"Pelle d'angelo" di Vincent Perez
Il film è costruito con un uso ricorrente di primi piani e sequenze brevi che spesso non si concatenano fra di loro in uno svolgimento compatto. Anche gli stessi personaggi non godono di una profondità psicologica ma vengono utilizzati per le esigenze del racconto prima di scomparire

E' una presenza lacerante quella di Angèle (Morgane Moré). Sin dalla sua dipartita dalla dimora paterna stabilisce rapporti contrastanti, forti, con le persone che le si trovano vicino: l'amica Josiane la adora, la signora Artaud che le ha dato lavoro come domestica nella propria casa non riesce a sopportare il suo silenzio, la sua aria assente, sospesa, tra questa e chissà quale altra dimensione dell'essere. Scarne sono le confessioni sul proprio stato emotivo. Si lascia trascinare passivamente, almeno così appare all'inizio mentre poi il procedere della narrazione ribalterà questa condizione, in una stanza d'albergo da Grégoire per perdere la propria verginità, e per appartenergli, nonostante la volontà dell'egocentrico ragazzo, fino alla fine. L'ossessione di recuperare quell'emozione originaria, iniziatica, è percorsa in tutto e per tutto da Angèle, perdendosi nel vortice di una colpa non sua e ritrovandosi per la finale ascesa verso una nuova purezza, quella del cielo blu e dell'anima.
Una sorta di martirio alla Giovanna d'arco, enigmatico per la imponderabilità con cui certi passaggi vengono messi davanti all'occhio dello spettatore, frutto di repentine svolte dell'intreccio che anzichè essere costruite e motivate rispetto all'ordine narrativo vengono ribaldamente giustapposte una sull'altra, ed il finale beatificante della protagonista ne è una esemplare conferma. Il film è costruito con un uso ricorrente di primi piani e sequenze brevi che spesso non si concatenano fra di loro in uno svolgimento compatto. Anche gli stessi personaggi non godono di una profondità psicologica ma vengono utilizzati per le esigenze del racconto prima di scomparire, come quello del signor Faivre responsabile dell'omicidio di cui è ingiustamente incolpata anche Angèle. Questo primo lungometraggio dell'attore Vincent Perez non ha quindi toccato le giuste corde emotive che lo spunto iniziale poteva lasciar presagire.
Titolo originale: Peau d'ange
Regia: Vincent Perez
Sceneggiatura: Karine Silla, Vincent Perez, Jerome Tonnerre
Fotografia: Philippe Pavas De Ceccatty
Montaggio: Laurence Briaud
Musiche: Replicant
Scenografia: Frédéric Benard
Costumi: Claudine Lachaud
Interpreti: Morgane Moré (Angele Dubois), Guillaume Depardieu (Grégoire), Magall Woch (Josiane), Karine Silla (Laure), Hélène De Saint Père (M.me Artaud), Stephane Boucher (dr. Artaud), Olivier Gourmet (Mr. Faivre), Valeria Bruni Tedeschi (avvocato), Laurent Terzieff (Mr. Grenier)
Produzione : Virgine Silla per Europa Corp., TF1 Film Production, Canal plus
Distribuzione: 01 Distribuzione
Durata: 85'
Origine: Francia, 2003
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