"Wolf Creek" di Greg McLean
Il film riprende la struttura dell'horror, facendolo però esplodere all'improvviso e negando tutto quell'accumulo di dettagli precedenti che, rivisti a posteriori, appaiono abbastanza poveri. Magari funzionerà pure tra gli spettatori. Ma alla fine l'opera appare soltanto un'esercitazione sul genere.

Quest' horror australiano di Greg McLean guarda soprattutto al cinema statunitense degli anni Settanta (Romero, Tobe Hopper) nel modo di filmare la follia che entra nella normalità e che alla fine diventa devastante. Macchina a mano, colori sgranati, respiro da B-movie, Wolof Creek vede protagonisti un ragazzo e due ragazze che decidono di trascorrere tre settimane nel deserto australiano. Nel corso del viaggio, ne approfittano per andare a vedere Wolf Creek, un cratere causato da un meteorite. Tornano nella loro autovettura e questa non si accende. Sono costretti a passare la notte lì. Un misterioso uomo giunto sul posto li soccorre. Ma questo non è che l'inizio del loro incubo.
McLean riprende una vicenda realmente accaduta, e paradossalmente alimenta la tensione proprio nei momenti in cui i ragazzi si trovano in viaggio o si fermano presso un distributore di benzina e vengono provocati da alcuni uomini del posto. Wolf Creek ha squarci da cinema sperimentale, con la luce che sembra fuoriuscire dai contorni dei corpi e degli oggetti ed espandersi in tutta l'inquadratura, segno questo di una costruzione dell'immagine e di un uso del colore in cui si avvertono delle influenze figurative. McLean, del resto ha studiato in passato la pittura. Il paesaggio però appare statico, non luogo di disorientamento e perdita come i due straordinari Jeepers Creepers, e sembra che il cineasta australiano usi l'alternanza di un'ombra tenebrosa e di una flebile luce per svelare gli effetti horror, come quella della ragazza che si sveglia e che si trova prigioniera di quello che credevano il loro soccorritore e il regista inquadra prima i suoi occhi, come per anticipare con la sua vista quello che poi vedrà lo spettatore. Dalla rivelazione del criminale in poi, Wolf Creek procede con effetti shock già abusati, che magari provocano istantaneo terrore, ma che McLean li riutilizza schematicamente: l'uomo che tenta di colpire con il coltello una delle due ragazze, il tentativo di fuga, la furia omicida che si abbatte con occhi terrorizzati che vedono dita delle mani che schizzano, mani che cercano di divincolarsi da chiodi. Alla fine dietro questo apparente cinema figurativo, Wolf Creek riprende la struttura classica dell'horror, facendolo però esplodere all'improvviso e negando tutto quell'accumulo di dettagli precedenti che, rivisti a posteriori, appaiono abbastanza poveri. McLean usa il cinema per creare quasi dei corrispettivi pittorici, come il ragazzo tenuto prigioniero e crocifisso come Cristo. Il film magari funzionerà pure tra gli spettatori. Ma l'horror appare soltanto un'esercitazione di genere, non un terreno, vastissimo, di ricerca
Titolo Originale: Id.
Regia: Greg McLean
Interpreti: John Jarratt, Nathan Philipps, Cassandra MacGrath, Kestie Morassi, Gordon Poole, Guy O'Donnell
Distribuzione: T:me Code
Durata: 99'
Origine: Australia, 2004
Cerca nel sito

- 3D
- andrew lau
- Australia
- Avatar
- Baz Luhrmann
- Bigelow
- Breillat
- bruce greenwood
- carlo verdone
- casey affleck
- christopher nolan
- cinema americano
- cinema francese
- clint eastwood
- Daniel Day Lewis
- Daniele Gaglianone
- david
- documentario
- fantastic mr. fox
- film tratti da libri
- gabriele muccino
- il petroliere
- inception
- James Cameron
- jason reitman
- leonardo di caprio
- marco bellocchio
- Martin Scorsese
- Matt Damon
- Michael Mann
- Nicole Kidman
- olivier assayas
- orizzonti 2010
- oscar
- Paul Thomas Anderson
- SCENEGGIATURA
- The Hurt Locker
- trailer
- venezia 67
- vincere
- Wes Anderson
News
- Cinema e Impegno secondo... MicroMega
- E' uscito il numero speciale della rivista
- Venezia 67 - Il caso Panahi
- Oggi alle 15 alla Villa degli Autori
- Venezia 67 - "L'ultimo film" di Hopper
- Il ritorno del cinema indipendente americano
- Venezia 67 - Sale la febbre "John Woo"
- Due omaggi in programma oggi
- “Probabilmente” di Nello Ferrara
- Il 2 settembre la presentazione
- Fabio Volo... in più
- Il suo romanzo diventa film
- Arriva Senza scrittori
- Il 3 settembre all'Azzurro Scipioni
- Jim Jarmusch tra cinema e musica
- Tra i nuovi progetti un documentario su Iggy Pop
- Venezia 67 - Napolitano all'inaugurazione
- Il Presidente della Repubblica prenderà parte alla cerimonia d'apertura
- Venezia 67 - Tutta la stampa in fila
- La Mostra apre tra disagi e malumori
- Aperte le votazioni per il Trailers FilmFest
- Entra nel vivo il concorso giunto all'ottava edizione
- La notte di Pandolfi e Timi
- Iniziano le riprese del film della Comencini
- Blockbuster verso il fallimento
- L’home video conosce la crisi
- Natalie Portman in copertina su "Film Tv"
- Approfondito speciale sul 67° Festival di Venezia
- 'The Pacific' sbanca gli Emmy, standing ovation per Clooney
- Mad Men è la Migliore Serie Drammatica
- Morto regista Alain Corneau, aveva 67 anni
- Nel 1991 il premio Cesar per il film "Tutte le mattine del mondo"
- Herzog + Lynch il 10 settembre
- My Son My Son What Have You Done arriva in sala
- Isabella Rossellini presidente della giuria al festival di Berlino
- Lo hanno annunciato gli organizzatori della rassegna cinematografica.
- Toy Story 3 supera il miliardo!
- Il film della Pixar entra nel ristretto club dei film miliardari.
- VENEZIA 67 - Se hai una montagna tienila all'ombra
- Un Grand Tour alla ricerca della cultura in Italia. Di Elisabetta Sgarbi
- Salta Procida?
- A forte rischio il Festival diretto da Enrico Ghezzi
- Oscar alla carriera per Coppola
- E' il quinto per il regista italoamericano
- VENEZIA 67 - John Woo e la sua ultima creatura
- Per il Leone d'Oro alla carriera Il 3 settembre prima mondiale di 'Jianyu'
- VENEZIA 67 - Festa per i 25 anni di Ciak
- Mercoledi' 8 settembre ospiti d'eccezione per 'Cheek to Ciack 2010'
- Festival di Roma: apre Keira Knightley con 'Last Night'
- Si parte il 28 ottobre fino al 5 novembre




