#ArenediRoma – Il cinema tra l’oleandro e il baobab

Ci voleva una guida per orientarsi nel panorama della arene romane e confrontare i programmi, le offerte. Anche se, chissà, tra sovrapposizioni, “doppioni”, “riprese” scontate, le differenze tra i vari appuntamenti sembrano talmente sottili da diventare quasi irrilevanti.

Eppure, bisogna individuare almeno due tenedenze. La prima è quella delle vere e proprie “corazzate” di quest’estate 2017, le arene istituzionali, per così dire, quelle più attrezzate, con i programmi più lunghi e articolati: il Festival Trastevere Rione del Cinema, cioè le proiezioni a Piazza San Cosimato organizzate dai Ragazzi del Cinema America, L’Isola del Cinema all’Isola Tiberina, le Notti di Cinema a Piazza Vittorio (organizzate da AGIS, ANEC, Fondazione Cinema per Roma, che tra l’altro, per sette week-end, cura la programmazione dell’Arena Forlanini). Concorsi, ospiti, retrospettive, appuntamenti: qui, al di là dell’effettivo interesse dei film proposti o di un’idea di cinema consapevole, l’intenzione è di dar vita a degli eventi capaci di trainare l’offerta “culturale” (o di puro e semplice intrattenimento) della città. Un discorso che potrebbe valere anche per il lungo calendario di Effetto Notte alla Casa del Cinema, da giugno a settembre. Ma siamo già in una posizione di cerniera rispetto alla seconda traiettoria, quella delle più classiche rassegne estive, quelle collegate a esercenti (Nuovo Sacher), istituzioni (Villa Medici), festival (Cinecittà), cineclub (Alphaville al Pigneto), e quelle in gran parte destinate a una fruizione di quartiere (Garbatella, San Saba ecc…).

Dunque, provando a fare un po’ il quadro e partendo da San Cosimato, l’idea è quella di riempire gli spazi della programmazione seguendo linee prefissate e binari sicuri: il ciclo horror presentato da Dario Argento, l’omaggio ad Asghar Farhadi e le retrospettive dedicate a Lynch, Antonioni, Kubrick, Walt Disney, Luigi Magni, poi il Premio Di Castro per i documentaristi under 40, oltre a una rassegna di titoli italiani delle ultime stagioni, film rigorosamente accompagnati dagli autori e/o interpreti.

Alla Casa del Cinema, Effetto Notte presenta invece cinque percorsi: gli omaggi a Steno e a Paolo Virzì, un viaggio nei film distribuiti dalla Lucky Red che festeggia trent’anni di attività, una retrospettiva sul cinema inglese d’impegno dagli anni ’90 a oggi, da Ken Loach a Stephen Daldry, un ciclo In mare aperto, cioè quei film in cui il mare è protagonista assoluto, e poi dieci serate dedicate all’Opera e alla città di Roma, da Montevederdi a Berlioz.

L’Isola del Cinema risponde con una programmazione in divenire, aggiornata ogni quindici giorni: film internazionali (Festival Isola Mondo), un percorso Roma nel cinema, un Premio Opera Prima e Seconda e poi presentazioni letterarie, concerti, serate omaggio. Qualche impennata imprevista, come la retrospettiva dedicata a Makoto Shinkai, ma più in generale l’impressione è di trovarsi di fronte al più classico evento estivo, che ripercorre le uscite cinematografiche della stagione, arricchendole con appuntamenti di diverso genere. Ed è proprio questa la strada perseguita dalle Notti di Cinema a Piazza Vittorio, che grazie ai suoi due schermi, ripercorre in lungo e in largo il cinema dell’ultimo anno. Che poi è la formula standard delle arene estive.

In fondo, a confrontare i programmi sin qui resi noti, i titoli si ripetono, rincorrendosi da un capo all’altro della città. Facciamo due conti. Tra i film stranieri, la parte del leone la fa La La Land, con sei passaggi (all’Arena Garbatella, al Centocelle City Movies del Forte Prenestino, ben due proiezioni all’Isola Tiberina, alle Notti di Cinema a Piazza Vittorio, per finire al Parco del Cinema di Villa Lazzaroni). Seguono Captain Fantastic di Matt Ross, con cinque proiezioni (Piazza Vittorio, Nuovo Sacher, Isola Tiberina, Villa Lazzaroni, San Saba), Il diritto di contare di Theodore Melfi e Cafè Society di Woody Allen, entrambi con quattro passaggi. Per quanto riguarda i grandi blockbuster e i film della major, invece, la frequenza è minore: pochi titoli, concentrati per lo più nelle arene di Piazza Vittorio (Ghost in the Shell, La battaglia di Hacksaw Ridge, Animali notturni, Logan, I guardiani della galassia 2, Inferno, Rogue One, La bella e la bestia) e Villa Lazzaroni (Ghost in the Shell, John Wick 2, Il GGG – Il grande gigante gentile, Split).

