OMBRE ELETTRICHE - Impalpabili geometrie sentimentali: l'ultimo mélo coreano

Dietro le quinte delle novità più appariscenti - offuscati dal successo delle commedie (Marrying the Mafia, Sex is Zero) e dal clamore per il naufragio di blockbuster solo annunciati (Resurrection of the Little Match Girl) - un pugno di pellicole rintraccia le coordinate dei sentimenti, in una ricerca ricca di estatico abbandono e cangianti sfumature.

In Corea del Sud il melodramma è legato a doppio filo con il sentire quotidiano, in una incessante rilettura che spogli le relazioni di quella patina di coolness autoreferente tanto cara (e il più delle volte deleteria) al cinema occidentale quando si tratta di parlare d'amore. L'intreccio viene prosciugato di ogni sontuosità inessenziale, ritornando alle radici: lui, lei (più talvolta un terzo attrattore non necessariamente incomodo) e il fluire del loro rincorrersi, in quelle complicate geometrie sentimentali che segnano una relazione e ne marchiano a fuoco il destino. Una formula spartana, forse anche a rischio di ripetitivo minimalismo, ma in grado di scavare a fondo nei corpi e nelle menti degli sperduti amanti (dunque nello spettatore). Una formula in grado di rinnovarsi e stupire continuamente: ne abbiamo avuto un esempio anche in Italia, alla 4a edizione di "Schermi d'Amore", a Verona, dove a sorpresa vennero premiati Harmonium in My Memory di Lee Young-jae (miglior film) e An Affair di E J-young (miglior contributo artistico, premio della critica). Ma anche più di recente l'industria coreana ha dimostrato di essere una delle poche capaci di rappresentare le volubili sfumature degli stati d'animo con insondabile facilità. Lover's Concerto, dell'esordiente Lee Han, è in apparenza il solito, scontato trittico amoroso, con il giovane Ji-hwan incuriosito e indeciso tra due amiche, Gyung-hee e Soo-in. Eppure, sotto l'illusione da brillante commedia romantico-adolescenziale, si nasconde uno sguardo inebriante dove la felicità si confonde con il dolore, i ricordi tornano alla mente come sogni irraggiungibili e la speranza si perde nel rimpianto. In bilico tra tragedia, scherzo, lacrime e riso liberatorio, Lover's Concerto non ha bisogno di velleitari proclami o di un incolore realismo per raccontare la maturazione come inesplicabile passaggio a una più consapevole profondità del sentire. Stesso tono, anche se meno incisivo, nel ritorno di Park Kwang-chun dopo il deludente fanta-thriller The Soul Guardians (1998): Madeleine ha tutta l'aria di un complice spaccato sulla gioventù coreana, tra moda, sms, videogame e divertimento. Ciononostante racconta la febbricitante nascita di un amore con tocco lieve e disincantato. Ji-suk vuole diventare scrittore e passa le giornate in biblioteca: il suo sogno è raggiungere quota cento libri letti. Jin-lee è una hair-stylist la cui principale preoccupazione è archiviare cento numeri di ragazzi sul cellulare. I due, che frequentavano le scuole assieme, si rincontrano per caso e - nonostante le evidenti differenze - decidono di frequentarsi per un mese, al termine del quale potranno lasciarsi.

Tra Proust e Bildungsroman, una lotta di ricordi sottaciuti, sogni solo accennati, particolari sfumati e dialoghi intimamente credibili - che evitano alla pellicola di cadere nello stucchevole anche nei momenti più smaccatamente furbi. Nel perenne inseguimento tra passato e presente nulla di meglio che Over the Rainbow, di Ahn Jin-woo. Jin-soo sta per raggiungere la donna che ama, ma dopo averle comprato dei fiori ha un incidente d'auto, con conseguente amnesia. Ricorda quasi tutto di se stesso, ma non di chi fosse innamorato. Gli rimane solo una fotografia sfocata, tramite la quale inizia un viaggio a ritroso, aiutato da una vecchia amica dell'università. L'amore si perde nelle pieghe del passato, i ricordi riaffiorano docili e soavi come immagini pastello da riscoprire e gustare, ma può il presente ormai fuggito ritornare a vivere? Un film la cui freschezza non risiede nella risoluzione finale del mistero (nulla di imprevedibile), quanto nell'ellittico percorso necessario a raggiungerla. Un perdersi che è un ritrovarsi - e viceversa - come dimostra il finale architettonicamente circolare. Concetto sviscerato anche da altre pellicole, seppur in modo meno radicale. L'Abri, della produttrice Lee Mi-yeon, fa incontrare un insegnante disilluso e chiuso in se stesso, che riesce a parlare liberamente solo con una prostituta male in arnese, e una studentessa introversa e riottosa. Il loro inseguimento notturno, che a tratti riporta alla mente un Eric Rohmer più pessimista, non ha un futuro, perso solo in un traballante presente di sguardi, in cui l'agognata complicità disarma qualsiasi altra pulsione. Se Ardor è una banale variazione sull'eterno tema dell'adulterio, il cui unico presunto pregio è presentare lo sguardo femminile della regista, Byun Hyeon-ju - quantomeno incolore - è il poeta prestato al cinema Yu Ha a ribaltare la questione, tra ricercata incomunicabilità e il desiderio di un'intimità distolta dalla routine quotidiana. Con Crazy Marriage dipinge due amanti per caso che continuano a frequentarsi, nonostante tutto: lui rifugge qualsiasi tipo di relazione stabile, lei sogna un marito ricco che la mantenga e (al contempo) una intensa storia d'amore. Se l'intreccio rimane nervosamente standardizzato, a fare la differenza è una messa in scena avvolgente, un andamento rapsodico che sfrutta espedienti tecnici (il lungo piano sequenza iniziale, le continue ellissi) per esplicare sensazioni evanescenti che durano lo spazio di sudati amplessi.

 

FILMOGRAFIA:

L'Abri (a.k.a. Bus Stop) di Lee Mi-yeon (8 marzo 2002)

Crazy Marriage (a.k.a. Marriage is a Crazy Thing) di Yu Ha (26 aprile 2002)

Over the Rainbow di Ahn Jin-woo (24 Maggio 2002)

Lover's Concerto di Lee Han (13 settembre 2002)

Ardor di Byun Hyeon-ju (8 novembre 2002)

Madeleine di Park Kwang-chun (10 gennaio 2003)

 

LINKS:

http://www.koreanfilm.org/kfilm02.html (inglese)

http://www.asiaexpress.it/recensioni.html (italiano)

http://www.cinemacoreano.it/schedario/schedario.htm (italiano)

 

DOVE ACQUISTARE:

Tutti i film di cui si è parlato sono disponibili in Dvd nella versione coreana (reg.3) con sottotitoli in inglese.

http://www.charmes.de

http://global.yesasia.com

http://www.yeondvd.com

http://www.asiandb.com
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