OMBRE ELETTRICHE - Uno sguardo di rilievo: "Just One Look", di Riley Yip
Torna con Riley Yip, uno degli autori più interessanti nell'attuale panorama hongkonghese. Buon successo di pubblico, apprezzato dalla critica, era nel programma dell'ultimo Far East Film Festival di Udine. Probabilmente il miglior film girato a Hong Kong nell'anno appena trascorso. Da questo mese prende il via una nuova rubrica sul cinema asiatico

Ombre Elettriche nasce con il preciso intento di occuparsi di cinema dell'estremo Oriente, di quel Sud Est dell'Asia - con particolare attenzione a Giappone, Corea del Sud e Hong Kong, i tre poli più stimolanti - che continua, con tutte le differenziazioni socio-culturali del caso, a produrre film di grande importanza. Una zona tuttora ingiustamente sottovalutata, quantitativamente e qualitativamente, soprattutto in considerazione del poco (non sempre ben selezionato) che passa ai festival. La rubrica prenderà in considerazione principalmente l'attualità, citando singole pellicole o registi degni di nota, senza dimenticare, quando necessario a comprendere fenomeni e tendenze, il passato più o meno recente. Oggi che le frontiere e le distanze, soprattutto grazie a Internet e alle sue mille possibilità, non sembrano un ostacolo insormontabile, ci sembra giusto occuparci con costanza di questo universo parallelo, fornendo quando possibile anche la reperibilità per il mercato dell'home video delle pellicole in questione, oltre a links utili per avere una panoramica generale circa gli argomenti trattati.
Riley Yip è alfiere di un cinema personale, basato sulla dimensione del ricordo e sulla glorificazione epico-nostalgica del passato recente. Dopo un paio di ottimi film - Love is Not a Game, but a Joke, 1997, prodotto da Stanley Kwan (sotto la cui ala protettiva, era suo aiuto regista ai tempi di Center Stage, si è formato), e ancor di più l'imperdibile Metade Fumaca, 1999 - pareva essersi perso tra difficoltà produttive e sceneggiature non all'altezza del suo talento. Il suo ultimo lavoro, Just One Look, cancella la delusione dell'ambizioso Lavender, del 2000, dal soggetto intrigante ma nel complesso irrisolto. Sfruttando la verve delle popstar adolescenziali Twins - Charlene Choi e Gillian Chung, ossia il duo musicale più popolare in Asia, oggi più che mai l'unica chance vincente per un film al botteghino (si vedano in proposito i discreti Summer Breeze of Love di Joe Ma e My Wife is 18 di James Yuen) -, Yip ricostruisce, attraverso i suoi ricordi di gioventù (e gli aneddoti raccontati dagli amici d'infanzia), un mélo giovanile dolce, intimista, di ampio respiro, seguendo quattro ragazzi immaturi negli anni settanta, alle prese con amicizie, piccoli grandi rancori, situazioni familiari complesse e i primi difficili sbandamenti amorosi. Ambientato nella piccola isola di Cheung Chau, il film sfrutta i numerosi riferimenti al cinema - i gongfupian (i film di kung fu, con e senza Bruce Lee) imitati per le strade, i weepies taiwanesi con Brigitte Lin (per enfatizzare un timido primo bacio), Giulietta e Romeo di Zeffirelli, gli audaci filmetti sexy del periodo -, come faceva Tornatore in Nuovo Cinema Paradiso, evitando però ogni retorica e ogni possibile intento didattico. Co-autore a tutti gli effetti del precedente lavoro era Hai Chung Man, direttore artistico e regista di belle speranze (suoi i validi Anna Magdalena, 1998, e And I Hate You So, 2000), che qui si occupa solo di riprodurre in maniera credibile location, costumi e usi del tempo. Uno dei punti di forza è la recitazione - accanto alle due cantanti si fanno notare i loro corrispettivi maschili, Shawn Yu e il vivace Wong You Nam (visto in Hollywood, Hong Kong di Fruit Chan) -, soprattutto da parte dei numerosi comprimari di lusso (il ritrovato Anthony Wong, che ha anche guadagnato una nomination agli Hong Kong Film Award, gli Oscar locali, come miglior non protagonista; senza dimenticare Sam Lee, Jo Kuk, Eric Kot e Shu Qi in un delizioso cammeo finale). Impreziosito da una scrittura passionale, opera dello stesso Yip, sceneggiatore unico di tutti i suoi lavori, e da una realizzazione di prim'ordine - encomiabile il lavoro catartico della colonna sonora, che sfrutta vecchi successi e hit confezionati per l'occasione dalle star coinvolte -, la pellicola è un ritorno gradito al bel cinema hongkonghese fatto di sentimenti universalmente coinvolgenti e poco altro. In un periodo di profonda crisi, economica e creativa, del cinema cantonese, Just One Look risalta anche più del dovuto, anche se al momento di scegliere i migliori della stagione i critici hongkonghesi lo hanno un po' snobbato in favore del più commerciale Infernal Affairs e di coproduzioni importanti quali il cinese Hero, il taiwanese Double Vision e l'horror a episodi Three.
FILMOGRAFIA:
Riley Yip Kam-hung
Regista e sceneggiatore:
Love is Not a Game, but a Joke (1997)
Metade Fumaca (1999)
Lavender (2000)
Just One Look (2002)
LINKS:
http://justonelook.emg.com.hk/
http://filmcritics.org.hk/justonelook/review.html
http://194.21.179.166/cecudine/datahost/fef2003/CALENDARIO2003.asp?titolo=Just+One+Look
DOVE ACQUISTARE:
Just On Look è uscito in dvd e vcd a Hong Kong per la Universe, in versione originale sottotitolata in inglese, e si trova facilmente da global.yesasia.com, www.dddhouse.com o www.charmes.de .
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