"George and the Dragon", di Tom Reeve
Un film per bambini, e non per piccoli adulti, con tanto (poco) digitale quanto serve per far dimenticare loro lo stress di superare il livello successivo della playstation. Con contenuti "sociali" mantenuti a livelli accettabili.

Medioevo. George torna a casa, in Inghilterra, dopo aver partecipato alla prima Crociata. Il suo unico desiderio è di avere qualche acro di terra ed una casa, condizioni di base per creare una famiglia. Si unisce, per ottenerle, alle ricerche di una principessa rapita da un drago: una bella fanciulla promessa in sposa ad un nobile ambizioso, che la ragazza non ama. La troverà, la salverà, e se ne innamorerà.
Da un film di impianto lineare come questo si possono ricavare diversi insegnamenti. Primo: si può ancora sperare in produttori e registi che non considerino i bambini come piccoli adulti, e sappiano pensare un film di misura "small" senza strizzare continuamente l'occhio ai loro accompagnatori. Secondo: si possono ancora girare film che utilizzino l'artificio digitale solo quando serve; ad esempio, per dare vita ad un drago. Terzo: si può ancora trasformare in immagini una storia d'avventura senza copiare i videogames, senza immaginare livelli successivi in cui il tasso di aggressività si espanda incontrollato, senza insomma girare una arcade monca, priva della consolle della playstation.
Una storia di draghi, principesse e valenti guerrieri, dunque, può fornire ancora a qualche bambino superstite la possibilità di immaginare liberamente mondi non preordinati, né perfettamente coerenti o rigidamente impostati secondo logiche che appartengono alla vita degli adulti. In George and the Dragon si raggiunge questo risultato, grazie al mantenimento a livello di base delle riflessioni su temi di attualità come la solidarietà interrazziale o l'ecologismo: ovvero, quando le luci si spengono e si accende lo schermo, lasciamo che i bambini possano essere bambini. Anche se l'amicizia tra un cristiano ed un musulmano è di sicuro uno dei contenuti di maggiore valenza che il film veicola, nei confronti di un immaginario infantile colpito, più di quanto sia lecito aspettarsi, dall'enfasi ormai fisiologica dei notiziari televisivi.
Titolo originale: George and the Dragon
Regia: Tom Reeve
Interpreti: James Purefoy, Piper Perabo, Patrick Swayze, Michael Clarke Duncan, Rollo Weeks, Bill Treacher
Distribuzione: Filmax
Durata: 93'
Origine: Gran Bretagna/Germania, 2004
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bel film...complimenti....è stato davvero bello..!!!!!!
Inviato da me 94 il 04/01/2011
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