CINEMASIA

CinemAsia – Ishii e Nakamura, due stravaganti autori giapponesi (di Stefano Locati, del 11/06/2013)

Ishii Yuya costruisce lo snodo drammatico di The Great Passage intorno alla realizzazione di un monumentale dizionario di nuovi termini giapponesi. Nakamura Yoshihiro in Fruits of Faith segue l'inabissamento di un uomo deciso a coltivare mele senza pesticidi chimici. Film dai soggetti apparentemente impossibili. A cura di www.asiaexpress.it

CinemAsia - Autori emergenti coreani (di Stefano Locati, del 13/05/2013)

Quattro film, documentari e di finzione, che rappresentano il costante spirito di rinnovamento del cinema coreano: Grandma – Cement Garden, Groggy Summer December e My Place prospettano approcci inediti, con uno sguardo indipendente e a basso budget sul mondo. La rubrica è a cura di www.asiaexpress.it

CinemAsia - Prospettive sino-giapponesi (di Stefano Locati, del 22/04/2013)

Due film cinesi - uno di finzione, l'altro documentario - affrontano la difficile relazione tra i due paesi, come dimostrano le recenti tensioni per il controllo delle isole Diaoyu/Senkaku. Beloved e Trace presentano le dinamiche sociali storiche attraverso uno sguardo ravvicinato e strettamente personale. La rubrica è a cura di www.asiaexpress.it

CinemAsia – Il noir coreano parla giapponese (di Stefano Locati, del 18/03/2013)

Tre film coreani tratti da romanzi giapponesi scompaginano i confini del thriller psicologico, trasferendo ambientazione e contesto in una cultura altra. “Howling”, “Helpless”  e “Suspect X” presentano un percorso comune che esplora lo snodo al cuore di esclusione, spaesamento e marginalità. La rubrica è a cura di www.asiaexpress.it

CinemAsia - I ritmi dell'amore di Taiwan (di Stefano Locati, del 11/02/2013)

Gf*Bf e When a Wolf Falls in Love with a Sheep sull'eterno sentimentale giovanile. Nel primo i fragori della protesta si fondono con le ingarbugliate traiettorie emotive di tre amici, nel secondo la confusione del quartiere degli studi fa incrociare la sorte di due giovani in modalità spesso buffe. Il ritorno di Yang Ya-che e Hou Chi-jan. La rubrica è a cura di www.asiaexpress.it

CinemAsia – Esordi giapponesi (di Stefano Locati, del 14/01/2013)

Sei film di giovanissimi esordienti che raccontano da prospettive inedite la contemporaneità del Giappone, dai primi amori alla precarietà del lavoro e delle relazioni. Un insieme forse ancora acerbo, ma conturbante di talenti diversi tra loro, che pone le basi del cinema giapponese del futuro. Riparte la rubrica a cura di Asiaexpress

CINEMASIA - "A Chinese Fairy Tale" ("A Chinese Ghost Story 2011"), di Wilson Yip (di Maurizio Encari, del 15/11/2011)


Difficile, se non impossibile, ricreare le atmosfere di un film (e successivi due seguiti) che hanno segnato indelebilmente il genere. Il rischio era alto, ma fortunatamente la versione 2011 di questo classico del cinema di Hong Kong evita la strada del rifacimento fine a sé stesso, proponendo una versione riveduta e aggiornata del plot, e riuscendo a porsi come una sorta di colorato omaggio all'originale

CINEMASIA - Supereroi ad Oriente (di Maurizio Encari, del 30/07/2011)


Dal thailandese Red Eagle, sorta di gradito omaggio, diretto da quel Wisit Sasanatieng che nell'ormai lontano 2000 ci regalò un cult, edito anche in Italia, come Le lacrime della tigre nera, all'eroe popolare thai famoso negli anni '60 al cinema e nei fumetti, a Sandra Ng e Louis Koo in costume nel bislacco Mr and Mrs Incredible per la regia di Vincent Kok, sino all'ambizioso coreano Psychic di Ming Min-Suk, viaggio nei superhero movie dell'Est.

