CINEMASIA - La resa dell'horror coreano?

Drastico calo nella produzione di horror in Corea. Dopo i risultati deludenti del 2007, nel 2008 le grandi produzioni sono corse ai ripari. Pausa di riflessione o sfoltita permanente? Solo due le novità nella seconda parte dell’anno, Death Bell e The Loner.

Death BellLa Corea del Sud ci aveva abituato a un foraggiamento costante di horror, spesso non molto coraggiosi, ma comunque sufficienti ad accontentare il pubblico locale. Il 2007 ha portato un drastico cambiamento: tra le molte proposte interne al genere uscite nelle sale, la maggior parte delle quali nel periodo estivo, tradizionalmente favorevole, nessuna ha conseguito un risultato soddisfacente al box office. The Evil Twin, Epitaph, Muoi, Cadaver e Someone Behind You si possono considerare degli insuccessi, mentre l’unico ad essersi comportato bene, Black House, ha comunque incassato meno di quanto la produzione si aspettasse. Il 2008 è nato allora sotto una diversa stella. Hansel & Gretel, di Yim Phil-sung, uscito il 27 dicembre 2007 e rimasto nelle sale i primi giorni del 2008, è passato senza colpo ferire. Elegante e curatissimo, come ci si aspettava dal regista di Antartic Diary, non è comunque riuscito a far dimenticare le prestazioni sottotono e un finale pasticciato, dopo le buone premesse costruite lungo tutto il film. Guard Post, di Kong Su-chang, uscito il 3 aprile del 2008, è risultato meno convincente dell’esordio R-Point: un mix non confuso, ma altalenante, di dramma militare e follia orrorifica. In estate poi è stata un’ecatombe. L’unico horror a sfidare il caldo con i suoi brividi è stato Death Bell, del regista di videoclip Chang (alias di Yoon Hong-seung), al suo esordio nel lungometraggio. A fine estate, il 18 settembre, è invece uscita una produzione indipendente, Loner (alias Hikikimori), di Park Jae-sik, unico altro horror dell’anno.
Sicuramente le major coreane, visti i risultati insoddisfacenti dell’anno precedente, hanno deciso di andarci piano, anche considerata la fine dell’era “screen quota”, che garantiva una presenza quasi certa nelle sale alle produzioni autoctone. Lo sfoltimento ha portato a un aumento della qualità media? Solo a metà. Se Death Bell è un confuso teen-slasher con buone potenzialità, gettate sistematicamente al vento, Loner è inaspettatamente interessante, pur se preda di sbalzi qualitativi e incongruenze assortite: un piccolo film passato sotto silenzio che avrebbe necessitato di maggiori attenzioni. Entrambi i film, non troppo stranamente, hanno per oggetto la scuola, in particolare con personaggi femminili – una linea rossa che da un lato ricollega alla fortunata serie di Whispering Corridor, e dall’altro racconta la grande tensione che il Lonersistema educativo coreano imprime sulla società. Death Bell vede un gruppo di venti studenti, in vista degli esami finali estivi, riuniti in una sessione speciale immersiva per prepararsi a un importante concorso internazionale. Chiusi nella scuola, saranno però preda insieme agli insegnanti di un misterioso assassino che li rapisce a turno e li fa morire, a meno che gli studenti non risolvano complicati enigmi (che hanno a che fare con gli esami di cui sopra). L’idea è meritevole, la resa drammatica molto meno. La sceneggiatura si accartoccia fin dalle prime sequenze oniriche in una serie di cliché difficilmente scusabili, e anche se qualche massacro ben congegnato potrebbe lasciare il segno, ora della fine le involuzioni sono davvero troppo da sopportare. Meglio succede con Loner, che prende spunto dal fenomeno tipicamente giapponese degli hikikomori, giovani che si autoescludono dalla vita sociale e si rinchiudono nelle loro stanze, tagliando i ponti con tutto. Park Jae-sik raccorda due storie diverse ma vicine, quella di una ragazza isolata da tutti e presa di mira da un gruppo di ragazzacce e quella della sua migliore amica, che sta per scoprire la realtà sui propri genitori, creduti morti. L’intreccio di solitudine, drammi familiari repressi e morbosità – senza dimenticare le solite figure fantasmatiche dai lunghissimi capelli neri – regge senza problemi. Alcuni toni sono esagerati, esasperati fino al parossismo, ma nel complesso Loner è uno dei migliori horror coreani degli ultimi anni, che nonostante i relativamente pochi balzi sulla sedia riesce ad amalgamare la parte sovrannaturale con i turbamenti adolescenziali e gli intrichi sociali. Resta da vedere quanto resterà nel 2009: dopo l’estate sarà più semplice stabilire se la diminuzione favorirà una maggiore attenzione per intrecci e realizzazione, o se lo stop è stato solo momentaneo e non inciderà sulla qualità media.


FILMOGRAFIA

Death Bell
paese: Corea del Sud
uscita: 2008
regia: Chang (Yoon Hong-seung)
sceneggiatura: Chang (Yoon Hong-seung), Kim Eun-kyung
interpreti: Nam Gyu-ri (Ina), Son Yeo-eun (Myong-hyo), Kim Beom (Hyun), Yoon Jeong-hee (So-young), Lee Beom-soo (Chang-wook)

The Loner
paese: Corea del Sud
uscita: 2008
regia: Park Jae-sik
sceneggiatura: Park Jae-sik
interpreti: Ko Eun-ah (Soo-na), Jung Yoo-suk (See-jin), Chae Min-seo (Yoon-mi), Jeong Yeong-sook (nonna)

DOVE ACQUISTARE
Entrambi i film sono usciti in dvd nella versione coreana (regione 3), in formato anamorfico delle immagini, audio originale Dolby Digital in 5.1 e sottotitoli in inglese. Numerosi gli extra ma, come quasi sempre accade, senza sottotitoli in inglese.
http://global.yesasia.com

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