Per quanto riguarda i film italiani, spopolano, con sei passaggi a testa, Smetto quando voglio – Masterclass (Arena Garbatella, Piazza Vittorio, Villa Lazzaroni, Santa Croce Effetto Notte, Arena di San Saba, Isola Tiberina) e Lasciati andare di Francesco Amato (Arena del cinema Tiziano, Piazza Vittorio, Villa Lazzaroni, Santa Croce, Arena Garbatella, Isola Tiberina). Cinque passaggi per Fai bei sogni di Marco Bellocchio (Centocelle City Movies, Santa Croce Effetto Notte, Arena di San Saba, Arena Garbatella e Festa d’Estate Arena Forlanini), In guerra per amore di PIF (Cinema Tiziano, Piazza Vittorio, Nuovo Sacher, Isola Tiberina, Villa Lazzaroni). Quattro proiezioni per L’ora legale di Ficarra e Picone, Beata ignoranza di Massimiliano Bruno e per Cuori puri di Roberto De Paolis, che tra i registi esordienti è il più impegnato nei programmi di quest’estate romana.

Ecco, ciò che raccontano questi dati è una sostanziale uniformità di sguardo, da cui nongif critica 2 sfuggono neanche quelle realtà che, per vocazione, dovrebbero essere al di fuori di un sistema distributivo o di una politica culturale istituzionali. Si pensi al Forte Prenestino e al programma di Centocelle City Movies, che si affida al cinema d’autore “da sala grande”, quello della stagione, senza neanche azzardare la strada dell’invenzione: Paterson, La La Land, Manchester by the Sea… E l’impostazione non è molto diversa da quella dell’Ex Dogana, che, in compenso, punta su titoli del passato recente (La venticinquesima ora, Il profeta, The Wrestler…).

Ovviamente, ogni arena prova a inventare i suoi spazi “privati”, alternativi, come lo Sgarbatellum di Alessandro Piva all’Arena Garbatella, il concorso di Cinecittà Film Festival o i percorsi dell’Ex Lavanderia, tra proiezioni, cene sociali, blues al parco e giornate del baratto. In quest’ottica l’appuntamento più classico è quello di “Bimbi belli”, al Nuovo Sacher, la rassegna che presenta gli esordi del cinema italiano, accolti e raccontati da Nanni Moretti: quest’anno Dopo la guerra di Annarita Zambrano, See You in Texas di Vito Palmieri, Il più grande sogno di Michele Vannucci, L’universale di Federico Micali, Le ultime cose di Irene Dionisio, Maria per Roma di Karen Di Porto, La pelle dell’orso di Marco Segato, La ragazza del mondo di Marco Danieli, I figli della notte di Andrea De Sica, Per un figlio di Suranga Deshrapiya Katugampala, Mediterranea di Jonas Carpignano (scelta un po’ discutibile, considerando A Ciambra in uscita), Cuori puri di Roberto De Paolis.

Ma resta la sensazione che la via dell’originalità più perseguita oggi, riguarda il passato, la Storia con la S maiuscola, piuttosto che il contemporaneo. Sì, il cinema all’aperto di Villa Medici con La Notte di Michelangelo Antonioni, Storia Immortale di Orson Welles, Ascensore per il patibolo di Malle, Jules et Jim di Truffaut, Querelle di Fassbinder… Ma soprattutto il ricco programma dell’Alphaville, al Pigneto, che riprende i grandi classici di Renoir, Carné, Jean Vigo (Il porto delle nebbie, L’angelo del male, La regola del gioco, Una partie de Campagne, L’Atalante, Zero in condotta), per poi passare a Bergman (Un’estate d’amore, Sorrisi di una notte d’estate), Cassavetes (Mariti, ma anche Il grande imbroglio, Mickey e Nicky di Elaine May), Rohmer (Un ragazzo, tre ragazze), Herzog (Fitzcarraldo), Orson Welles (L’infernale Quinlan), il ricordo di George Romero con La notte dei morti viventi e gli omaggi a Joan Crawford e a Noah Baumbach, fino al film su Remo Remotti di Silvio Montanaro (Professione Remotti). Forse è qui, tra queste immagini per lo più in bianco e nero, il cinema più imprevedibile e incontenibile di quest’estate romana…