CINEMASIA - Corea: la via della vendetta (di Maurizio Encari, del 08/03/2011)


Il thriller coreano, ormai riconosciuto a vero e proprio genere come lo spaghetti western, non smette di regalarci gradite sorprese in un mercato globale che stenta a rinnovarsi e a offrire nuovi spunti agli spettatori. Parliamo dell'action The man from nowhere di Jeong-beom Lee, del drammatico The Outlaw di Kim Cheolhan, e del sanguinolento Bedevilled di Jang Cheol-soo

Rinnovamento e fedeltà: uno sguardo sul wuxiapian (di Maurizio Encari, del 02/02/2011)


E' con grande gioia che accogliamo True Legend, il ritorno di Woo-ping Yuen, storico regista di Dunken Master e Iron Monkey, rimasto negli ultimi anni nella morsa di Hollywood come coordinatore delle scene d'azione, tra gli altri, del dittico di Kill Bill e della trilogia di Matrix. Lo analizziamo in coppia con 14 Blades, ennesima sortita acrobatica del grande Donnie Yen diretto da Daniel Lee

CINEMASIA - (Ri)scrivere la storia in Cina (di Stefano Locati, del 01/04/2010)


The Founding of a Republic
e Bodyguards and Assassins mettono in scena eventi cruciali della storia cinese contemporanea con un ambiguo taglio conciliatorio. Trasformano la narrazione in una prova di forza a incastri che costruisce epica a partire dal quotidiano.

CINEMASIA - Gore Gore Japan (di Stefano Locati, del 23/09/2009)


Il mercato giapponese porta alla ribalta un cinema a basso costo e alto tasso ematico che si dimostra veicolo indispensabile per vendere i prodotti in territori chiave come Stati Uniti o Inghilterra. Unendo la messa in scena di un immaginario pop ispirato a manga e anime e lo splatter più spinto, film come The Machine Girl, Tokyo Gore Police o Grotesque si fanno largo nel pubblico internazionale

CINEMASIA - Claustrophobia: labirinti d'amore in un interno (di Stefano Locati, del 05/08/2009)


La sceneggiatrice hongkonghese Ivy Ho, al suo esordio alla regia, costruisce un delicato intarsio in otto atti in cui l'amore sfocia nel non detto. Gli impalpabili sentimenti di due impiegati sono ripercorsi a ritroso, fino a evaporare, stretti tra le anguste mura di uffici, auto, stanze, interni sconsolati. Dopo il passaggio berlinese un ritorno sul film di Ivy Ho

CINEMASIA - La resa dell'horror coreano? (di Stefano Locati, del 26/05/2009)

Drastico calo nella produzione di horror in Corea. Dopo i risultati deludenti del 2007, nel 2008 le grandi produzioni sono corse ai ripari. Pausa di riflessione o sfoltita permanente? Solo due le novità nella seconda parte dell’anno, Death Bell e The Loner.

OMBRE ELETTRICHE - Queer Taiwan (di Stefano Locati, del 16/04/2009)

Dopo il successo commerciale di un pugno di pellicole con tematiche gay, il nuovo cinema taiwanese ha iniziato a portare allo scoperto una generazione queer che non ha più paura di divertirsi e mostrarsi. Ecco uno sguardo approfondito sulla produzione più recente

OMBRE ELETTRICHE - L'urlo di Hong Kong (di Stefano Locati, del 03/03/2009)

Besieged City e The Way We Are partono dalle periferie del quartiere di Tin Shui Wai per raccontare la deriva della nuova Hong Kong. Quella ancora e sempre persa tra le aspirazioni a un’economia globale e un sottobosco specifico fatto di legami umani in rotta di collisione con la disperazione.

CINEMASIA - Fate e Chaos (di Stefano Locati, del 04/12/2008)

Fate e Chaos disegnano due possibili scenari urbani permeati da violenza, degrado e paura del ricordo. Raymond Yip e Herman Yau, cercano gli spazi per tornare a fare sanguinare il cinema dell’ex colonia britannica.

