FILM IN TV: "Alice non abita più qui" di Martin Scorsese

Film, ricchissimo di spunti e di temi Alice non abita più qui è il frutto di una riflessione più ampia sulla donna, sulla marginalità. Il cinema "virile" di Martin Scorsese cuce addosso a Ellen Burstyn questo personaggio affermandola come icona di un cinema anche scomodo e attrice di particolare carisma. Giovedì 22/12, ore 2:00 Rete 4.

Ellen Burstyn, reduce dal successo di L'esorcista (1973), affronta la realtà infernale della solitudine di una donna separata, con un figlio, in una società maschilista, all'interno di una storia che il cinema "virile" del Martin Scorsese di quei tempi le ha cucito addosso. Erano gli anni dell'immediato post-femminismo e ancora la società, perfino quella evoluta degli States, mal digeriva lo scontro aperto che la radicalità femminista aveva imposto al perbenismo puritano. E anche il cinema faticava a dire la propria. Scorsese, erede di tutt'altra cultura piuttosto che quella di un ipocrita conformismo, portatore di visioni del tutto originali e di uno sguardo non conciliante, mette in atto il dramma: Alice non abita più qui (1974) è il frutto di una riflessione più ampia sulla donna, sulla marginalità e su un'America sconosciuta e dalle mille opportunità.

Su queste premesse il film di Scorsese, il terzo della sua carriera, corre sui binari di un'autorialità molto marcata, in cui le scelte stilistiche (camera a mano, ad esempio) non risultano casuali e in cui il sottile equilibrio che il film amministra tra la necessità di oggettivizzare la storia e uno stile semidocumentaristico, che invece deporrebbe per il contrario, ne fanno un'opera pregevole e originale. La storia di Alice e della sua difficile collocazione, al di fuori dello stereotipo della coppia, appare oggi materia da archeologia, ma solo perché dal 1974 ad oggi sono trascorsi gli anni necessari a rendere inutili queste riflessioni. Oggi lo scontro è ben più profondo anche se apparentemente tutto sembra pacificato.

Scorsese interviene, senza moralismi sulla vicenda umana di Alice metabolizzando, con acume non comune e senza enfasi precostituita, la questione femminile che il film sottolinea in modo piuttosto evidente. Scorsese può intervenire con maggiore libertà sul tema poiché il femminismo Usa rimase sganciato dal classismo accentuato con cui è stato vissuto in Europa e in Italia in particolare. Per queste ragioni la vicenda di Alice e del suo nuovo sogno americano finisce con l'identificarsi in una reale libertà che coincide con la fuga, nell'accezione più classica possibile per il cinema americano, verso la frontiera qui rappresentata da Monterey che assume il preciso significato di un ritorno alle proprie origini.

Questo film, ricchissimo di spunti e di temi più ampiamente sociologici, suggerirebbe ancora numerose riflessioni: ad esempio il tema della donna e del territorio che film come questo o Cane di paglia (1971) di Peckipah, ripropongono come frutto di quella poetica femmini(sta)le che nonostante tutto permeava il modo di sentire degli autori e delle società occidentali, o il tema del nomadismo che il cinema di quegli anni e questo film riafferma con forza. Sarebbe anche interessante avviare una riflessione sugli spazi del cinema di Scorsese, da Mean streats ai liberi spazi di Alice....

Ma ciò che invece bisogna sottolineare è la presenza di Ellen Burstyn, oscar per la migliore interpretazione. Un'attrice che ha sempre portato nei film in cui ha lavorato un carisma particolare, segno di una solida professionalità e che ha trovato occasioni espressive in questi ultimi anni più in televisione che sul grande schermo, pur restando sempre icona di un cinema anche scomodo di cui Alice doesn't Live Here Anymore, The last picture show (1971), The king of the Marvin gardens (1972), The exorcist (in cui accettò un ruolo rifiutato da molte star) e Requiem for a dream (2000) di Darren Aronofosky sono illustri esempi.

Titolo originale: Alice doesn't live here enymore
Regia: Martin Scorsese
Interpreti: Kris Kristofferson, Ellen Burstyn, Hervey Keitel
Durata: 110'
Giovedì 22 dicembre ore 2:00 Rete 4

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