I FILM IN TV - Film della settimana: BARRY LYNDON di Stanley Kubrick
Un capolavoro pittorico senza tempo, in cui Kubrick fonde tutte le arti per giungere al senso ultimo della (quasi) perfezione e all'estasi di un'esperienza estetica senza eguali. Venerdi, ore 23.00, Rete 4.

Attenzione alla Sindrome di Stendhal. Quel brivido, quel senso di malessere e di mancamento di fronte a una galleria di opere d'arte, potrebbe cogliervi di sorpresa alla visione di Barry Lyndon. Un capolavoro pittorico, disegnato da Kubrick all'apice dei sensi e del senso di un cinema che diviene viaggio verso la conoscenza di sé, e di un'unica, immagifica e universale definizione della bellezza.
Nel Settecento illuminato dalle candele, attraverso ambienti ricoperti unicamente da una luce naturale ricavata da speciali ottiche ultrasensibili, nel fascino senza tempo di uno zoom all'indietro, lento come l'infinito, che partendo da un dettaglio di due pistole arriva a mostrarci due uomini nel mezzo di una radura, nelle scene girate interamente in luoghi reali, senza alcun set ricostruito in studio, così da offrire la compiuta riproducibilità di una realtà e di un mondo, Kubrick profonde un'opera senza età, un'esperienza estetica (ed estatica) da provare sulla propria pelle trattenendo un anelito di incredulità di fronte a cotanta maestria. Che poi l'eccessiva durata del film, i lievi mancamenti della sceneggiatura (da un romanzo di William Thackeray), i limiti interpretativi di Love Story O'Neal, la non-commercialità di un lavoro che sfida la sopportazione mentale dello spettatore (costato 11 milioni di dollari fu un fiasco al botteghino), siano piccoli difetti che possano inficiare la sensazione di perfezione assoluta che ci accompagna ogni volta al cospetto di questo quadro in movimento, in fondo lo sappiamo. Ma poco importa. Ci sono delle volte in cui il cinema sfonda gli argini, alluvionando gli standard comuni per porsi al di sopra di ogni raffronto, rischiando tutto pur di trovare il segreto della pietra filosofale della creatività.
Un segreto impossibile che Kubrick, lui e solo lui, aveva scoperto. Invitandoci a seguirlo, in Barry Lyndon come in 2001, abbandonandoci alla rassegnazione di non essere in grado di capire, ma di poter solo e soltanto ammirare.
BARRY LYNDON di Stanley Kubrick
con Ryan O'Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Kruger
GB 1975, (184')
Venerd' 25 marzo ore 23:00 Rete 4
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