OMBRE ELETTRICHE - Liberté, egalité... fraternité? "The Warlords" (di Stefano Locati, del 18/03/2008)

Dopo Perhaps Love ("Cinema lacrimante e scritto nella fragranza dello sguardo"), Peter Chan rilegge il mito di Blood Brothers (1973) implementando livelli produttivi un tempo impensabili. Tra istinti di rivolta e spirito di fratellanza, un’epica della violenza e del potere che immerge i legami di amicizia in un bagno di sangue

OMBRE ELETTRICHE - Epitaffi horror: clangori dal passato coreano (di Stefano Locati, del 22/01/2008)

L’ultima stagione horror coreana è stata caratterizzata da poche sorprese, ma da un ritorno di temi non casuale - dai timori ospedalieri (“The Cut”, “Return”, “Epitaph”), agli scarti temporali (“The Evil Twin”, “For Eternal Hearts”, “Muoi”). Un panorama sfaccettato che però non ha ancora trovato una formula espressiva propria

OMBRE ELETTRICHE - Nascosto nel cuore: "Secret" di Jay Chou (di Matteo Di Giulio, del 04/12/2007)

Il debutto alla regia della popstar Jay Chou è un mélo che indaga sui sentimenti di un giovane ma geniale pianista. Le dolci melodie fanno da contrappunto emotivo ai palpiti adolescenziali tipici del cinema taiwanese. Buoni gli incassi, per l’unico titolo capace di tener testa ai giganti americani al box office asiatico estivo.

OMBRE ELETTRICHE - Andrew Lau e il futuro di Hong Kong (di Matteo Di Giulio, del 08/11/2007)

Il cinema medio di Hong Kong sta risollevando la testa: la riscoperta dei generi e dell’exploitation passa per gli artigiani e per la rinnovata fiducia nelle maestranze da parte delle case di produzione, di nuovo vogliose di rischiare. Può un ex regista di successo, foraggiato da un’emittente televisiva, risollevare le sorti di un cinema dimenticato?

OMBRE ELETTRICHE - 1997/2007: Hong Kong e Cina, dieci anni insieme (di Stefano Locati, del 27/10/2007)

“Wonder Women”, “Hooked on You” e “Mr. Cinema” festeggiano il decennio dell’handover della ex-colonia britannica alla madre patria. Anni difficili - crisi economica, Sars, proteste politiche - segnati da uno studio reciproco. Il cinema riflette sul passato, tra nostalgia, propaganda e riflessioni intimiste, sognando un possibile futuro.

Ritorno a casa : il nuovo cinema mandarino di Ann Hui e Fruit Chan (di Matteo Di Giulio, del 06/08/2007)

Due degli autori più importanti del cinema cantonese recente, critici nei confronti della politica della madrepatria, tornano alle radici e riscoprono la levità e la delicatezza di quei valori che per anni hanno giudicato: la famiglia che si disgrega, il contesto anti-urbano e un sentimento forte di appartenenza alla cultura popolare della Cina.

OMBRE ELETTRICHE - Ritrovare Hong Kong: "Ming Ming" e "Happy Birthday" (di Stefano Locati, del 18/07/2007)

Due film agli antipodi: Ming Ming è un concentrato pop-fluorescente che racconta di passioni represse e segreti a lungo custoditi; Happy Birthday è un antimélo che rifiuta pervicacemente la passione, disperdendola in asincronie temporali. Entrambi rileggono però il cinema di Hong Kong che fu, recuperandone la passione per la narrazione

OMBRE ELETTRICHE - In Corea anche l'amore è diviso (di Stefano Locati, del 03/06/2007)

Tra raccordi politici e aspirazioni classiche, il cinema coreano continua a valicare quella linea d'ombra che dal melodramma porta alla quotidianità del sentire: "Over the Border", "Maundy Thursday", "Once in a Summer" e "Traces of Love" declinano diversamente l'impossibilità concreta dell'amore in un paese diviso, spesso lacerato dal ricordo

OMBRE ELETTRICHE - Assalto all'identità: "Noniko's Dinner Table" (di Stefano Locati, del 25/03/2007)

C'è da perderci il fiato, se non il sonno. Sono Shion dilata, trasfigura, espande le intuizioni di "Suicide Club" per raccontare l'ossessione di un io frammentario che non è più identico a se stesso. Alienazione, incomprensioni generazionali, disgregazione della famiglia, istinti di morte: una visione persistente, in cui perdersi e non ritrovarsi

