Animali notturni, di Tom Ford

Nei due film finora girati Tom Ford ha dimostrato, senza farne troppo sfoggio, di appartenere ad un mondo artistico poliedrico, raffinato, forse a volte border line con il patinato, ma sicuramente l’autore è portatore di una cultura che fa dell’estetica una ragione di tensione verso la perfezione. In realtà è forse il suo primo film ad avere dato questo imprinting particolare al suo cinema così raro e distanziato nel tempo visto che Animali notturni, in Concorso all’ultimo Festival di Venezia, segue di ben sette anni quel suo esordio con A Single Man.
Ma Animali notturni ha poco a vedere con quello, se non l’insistenza su una solitudine esistenziale dei suoi personaggi che troviamo quale tema ricorrente tra i due film e non soltanto.
animali notturni michael shannon jake gyllenhaalSusan (Amy Adams) è direttrice di una galleria d’arte, è sposata con il bel Hutton per il quale ha lasciato il marito, Edward (Jake Gyllenhaal), promettente scrittore. Dopo diciannove anni l’ex marito si fa vivo proprio mentre il matrimonio di Susan scricchiola pesantemente. Le fa recapitare una bozza del romanzo che ha scritto e che si intitola Nocturnal animals. Il romanzo racconta la storia di un’aggressione e della vendetta successiva alla quale collabora anche il morente poliziotto Bobby (Michael Shannon). Da qui il film procede su tre livelli narrativi: il passato di Susan ed Edward, il presente di Susan e la vicenda, durissima e violenta, raccontata nel romanzo di Edward.
Un film teso e complesso, a metà tra il film di genere e il cinema di consumo più diffuso che nasce da una elaborazione, per nulla banale, di una storia che in una sorta di continui ribaltamenti di piani narrativi si chiude come un perfetto puzzle in cui le tessere combaciano con un effetto finale non del tutto prevedibile.
animali notturni jake gyllenhaal aaron taylor-johnsonLa storia di Tony, il protagonista del romanzo di Edwards che si materializza agli occhi di Susan, avrebbe potuto essere scritta da Cormac McCarthy e non solo per l’ambientazione nei territori di quella oscura e minacciosa frontiera del sud del Texas, lungo le interminabili highway che scorrono in mezzo al nulla, ma anche per la carica di violenza repressa che esplode improvvisamente. Ford è riuscito a descrivere con efficacia palpitante quella impenetrabile inquietante oscurità e la ostile presenza umana che sembra confondersi con la selvaggia pianura che si stende senza confini. Così tanto muscolare la vicenda della frontiera, così tanto trattenuta quella di Susan che riflette sui propri errori, sulla propria vita, rimpiangendo il passato e le sue scelte sbagliate e dando forma, finalmente alle conseguenze di quelle decisioni. Tom Ford riesce a dare salda unità a questi piani narrativi così diversi, utilizzando, come un ottimo scrittore, differenti stili e per dare vita, peso e rilievo alle diversificate combinazioni che il racconto esige. In questo lavoro faticoso il regista è stato sicuramente aiutato dai suoi attori e soprattutto da una misurata Amy Adams, protagonista assoluta di questi giorni della Mostra.
Per queste ragioni Animali notturni è un film complesso e la sua complessità non deriva tanto da una sovrapposizione di temi o di vicende della narrazione, quanto piuttosto dalla capacità di riuscire a dare unità a questa struttura e ad argomentare, attraverso una composizione pressoché perfetta delle immagini, la vita di Susan e i suoi dubbi notturni che le impediscono di dormire, ma anche la sua perfetta vita diurna e, invece, per mezzo di uno stile nervoso, ricco di improvvisi scatti che tradiscono la violenza trattenuta, la dolorosa vicenda di Tony che pensava di trascorrere una vacanza con la sua famiglia. Un merito particolare a Michael Shannon che presta il suo volto di marmo al cinico poliziotto senza speranza e quasi più senza vita.
animali notturniTom Ford è riuscito a restituire, con l’eleganza che coltiva, quel senso di solitudine che è costante comune ormai del cinema metropolitano nel quale, immediatamente, il film sembra immergerci attraverso le arterie cittadine che si sovrappongono complicando la nostra esistenza e lasciando sgomenti sulle direzioni da prendere.
Ma nulla è casuale e neppure le vicende che la triplicazione delle storie ci propone. Se Tony ha lo stesso volto di Edward, che però vediamo solo da giovane, è anche vero che quella storia è un chiaro messaggio inviato a Susan che ne resta turbata poiché sembra appartenerle. È lei l’animale notturno, quella che non riesce a dormire ed è lei che legge nell’opera alla parete della sua galleria la parola Revenge, chiedendosi chi mai l’avesse comprata per sentirsi rispondere che era stata lei stessa a volerla. Edward ha ripagato la cattiveria di Susan nel lasciarlo per l’affascinante e falsamente protettivo Hutton che ora la tradisce. Scrive un romanzo per personaggi senza speranza (e per questo il racconto sembra essere uscito dalla penna di McCarthy) e lo invia a lei come per riaprire i giochi, ma, in realtà sembra consumare, in solitudine, la vendetta.

Titolo originale: Nocturnal Animals

Regia: Tom Ford

Interpreti: Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Isla Fisher, Aaron Taylor-Johnson, Armie Hammer, Michael Shannon, Laura Linney

Distribuzione: Universal

Durata: 117′

Origine: Usa 2016