OMBRE ELETTRICHE - L'urlo di Hong Kong
Besieged City e The Way We Are partono dalle periferie del quartiere di Tin Shui Wai per raccontare la deriva della nuova Hong Kong. Quella ancora e sempre persa tra le aspirazioni a un’economia globale e un sottobosco specifico fatto di legami umani in rotta di collisione con la disperazione.
Strano caso per cui due registi assai diversi come Lawrence Ah Mon e Ann Hui escano a poca distanza l’uno dall’altro con piccoli film ambientati nel disastrato sobborgo di Tin Shui Wai, enorme quartiere popolare di cui i media hanno messo all’indice il degrado inumano: attività delle triadi, abuso d’alcool, violenze domestiche, alto tasso di suicidi – quasi un girone infernale in terra, secondo le visioni più apocalittiche. Entrando con le macchine da presa nei vicoli cementificati, all’ombra di grattacieli tutti uguali che sembrano salire nel cielo all’infinito, tra disoccupazione dilagante e abbandono scolastico, entrambi si preoccupano di mettere in scena una dimensione umana, cercano - ciascuno a suo modo - un riscatto caldo e compartecipe, che vada oltre i titoloni da cronaca nera.
Besieged City, con la solita attenzione di Lawrence Ah Mon per i giovani e per le situazioni estreme, già dimostrata in Gimme Gimme e soprattutto Spacked Out, segue le disavventure di un gruppo di ragazzini sbandati, persi in un vicolo cieco di violenza e abbandono. Con alle spalle famiglie della media borghesia non certo indigenti, come dimostrano i televisori lcd o la disponibilità di console e videogiochi, questi adolescenti sono in realtà costretti a vivere nascosti, disconosciuti dalla società. Si ritrovano così nella notte, in case cadenti, nei sottoponti meno visibili, in un vortice di droga, birra, sesso veloce, e su tutto una violenza ingenua - per questo ancora più feroce. Tra sgarri, ripicche, tremendi ricordi di stupri familiari, la loro vita si consuma nell’immediato, quando il domani è già un sogno troppo lontano su cui contare, e anche piccoli gesti di solidarietà possono acquistare un senso di salvezza. Sempre in bilico sull’orlo dell’exploitation, Lawrence Ah Mon prende giovani volti sconosciuti e non ha paura di disfarli, connettendo diverse storie e diverse disgrazie in un racconto corale che si pone come primo obiettivo l’aggredire i sensi dello spettatore, fargli vivere in prima persona l’insofferenza naturale dei protagonisti. Presi separatamente i singoli intrecci narrativi risultano forse deboli, osservati dalla superficie, ma qui a contare è l’effetto d’insieme - che è dirompente, assordante. Un urlo che non ha comunque via di sfogo, come dimostra il finale nero, ancora più oscuro perché si svolge nella piena luce del giorno.
The Way We Are parte paradossalmente dallo stesso dato di fatto, ma lo sguardo umano di Ann Hui riesce a trascendere le bassezze per
raccontare dell’unità nella disperazione, quel senso di cooperazione che può creare legami oltre la soglia dell’egoismo, tanto più solidi perché nati volontariamente nell’asprezza circostante. In questo caso protagonista è un piccolo nucleo familiare sottoproletario: la madre lavora al reparto frutta e verdura di un supermercato, il figlio adolescente, durante le vacanze estive, passa le sue giornate a poltrire. L’ingresso in scena di una donna sola e anziana, che trova lavoro nello stesso supermercato, e la contemporanea ricaduta nella malattia della nonna del ragazzo, apre la strada alla solidarietà tra reietti. Con flemma documentaria, sempre privilegiando volti sconosciuti, Ann Hui compone un’elegia dei legami sociali che partono dal basso. L’idea di una società giusta che funzioni anche in assenza di leggi e garanzie, grazie alla semplice apertura all’altro di ogni persona, trasforma The Way We Are, pur nella sua innegabile semplicità, in un ritratto composito, sfaccettato. Dialoghi rarefatti e controllati, scene quasi ripetitive di gesti quotidiani e piccoli gesti, risultano l’unica arma di difesa contro la schizofrenia messa invece in scena da Besieged City. Lawrence Ah Mon e Ann Hui partono dagli stessi problemi di cronaca, e li affrontano da punti di vista opposti, disvelando la vitalità di un mondo che non emerge dalle statistiche di crimine e malaffare, braci incandescenti pronte a esplodere sotto le macerie urbane e industriali.
FILMOGRAFIA
Besieged City
paese: Hong Kong
uscita: 2008
regia: Lawrence Ah Mon
sceneggiatura: Dennis Chan, Frankie Tam, Ham Chun-yu, Leung Tak-shun
interpreti: Tang Tak-po (Ling), Wong Yat-ho (Jun), Wong How-yun (Panadoll), Joman Chiang (Yee Wah), Jonathan Lee (Block), Juzco Nam (Eggy), See Lok (Ladin), Ling Hoi-yin (Ocha)
The Way We Are
paese: Hong Kong
uscita: 2008
regia: Ann Hui
sceneggiatura: Lou Shiu-wa
interpreti: Pau Hei-ching (mrs. Cheung), Chan Lai-wan (Leung Foon), Juno Leung (Cheung Ka-on), Ida Chan, Clifton Ko, Chan Lai-hing, Lee Kwok-sang
DOVE ACQUISTARE
Besieged City e The Way We Are sono disponibili in dvd nell’edizione di Hong Kong, entrambi regione 0. Immagini 16:9 anamorfiche, audio in originale cantonese in versione Dolby Digital 5.1 (Besieged City anche DTS), sottotitoli in inglese.
http://global.yesasia.com
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