OMBRE ELETTRICHE - "Su-ki-da": tutti faticano a dire I Love You (di Stefano Locati, del 19/02/2007)

Ishikawa Hiroshi è passato con sorprendente facilità dalla pubblicità al minimalismo. Con il suo esordio, "Tokyo Sora", aveva presentato le derive esistenziali di sei ragazze alle prese con l'indipendenza. Nel suo secondo lungometraggio restringe lo sguardo a una coppia di adolescenti impreparati ad affrontare le emozioni

OMBRE ELETTRICHE - Nero coreano: nuovi profili criminali (di Matteo Di Giulio, del 01/02/2007)

La Corea del Sud continua ad affrontare il cinema poliziesco con il piglio di chi conosce la materia trattata. Tre esempi del 2006 illustrano modi, tempi e forme del nuovo noir del paese del 38° parallelo. Sotto i riflettori: "Gangster High" di Park Ki-hyung; "The City of Violence" di Ryoo Seung-wan; "A Dirty Carnival" di Yoo Ha

OMBRE ELETTRICHE - Essere sportivi, Essere speciali: "The Prince of Tennis" di Abe Yuichi (di Matteo Di Giulio, del 11/01/2007)

Tratto da un manga di successo, omonimo, che a sua volta è alla base di un anime molto popolare e di una trasmissione televisiva che spopola in Giappone, "The Prince of Tennis" di Abe Yuichi è un excursus creativo nel mondo dello sport dove i giovani protagonisti riscattano se stessi grazie alle proprie abilità e agli effetti speciali

OMBRE ELETTRICHE - "Dasepo Naughty Girls": la scuola s'è desta (di Stefano Locati, del 22/11/2006)

E J-yong spiazza tutti: dopo film rarefatti e controllati come "An Affair", "Asako in Ruby Shoes" e "Untold Scandal" si lancia in una squilibrata e coloratissima commedia pop che scardina ogni comune ipocrisia sulla scuola (non solo coreana). Musical, umorismo degenerato e satira sociale: quando gli studenti si ribellano...

OMBRE ELETTRICHE - "A Bloody Aria": le zone oscure della Corea (di Stefano Locati, del 25/10/2006)

Il secondo lungometraggio di Won Shin-yeon è una parabola destabilizzante sulla sofferenza e l'espiazione che non risparmia pugni nello stomaco. Le atmosfere malsane di "Un tranquillo week-end di paura" di John Boorman e di "Le colline hanno gli occhi" di Wes Craven contagiano anche la campagna coreana

OMBRE ELETTRICHE - Giappone oggi: l'horror non abita più qui? (di Stefano Locati, del 18/09/2006)

Dopo l'iniziale stupore per l'ondata j-horror, con il suo senso d'inquietudine simmetrico, algido e quasi metafisico, l'industria cinematografica ha rivoltato la formula fino all'eccesso, inaridendo i risultati. Tolte le dovute eccezioni, rimane una tabula rasa. A meno che...

OMBRE ELETTRICHE - Ti chiamo... non ti chiamo: "I'll Call You", di Lam Tze-chung (di Matteo Di Giulio, del 15/07/2006)

Il cinema di Hong Kong torna a riflettere sulla leggerezza di una storia d'amore che tra alti e bassi esplora vita, morte e miracoli di una coppia di giovani (potenziali) amanti. Delicato e disincantato, "I'll Call You", esordio dietro la macchina da presa di Lam Tze-chung, conquista.

OMBRE ELETTRICHE - Olimpiadi di sangue: "Holiday", di Yang Yoon-ho (di Stefano Locati, del 19/06/2006)

Sullo sfondo di una Seoul blindata per le Olimpiadi del 1988, quelle della presunta democratizzazione, lo scontro tra un poveraccio che sopravvive alla giornata e un poliziotto sadico, simbolo di un potere sordo, assurge a parabola persa tra noir e politica. Il ritorno del regista dell'incendiario "Libera Me" e del marziale "Fighter in the WInd".

