"L'ospite segreto", di Paolo Modugno
Mondi che si incontrano nelle rispettive fughe da Primi e Terzi mondi che condannano l'uomo all'alienazione. Il film vuole offrire una generosa speranza e tra danze liberatorie e crisi/crescite di conoscenza lanciando una bottiglia in mare con un bigliettino ben arrotolato al suo interno.

Non demorde mai l'Italia del messaggio, l'Italia dell'impegno socialroboante che nel Cinema Nostro tanto spazio e tanti spazi ha saputo trovare. Paolo Modugno, già attore ed autore radiofonico e televisivo (Radio anch'io e Il filo d'Arianna tra i programmi più meritevoli di citazione), non sembrerebbe debordare molto da questi percorsi. Tuttavia gli si dovrà riconoscere un certo coraggio se nelle sue storie così estreme non si nasconde mai dietro facili scorciatoie e mira dritto all'obiettivo, con l'ingenua speranza di non sbattere la testa troppo forte. Ma tant'è, alla natura non si comanda. Già nel precedente Territori d'ombra aveva tentato una facile (come i patrocini e gli attestati "alle buone intenzioni" ricevuti da più parti) ma allo stesso tempo impossibile (come il distacco da un inevitabile sensazionalismo della denuncia) incursione nei meandri della pedofilia. Allo stesso modo il dramma dell'emigrazione clandestina de L'ospite segreto non viene risolto nel solito incontro metropolitano di seduzione e abbandono che possa comodamente agire da tessuto nel quale intrecciare le diversità che affiorano a poco a poco. Modugno cerca direttamente le radici e le trova in un'Africa decontestualizzata ma carica di ritmo tribale ossessivo come le violente angherie subite da Hadì, il protagonista in fuga. E nel mare dove troverà rifugio e solidarietà grazie ad un capitano della Marina Militare in missione umanitaria (un Corso Salani attore/regista sempre più attraversato da implicazioni transnazionali dei rapporti interpersonali, dalle Voci d'Europa ad Occidente, ora nuovamente Nel continente nero). Mondi che si incontrano nelle rispettive fughe da Primi e Terzi mondi che condannano l'uomo all'alienazione. Il film vuole offrire una generosa speranza e tra danze liberatorie e crisi/crescite di conoscenza, lancia una bottiglia in mare con un bigliettino ben arrotolato al suo interno. Chissà che non possa raggiungere qualche costa lontana all'orizzonte.
Regia: Paolo Modugno
Fotografia: Marco Carosi
Sceneggiatura: Andrea Balzola e Rocco Aldemaro Barbaro, liberamente tratta dal racconto "il clandestino" di Joseph Conrad di Michele Alexander e Jeanne Long (ed. ital. Sonzogno)
Scenografia: Francesca R. Salvi
Montaggio: Claudio Di Mauro
Costumi: Rita Lecconi
Canzoni originali: Sarah F. Dietrich e Mark Hanna
Interpreti: Corso Salani, Romina Mondello, Ludgero Fortes Dos Santos, Spiros Focas, Gigi Angelillo, Ben Gazzara
Produzione: Veronica Salvi per la Esse&bi cinematografica
Distribuzione: Esse&bi distribuzione e Paisà
Durata: 93'
Origine: Italia, 2003
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