Amori che non sanno stare al mondo. Incontro con Francesca Comencini e il cast

Non è un film sull’amore, ma un film che ragiona sull’amore”.  Francesca Comencini presenta il suo ultimo lungometraggio, Amori che non sanno stare al mondo, proiettato in anteprima al 70° Festival di Locarno, e in uscita il 29 novembre. Sebbene l’idea di partenza fosse la scrittura cinematografica- “avevo immaginato quattro voci off, dei monologhi”- il film si basa sul romanzo omonimo della regista. “Il titolo è paradossale; racconto di amori reali, intensi, ma che faticano a stare nel quotidiano. L’unico punto in comune con il libro è la frammentazione, l’idea del flusso di coscienza. Parlo della perdita della persona amata, dell’ossessione per essa, per poi comprendere la separazione e ritrovare se stessi. Senza dubbio le due sceneggiatrici mi hanno aiutato ad aprire la materia e a trattarla con un po’ di ironia.”

Claudia e Flavio si lasciano dopo sette anni. In un racconto-diapositiva, viviamo passaggi presenti, memorie del loro amore, e l’avanzamento verso nuovi sentimenti, magari più adatti, magari meno dolorosi.  “Ho preferito raccontare una donna autoironica, certamente irritante e perfino insopportabile, però mai vittima.” Lucia Mascino, protagonista femminile, si è confrontata proprio con questo modello: “Sono rimasta folgorata dalla sceneggiatura. Certo, è un racconto frammentato, ma si parte sempre dall’introspezione. Infatti quando ho iniziato ad incontrare Francesca (Comencini, ndr) abbiamo dedicato poco tempo alle prove canoniche; abbiamo chiacchierato, parlato dei personaggi, approfondito il loro punto di vista, dunque non per recitarli, ma per abitarli. Si scrivono di rado personaggi così travolgenti. Sono innamorata del lavoro fatto con Francesca e con chiunque abbia collaborato al film.”

Il film presenta alcune immagini di repertorio, ritratti di coppie, danze in balera, frutto, come sottolinea Comencini, della collaborazione con Ilaria Fraioli, montatrice con esperienza d’archivio. L’input, spiega la regista, è stato uno scambio di battute tra i protagonisti: Claudia evidenzia come si possa essere nostalgici di un’epoca, in questo caso l’età dell’oro, pur conoscendone l’inesistenza storica. “L’amore è un sentimento molto politico, per certi versi universale, per altri legato all’epoca in cui si dipana. Mi sembrava interessante inserire il tema del tempo, fare i conti con esso, anche nella misura di due personaggi, coetanei, che assaporano rapporti con persone più giovani.”

francesca comencini sul set di amori che non sanno stare al mondoCome sempre, ho  cercato di fare un film radicalmente femminile, però non volevo che gli uomini finissero sotto Inquisizione”. Thomas Trabacchi interpreta Flavio, oggetto dell’ossessione di Claudia, nonché unico uomo della pellicola: “Il mio personaggio essenzialmente non ce la fa. È portatore di un mondo che non sa stare nell’amore; rinuncia al suo potere per il sentimento. Posso dire di averlo abitato con il privilegio di una regia coraggiosa.”

Oltre a Carlotta Natoli, Amori che non sanno stare al mondo ospita la stella nascente Valentina Bellè, in sala con Una questione privata dei fratelli Taviani: “Non capita spesso di leggere sceneggiature così intense. Donne vere, variegate, e nonostante sia giovane, come il mio personaggio, mi sono ritrovata un po’ in ogni tipologia femminile.”

Inevitabile la domanda circa il #Weinsteingate e la deriva italiana: “Ho dedicato tempo, riflessioni e due film a questo tema. Ne parlerò brevemente perché non è la seda adatta e un’analisi meriterebbe più tempo. Posso dire che occorrerebbe fare uno sforzo per portare la questione ad un livello politico. Molte donne hanno iniziato a parlare, a raccontare storie assai simili. Senza entrare nello specifico, in Italia si dà troppo poco credito alla voce femminile, come nel caso di Asia Argento. Sono grata a chi ha parlato; è un fatto importante, positivo.”

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