OMBRE ELETTRICHE - "Blossom Again": questioni di genere (di Stefano Locati, del 15/05/2006)

Il cinema coreano torna a indagare la posizione della donna nella società, in rapporto a famiglia, amore, sesso. "Blossom Again", "Sa-kwa", "The Intimate", "Love is a Crazy Thing" approfondiscono un percorso iniziato almeno a partire dagli anni '60, ma solo oggi genuinamente critico dello status quo. Almeno in parte.

OMBRE ELETTRICHE - Cheang Pou-soi: le macabre pulsioni dell'amore (di Stefano Locati, del 20/02/2006)

Con "Home Sweet Home" il regista hongkonghese prosegue nella personale indagine che accosta l'orrore profondo dei legami familiari alla decadenza post-industriale del territorio urbano. Mescolando melodramma sociale e horror psicologico, si dimostra autore maturo, sottilmente inquietante, in grado di trascendere i limiti di genere.

OMBRE ELETTRICHE - Non ci resta che ridere: la decadenza del mélo asiatico (di Matteo Di Giulio, del 17/01/2006)

Hong Kong e Corea del Sud, un tempo patrie indiscusse del melodramma strappalacrime, confermano purtroppo il periodo di stasi. Ne sono perfetti testimoni "All About Love" e "Daddy-Long-Legs", che seppure formalmente privi di difetti non incantano né commuovono. Due mélo a cui manca proprio la componente più importante, quella emotiva.

OMBRE ELETTRICHE - La mente allo specchio: "Neighbor no. 13" (di Stefano Locati, del 20/11/2005)

L'esordio nel lungometraggio di Inoue Yasuo è un assalto disconnesso alla razionalità. Da un fumetto di culto, un film schizzato, meditativo, disturbante. Tra il fragore della rabbia e la narcosi della speranza.

OMBRE ELETTRICHE - Uxoricidi a passo di danza: "The Bullet Wives" (di Stefano Locati, del 19/10/2005)

Follia pop e ingenuità spudorata nel nuovo film del tailandese Kittikorn Laiwsirikun. Accostamenti azzardati, salti narrativi, cambi costanti di ritmo, ma con passione. Tra tango e pallottole, fantapolitica dei sessi e satira dei costumi, trionfa il gusto per l'esagerazione.

OMBRE ELETTRICHE - Il treno della memoria: "Red Eye" (di Stefano Locati, del 11/07/2005)

Kim Dong-bin torna alle atmosfere orrorifiche di "Ring Virus", fortunato remake del "Ring" giapponese, che aprì la strada all'invasione horror in Corea del Sud. Se le intenzioni sono buone, con accenti mélo e momenti crepitanti, la resa delude.

OMBRE ELETTRICHE - Le litanie dell'amore: attesa e disillusione in Cina (di Stefano Locati, del 26/05/2005)

L'ultimo film di Huo Jianqi, "A Time to Love", catapulta due giovani volti ormai noti, Vicky Zhao e Lu Yi, in una storia tra l'amarezza della rinuncia, la prevaricazione delle famiglie e il dramma di Romeo e Giulietta. Di sottofondo, l'inquietudine della rivoluzione culturale.

OMBRE ELETTRICHE - "Some": poliziotti e premonizioni (di Stefano Locati, del 18/04/2005)

Il nuovo thriller di Jang Yoon-hyun, regista di "Tell Me Something", predilige un tipo di narrazione ellittico che pretende sempre nuova attenzione da parte dello spettatore. Purtroppo il senso di attesa instillato si polverizza nella aleatorietà delle scelte e nella vaghezza degli intenti

OMBRE ELETTRICHE - Big in Japan: cinema e cultura pop (di Stefano Locati, del 17/02/2005)

Produzioni con budget consistenti e trasposizioni illustri da manga e animazione. Anche il Giappone scopre la corsa al blockbuster, pur risultando l'esportazione sempre difficoltosa. Da "Casshern" a "Godzilla Final Wars" fino ai deliri ipercolorati di "Zebraman" o "Cutie Honey"

OMBRE ELETTRICHE - Hong Kong a ferro e fuoco: "Explosive City" (di Stefano Locati, del 19/01/2005)

Un 2004 nel segno del noir, per l'ex-colonia inglese: dopo gli ottimi "Jiang Hu", "One Nite in Mongkok", "Breaking News" e "Love Battlefield", prova ad imporsi anche l'eclettico Sam Leong, con una pellicola virata verso l'azione, imperfetta, eppure traboccante passione.

