accompagnato da un making of di una decina di minuti, ma senza sottotitoli inglesi.
http://global.yesasia.com
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