CINEMASIA - Gore Gore Japan
Il mercato giapponese porta alla ribalta un cinema a basso costo e alto tasso ematico che si dimostra veicolo indispensabile per vendere i prodotti in territori chiave come Stati Uniti o Inghilterra. Unendo la messa in scena di un immaginario pop ispirato a manga e anime e lo splatter più spinto, film come The Machine Girl, Tokyo Gore Police o Grotesque si fanno largo nel pubblico internazionale
Strane alchimie attecchiscono in Giappone. Il cinema a basso costo con tendenze spiccatamente splatter è sempre esistito, nei bassifondi di classifiche e rispettabilità. La novità è piuttosto l’unione tra questo horror hardcore e un immaginario kawaii d’importazione diretta con manga e animazione. Una visione pop e scanzonata del gore in cui squartamenti e sushi, sangue e fumetti, frattaglie e uniformi alla marinaretta stuzzicano gli stereotipi di “giapponesità” più morbosi e sfrontati. Il cinema low budget trova così nuove strade per diffondersi oltre i confini nazionali o degli appassionati. Il caso più emblematico è The Machine Girl, in cui una studentessa che cercava vendetta per il fratello ucciso in una lite perde una mano. Gli verrà sostituita con uno sferragliante braccio-mitragliatore con il quale trapassare i corpi dei cattivi. La trama, tutta qui, è sviluppata per accumuli di eccessi demenziali e prostetica plasticosa. A interessare non è però la qualità, tendente allo zero assoluto, ma la pervicacia con cui sono saldati elementi apparentemente contrastanti. La divisa da liceale con i geyser di sangue, il carattere spiccatamente introverso di una certa gioventù nipponica, teatro solitamente di storie d’amore puro e ingenuo, con la spietata violenza degli yakuza. Da One-Armed Swordsman (Chang Cheh, 1967), in cui a Jimmy Wang Yu veniva amputato il braccio, a Planet Terror (Robert Rodriguez, 2007), in cui Rose McGowan guadagna una gamba-fucile, il passo è evidentemente più breve del previsto: The Machine Girl trova un utile strumento di mercato nella sinergia di elementi ormai passati nell’immaginario collettivo globale grazie soprattutto a fumetti e cartoni animati, tanto da essere uscito in quasi contemporanea negli Stati Uniti. Fondato su elementi simili svolti in chiave meno esasperata e più malinconico-esistenziale è Negative Happy Chainsaw Edge, di Kitamura Takuji, in cui una studentessa liceale combatte ogni notte contro uno spietato gigante mascherato armato di sega elettrica. La ragazza è aiutata da uno studente imbranato e impacciato, in diretta dai tanti suoi consimili disegnati. L’attenzione è più sullo spleen esistenziale dell’adolescenza, ma il contrasto tra i violenti duelli e le emozioni dei due ragazzi è calibrato secondo lo stesso principio di The Machine Girl, pur se in chiave meno caciarona.
Altro sottoprodotto assurdo è Cruel Restaurant, del Kawano Koji che ci aveva già deliziati con il delirante, a partire dal titolo, Attack Girls' Swim Team versus the Undead/The Girls Rebel Force of Competitive Swimmers (Joshikyoei hanrangun, 2005). Qui sono lasciate da parte le nuotatrici che lottano contro gli zombie per fare la caricatura di un ristorante di ravioli in odore di cannibalismo. Proprietaria e aiutante sono infatti sospettati di uccidere i clienti indesiderati del locale per impreziosire il ripieno. Gastronomia e grottesco si fondono in un intreccio svalvolato, completamente fuori registro, che però si diffonde quasi viralmente in virtù della semplice idea e di una locandina ammiccante. Qualche amputazione, un po’ di volti impiastricciati di sangue, tecniche segrete reminescenti di Dragon Ball (con richiamo in chiave softcore alla bramosia del maestro Muten) e un finale perfetto per gli amanti del cattivo gusto, che svela la reale tecnica per creare i ravioli perfetti, salvano la giornata. Molto più controllato è, stranamente, il Yamaguchi Yudai di Tamami: The Baby’s Curse, tratto da un manga di Umezu Kazuo, padrino del weird orrorifico giapponese. Accantonate le follie fanta-splatter di Meatball Machine (co-regia insieme a Yamamoto Junichi, 2005), Yamaguchi ingrana la marcia dello scontro tra una ragazzina orfana e la sua mostruosa sorellastra dall’oltre tomba. Un’unica location, un’ambientazione crepitante negli anni ’60, uno scarno tentativo di unire spasmi di terrore e riflessioni psicologiche (rapporto madre-figlia, gelosia tra fratelli) portano a un horror d’azione poco riflessivo, ma ritmato. In questo caso il passo vincente è la forza con cui si porta fino in fondo l’idea di base - una quindicenne perseguitata da uno spirito che non esita a strappare arti, sventrare, cospargere di acido volti - con una coerenza invidiabile che difficilmente avrebbe potuto trovare posto in una qualche produzione hollywoodiana.