OMBRE ELETTRICHE - Nei meandri della mente: cinema coreano e psiche (di Stefano Locati, del 15/12/2004)

"Spider Forest" e "The Hypnotized" scavano nelle molteplicità prospettiche del reale, alla ricerca della lente deformante che trasformi la visione in uno spettro immaginifico della memoria, gioco di rimandi incantato tra sogno e (im)possibile.

OMBRE ELETTRICHE - L'insostenibile leggerezza del passato: "My Mother, Mermaid" (di Stefano Locati, del 19/10/2004)

A quattro anni di distanza da "I wish I had a wife", Park Heung-shik torna a ripercorrere le strade dell'innamoramento: sullo sfondo di uno scontro generazionale fatto di incomprensioni e solitudine, ritrae l'ingenuità dell'abbandono alle emozioni (ritrovate).

OMBRE ELETTRICHE - "Love Battlefield": i dilemmi noir dell'amore (di Stefano Locati, del 26/09/2004)

Cheang Pou-soi gioca con gli imprevisti del caso, innescando uno scontro amoroso che ha il sapore di un trattato noir perso nel sangue, nella notte, nella disillusione: umorale come i guizzi della passione, denso come la lotta per la sopravvivenza.

OMBRE ELETTRICHE - "Silmido": il passato taciuto di una nazione (di Stefano Locati, del 19/08/2004)

Kang Woo-suk prende a modello l'ambigua storia vera di un commando che sul finire degli anni '60 doveva uccidere il presidente della Corea del Nord per trasformarla in un ode all'eroismo forzato, infarcita di testosterone e - soprattutto - retorica

OMBRE ELETTRICHE - Il secondo sguardo dei Pang: "The Eye 2" (di Matteo Di Giulio, del 20/07/2004)

I fratelli Pang tornano sul luogo del delitto, per dare un successore al loro apprezzato horror The Eye. Lo spunto di partenza è banale, ma in The Eye 2 c'è più sostanza e la prima mezz'ora inchioda sulla poltrona. Molto brava la protagonista Shu Qi.

OMBRE ELETTRICHE - La trasparenza dell'amore: "Leaving Me, Loving You" (di Stefano Locati, del 16/06/2004)

Tra urbanistica e rigore formale, Wilson Yip sembra perdersi per le strade ordinate e al contempo caotiche di Shanghai: disidratando la scrittura filmica, fino a scarnificare le azioni e i sentimenti, ammanta i personaggi di un torpore ipnotico che fa naufragare la sua già flebile visione.

OMBRE ELETTRICHE - La catarsi del guerriero: "When the Last Sword is Drawn" (di Stefano Locati, del 15/04/2004)

Dopo la distribuzione internazionale del fanta-storico "Yin Yang Master", Takita Yojiro torna ad affondare il suo sguardo partecipe e popolare nel passato del Giappone, in quel periodo crepuscolare - di confine tra l'eroismo del samurai e il suo tramonto - che segnò il definitivo passaggio alla modernità

OMBRE ELETTRICHE - De Bello Thai: "Sema the Warrior of Ayodhaya" di Thanit Jitnukol (di Matteo Di Giulio, del 03/03/2004)

Dopo un aver fatto voltare molte teste con "Bang Rajan" e dopo il passo falso di "Kunpan - Legend of the Warlord", Thanit Jitnukol torna al suo grande amore per eroismo, storia e battaglie epocali con "Sema the Warrior of Ayodhaya" (in originale Khunsuk), grazie al quale conferma di essere regista di spicco in un panorama emergente, il cinema thai

OMBRE ELETTRICHE - L'assassino c'è ma non si vede: "Memories of Murder" di Bong Joon-Ho (di Matteo Di Giulio, del 29/12/2003)

Al secondo film dopo l'ottimo dramma "Barking Dogs Never Bite", Bong Joon-Ho torna con un thriller serrato. Presa di posizione scomoda su un fatto reale di cronaca nera, sconvolgente atto di dolore su un serial killer, senza nome e senza volto, e sulle tragiche conseguenze delle sue gesta in un paesino di provincia. Inesorabilmente un capolavoro.

