VENEZIA 58 – Nè corpi nè sguardi: l’orrore invisibile di “The Others”

E’ un horror metafisico dove la paura è percezione acustica, un’angoscia distillata con parsimonia dall’orchestra dodecafonica diretta dal maestro Amenàbar.

E’ quasi un film musicale, una partitura di voci lontane, pause, silenzi e rumori misteriosi, la terza prova dietro la macchina da presa dello spagnolo Alejandro Amenàbar: “The Others”, presentato in concorso alla 58° edizione della Mostra del cinema di Venezia, è un horror metafisico dove la paura è percezione acustica, un’angoscia distillata con parsimonia dall’orchestra dodecafonica diretta dal maestro Amenàbar.
In una decadente e isolata casa di campagna, dove “nessuna porta deve essere aperta prima che l’ultima sia stata chiusa”, dove regna l’oscurità e l’assenza di sguardo, il terrore è un suono che riflette una materia dimenticata, a tratti intuita, sempre temuta e fuggita.
Nessun corpo attraversa le inquadrature di “The Others”: tutto è raffreddato dagli occhi assenti di una Nicole Kidman più eterea che mai, da ambienti e atmosfere rarefatti, da una realtà che assomiglia ad un incubo infantile, una fiaba nordica di tanto tempo fa. L’orrore è l’assenza di spessore e consistenza, è una superficie gassosa che sembra tingere l’aria di pesante malinconia.
Così si cerca un corpo da abitare, un padre-marito da accogliere, un calore da ospitare. Ma, anche quando la figura paterna compare da una magica nebbia, nella sequenza più suggestiva del film, è sempre uno spettro ad apparire, gelido e fastidioso.
Ed è proprio la nebbia, il gioco silenzioso fra visioni nascoste ed invisibili presenze sonore, i rituali e le cerimonie di una quotidianità monotona ed ossessionante, a rendere “The Others” opera affascinante e diversa, pentagramma ricco di armonici e di quelle “pause-radure”, come amava chiamarle Serge Daney, dove lo spettatore può sostare e ascoltare, rimanendo in attesa di un orrore imminente, pronto per essere svegliato da un sussulto, un acuto improvviso. Come in un brutto sogno o in un’antica filastrocca per bambini.
E’ l’eterna favola della casa di fantasmi che Amenàbar prima rievoca e rispolvera, con qualche sapiente trucco hitchcokiano ed un buon controllo dei meccanismi del thriller (ricordate “Tesis”, appena distribuito in Italia, e “Apri gli occhi”?), poi si diverte a decostruire, invertendo ruoli e punti di vista, mescolando le carte e strizzando l’occhio a temi e congegni visivi già sperimentati da M. Night Shyalaman in “Il sesto senso”.
La tensione sale vertiginosamente, la struttura narrativa svela la sua funzione in una manciata di inquadrature: la fiaba oscura diventa horror hollywoodiano, il mistero svelato riposa in un incontro, una relazione pericolosa fra i non-corpi e la materia antagonista. Un salto di registro che, pur incollando alla sedia lo spettatore, paradossalmente riporta “The Others” negli stretti binari di un cinema di genere dove acuti e accordi visivi si ricompongono in una ordinata melodia, eseguita magistralmente, ma ascoltata troppe volte, ridondante di echi ed effetti un po’ stucchevoli.
Poi di nuovo la calma, il paesaggio si rasserena. Si torna a percepire un’assenza, una mancanza, forme intraviste dietro una finestra. L’orrore invisibile di “The Others” mostra ancora la impalpabile superficie.



CONDIVIDI:
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Cinema e Impegno secondo... MicroMega
E' uscito il numero speciale della rivista
Venezia 67 - Il caso Panahi
Oggi alle 15 alla Villa degli Autori
Venezia 67 - "L'ultimo film" di Hopper
Il ritorno del cinema indipendente americano
Venezia 67 - Sale la febbre "John Woo"
Due omaggi in programma oggi
“Probabilmente” di Nello Ferrara
Il 2 settembre la presentazione
Fabio Volo... in più
Il suo romanzo diventa film
Arriva Senza scrittori
Il 3 settembre all'Azzurro Scipioni
Jim Jarmusch tra cinema e musica
Tra i nuovi progetti un documentario su Iggy Pop
Venezia 67 - Napolitano all'inaugurazione
Il Presidente della Repubblica prenderà parte alla cerimonia d'apertura
Venezia 67 - Tutta la stampa in fila
La Mostra apre tra disagi e malumori
Aperte le votazioni per il Trailers FilmFest
Entra nel vivo il concorso giunto all'ottava edizione
La notte di Pandolfi e Timi
Iniziano le riprese del film della Comencini
Blockbuster verso il fallimento
L’home video conosce la crisi
Natalie Portman in copertina su "Film Tv"
Approfondito speciale sul 67° Festival di Venezia
'The Pacific' sbanca gli Emmy, standing ovation per Clooney
Mad Men è la Migliore Serie Drammatica
Morto regista Alain Corneau, aveva 67 anni
Nel 1991 il premio Cesar  per il film "Tutte le mattine del mondo"
Herzog + Lynch il 10 settembre
My Son My Son What Have You Done arriva in sala
Isabella Rossellini presidente della giuria al festival di Berlino
Lo hanno annunciato gli organizzatori della rassegna cinematografica.
Toy Story 3 supera il miliardo!
Il film della Pixar entra nel ristretto club dei film miliardari.
VENEZIA 67 - Se hai una montagna tienila all'ombra
Un Grand Tour alla ricerca della cultura in Italia. Di Elisabetta Sgarbi
Salta Procida?
A forte rischio il Festival diretto da Enrico Ghezzi
Oscar alla carriera per Coppola
E' il quinto per il regista italoamericano
VENEZIA 67 - John Woo e la sua ultima creatura
Per il  Leone d'Oro alla carriera Il 3 settembre prima mondiale di 'Jianyu'  
VENEZIA 67 - Festa per i 25 anni di Ciak
Mercoledi' 8 settembre ospiti d'eccezione per 'Cheek to Ciack 2010'
Festival di Roma: apre Keira Knightley con 'Last Night'
Si parte il 28 ottobre fino al 5 novembre