I due prodotti a loro modo più interessanti del lotto rimangono però da un lato Tokyo Gore Police e dall’altro il più recente Grotesque. Il primo, diretto dallo specialista di effetti speciali esagerati Nishimura Yoshihiro, fonde fantascienza distopica, forze di polizia fascistoidi e la lotta contro pericolosi mutanti in grado di rimodellare il loro corpo in armi biologiche strampalate. Con protagonista la glaciale Shiina Eihi (Asami in Audition), Tokyo Gore Police è frammentario e instabile dal punto di vista narrativo, ma ha una messa in scena ipnotica che inonda letteralmente lo schermo di sangue, carne pulsante, interiora. Senza la stessa consapevolezza di David Cronenberg o la lucidità di Tsukamoto Shinya, Nishimura riesce comunque ad architettare un’iperbole eccessiva sulla nuova carne, con corpi rivoltati come guanti che diffondono il loro morbo come tumori in metastasi. Grotesque osa meno dal punto di vista visivo, ma è in grado di tirare pugni nello stomaco più dolorosi. Koji Shiraishi è d’altra parte esperto in materia, e se Ju-rei - The Uncanny (2004) rimaneva entro i confini del classico j-horror, già Noroi - The Curse (2005) riusciva a mescolare con personalità documentario e sovrannaturale, inquietando sul serio. Qui si gioca con la formula del cosiddetto torture porn di scuola Saw o Hostel. Tre attori, una location e quintalate di nefandezze tra la misantropia spinta al parossismo e la misoginia più macabra. Ma a contare non è tanto la trama - un sadico rapisce una coppia e la tortura ripetutamente - quanto la capacità di ispessire l’ovvio con una patina di studio sociologico. Il folle carceriere che sevizia le sue prede vuole scoprire il segreto dello slancio vitale umano e vuole scoperchiare le menzogne che nascondono i falsi proclami altruistici tipici degli innamorati, rappresentati da frasi come “sono disposto a morire per te”. Grotesque, al di là del finale ironico, è allora paradossalmente il meno grottesco del gruppo, perché non si fa mancare nulla (disocchiamenti, collanine di dita, amputazioni, evirazioni, estirpazione di intestino) senza mai mollare la presa. Un panorama variegato e di qualità molto spesso dubbia, se non inesistente, che punta però su eccessi e sinergie di elementi teoricamente contrastanti per sfondare le difese degli intorpiditi spettatori.
FILMOGRAFIA
Cruel Restaurant
produzione: Giappone, 2008
regia: Kawano Koji
sceneggiatura: Kawano Koji, Owada Satoshi
interpreti: Mihiro (Lin), Yamazaki Sakae (Chin), Naruse Katsuya (Goro), Iwata Yusuke (Ganzaburo)
Grotesque
produzione: Giappone, 2009
regia: Shiraishi Koji
sceneggiatura: Shiraishi Koji
interpreti: Nagasawa Tsugumi, Kawatsure Hiroaki, Osako Shigeo
The Machine Girl
produzione: Giappone, 2008
regia: Iguchi Noboru
sceneggiatura: Iguchi Noboru
interpreti: Yashiro Minase (Hyuga Ami), Asami (Sugihara Miki), Shimazu Kentaro (Kimura Ryuji), Violet (Kimura Violet), Nishihara Nobuhiro (Kimura Sho)
Negative Happy Chainsaw Edge
produzione: Giappone, 2008
regia: Kitamura Takuji
sceneggiatura: Kobayashi Hirotoshi
interpreti: Ichihara Hayato (Yamamoto Yosuke), Seki Megumi (Yukizaki Eri), Asari Yosuke, Itao Itsuji, Miura Haruma
Tamami: the Baby’s Curse
produzione: Giappone, 2008
regia: Yamaguchi Yudai
sceneggiatura: Kobayashi Hirotoshi
interpreti: Mizusawa Nako (Yoko), Noguchi Goro (Nanjo Keizo), Asano Atsuko (Nanjo Yuko), Saito Takumi (Yoshimura Takaya), Horibe Keisuke (Yoshimura Seiya), Ikuta Etsuko
Tokyo Gore Police
produzione: Giappone, 2008
regia: Nishimura Yoshihiro
sceneggiatura: Nishimura Yoshihiro, Kaji Kengo
interpreti: Shiina Eihi (Ruka), Itao Itsuji, Yukihide Benny, Horibe Keisuke, Bu Jiji
DOVE ACQUISTARE
Molti dei film citati sono usciti in edizione statunitense o inglese, in versione originale con sottotitoli in inglese, oppure in edizione hongkonghese, a esclusione di Tamami: The Baby’s Curse, al momento ancora inedito in una versione con sottotitoli in inglese.
http://global.yesasia.com
http://www.play.com
http://www.amazon.com
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