OMBRE ELETTRICHE - La semplicità della nostalgia: il cinema di Kwak Kyung-taek (di Stefano Locati, del 03/12/2003)

Con "Mutt Boy" il regista conferma la capacità di creare mondi arcadico-sognanti, non ingenuamente fiabeschi, quanto pulsanti di tensioni sopite, innervati di stridenti contrasti. A mancare è semmai il coraggio di approfondire gli squarci verso l'elegiaca disperazione intravista in "Friend".

UN DOMANI MIGLIORE SU LA7: "A Better Tomorrow III" di Tsui Hark (di Matteo Di Giulio, del 22/10/2003)

In anteprima televisiva giovedì 23 ottobre La7 trasmette "A Better Tomorrow III" di Tsui Hark, secondo seguito del poliziesco diretto da John Woo nel 1986. Apice dell'hardboiled made in Hong Kong, sorpassa a sinistra i modelli originali e si conferma come uno dei migliori esempi di cinema d'azione prodotto nell'ex colonia britannica negli anni '80.

OMBRE ELETTRICHE - Il corridoio senza fine: lo strano caso di Julian Lee (di Matteo Di Giulio, del 17/10/2003)

Nel panorama attuale, statico e sotto molti aspetti asfittico, del cinema di Hong Kong, lo spirito artistico di Julian Lee è un unicum da non sottovalutare. E' appena uscito Night Corridor, un pregevole horror, a quattro anni di distanza dall'ottimo, e purtroppo ancora sottovalutato, The Accident, entrambi prodotti da Stanley Kwan.

OMBRE ELETTRICHE - Zatoichi il fuorilegge: genesi di un'icona culturale (di Stefano Locati, del 22/09/2003)

Con 25 film in 11 anni all'attivo (più una coda di rivisitazione nel 1989), successo inaspettato per la casa di produzione Daiei, Zatoichi divenne modello per le nuove generazioni che uscivano dalla crisi post-bellica - figura di confine tra ribellione e romanticismo crepuscolare.

OMBRE ELETTRICHE - Notti di desolazione: "Ptu" e il ritorno di Johnnie To (di Stefano Locati, del 19/08/2003)

Hong Kong ritrova uno dei suoi maggiori talenti. PTU rappresenta l'improvviso ritorno di fiamma di Johnnie To per un genere, il noir, che nel recente passato aveva contribuito a riplasmare; un genere abbandonato a favore di facili incassi al botteghino con commedie romantiche e action poco sentiti.

OMBRE ELETTRICHE - Full Time Yakuza: le ultime follie di Miike Takashi (di Matteo Di Giulio, del 09/07/2003)

Alla Quinzaine des Réalizateurs di Cannes è passato per la prima volta un suo film, il curioso horror "Gozu", e i festival specializzati smaniano per avere sue pellicole. Miike è attivo dal '91 e gira cinque film all'anno, svariando di genere in genere, ibridando e sperimentando, con un unico denominatore comune: gli yakuza e il noir iper-violento

OMBRE ELETTRICHE - Impalpabili geometrie sentimentali: l'ultimo mélo coreano (di Stefano Locati, del 24/06/2003)

Dietro le quinte delle novità più appariscenti - offuscati dal successo delle commedie (Marrying the Mafia, Sex is Zero) e dal clamore per il naufragio di blockbuster solo annunciati (Resurrection of the Little Match Girl) - un pugno di pellicole rintraccia le coordinate dei sentimenti, in una ricerca ricca di estatico abbandono e cangianti sfumature.

OMBRE ELETTRICHE - Uno sguardo di rilievo: "Just One Look", di Riley Yip (di Matteo Di Giulio, del 24/05/2003)

Torna con Riley Yip, uno degli autori più interessanti nell'attuale panorama hongkonghese. Buon successo di pubblico, apprezzato dalla critica, era nel programma dell'ultimo Far East Film Festival di Udine. Probabilmente il miglior film girato a Hong Kong nell'anno appena trascorso. Da questo mese prende il via una nuova rubrica sul cinema asiatico

 

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