CANNES 57 - "Shi Mian Mai Fun (House of Flying Daggers)", di Zhang Yimou (Fuori concorso)

L'opera del regista cinese, presentata a Cannes fuori concorso e dedicato alla memoria di Anita Mui, rappresenta uno dei punti più alti del suo cinema, con una sensualità che accenna forme nascoste e vibranti di un acceso erotismo e che si caratterizza per una geometricità di impressionante precisione

La rarefazione e l'essenza. Zhang Yimou con House of Flying Daggers realizza una della sue opera più imprevedibili, in linea con Hero (film inedito in Italia e realizzato nel 2003), piena di una totale contrapposizione tra azione e silenzio, tra immagini che accumulano dettagli e il vuoto assoluto. Il film è ambientato nella Cina del 859 dove la dinastia Tang e il governo corrotto lottano contro un gruppo di ribelli sempre più numerosi chiamati "house of flying daggers" (letteralmente "casa dei pugnali volanti) e vede protagonisti due capitani, Leo e Jin e un'affascinante rivoluzionaria cieca di nome Mei. Nel corso del film, i personaggi rivelano ben altre identità da quelle che mostrano inizialmente. Yimou realizza così un film sul doppio, sull'inganno, di un eroismo rarefatto e pulsante in pieno dentro le coordinate del wu xian pian ("cappa e spada"). Più che alla magia fantasmatica di Ang Lee di La tigre e il dragone, House of Flying Daggers sembra rifarsi a certe certe coordinate nei movimenti del cinema di King Hu, oltre ad amplificare quell'estensione dello spazio che è sempre tra i tratti caratteristici di un cineasta dotato e discontinuo come Yimou. L'opera, presentata a Cannes fuori concorso e dedicato alla memoria di Anita Mui, rappresenta uno dei punti più alti del suo cinema, con una sensualità che accenna forme nascoste e vibranti di un acceso erotismo simile a Lanterne rosse ed evidente in ogni contatto fisico tra Leo (che si fa chiamare wind, vento) e Mei, oppure in quella straordinaria scena della danza iniziale dove Meisi spaccia per una ballerina cieca e comincia a danzare facendo sbattere i veli del vestito sui tamburi e origina quel suono che poi si perpetuerà in tutto il film, tra lanci di pugnali, alberi che cadono, con una geometricità di impressionante precisione.

Yimou, come Kitano in Zatoichi gioca per gran parte del film su un ribaltamento dello sguardo e del senso; si pensa infatti la protagonista non veda e che non possa vedere i nemici che la fronteggiano ma soprattutto si pensa che possa utilizzare solo il tatto (e di conseguenza, l'istinto) e non la vista. Ancora Kitano torna in House of Flying Daggers in quei clori dei paesaggi tra il verde sbiadito e il giallo come Dolls, paesaggio sempre provvisorio, atto sempre di successive metamorfosi nelle ellissi temporali e che muta in maniera definitiva, straordinaria, nel bellissimo finale dove le parole sono come annullate. Restano aperti silenzi, i rumori del vento e un cambiamento climatico che si avverte quasi a livello epidermico. Dal verde si passa al bianco della neve. Due uomini e una donna che combattono. Oltre il limite del tempo. In quel biancore, con gocce di sangue che cadono, c'è tutta la forza visiva e plastica di un film da non perdere, tra i migliori e tra i più inattesi di tutto il festival di Cannes di quest'anno.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito

News

Nastri d'Argento per il miglior documentario a Costanza Quatriglio e Giorgio Treves
Per le due sezioni Cinema del reale e Cinema e spettacolo
Aperta la prevendita dell'anteprima di Fast & Furious 7
In sala il 1 aprile
Arriva in sala 'smoKings' di Michele Fornasero
Un documentario gangster sul mondo del tabacco
Rocco Tanica per il corto musical Maria P.
Scritto e diretto da Alessandro Corradi
Valentina Carnelutti e il lavoro del regista con l'attore
nel workshop Dirigimi, gli ultimi due week end di marzo
Studio Universal omaggia Alfred Hitchcock
Per il 55° Anniversario dall’uscita di Psycho
Denis Villeneuve alla regia del sequel di Blade Runner
Harrison Ford sarà ancora Rick Deckard
Record al box-office per Zanetti Story
Il film che ha incassato di più nella giornata di ieri
"Lunga vita e prosperità" - Addio a Leonard Nimoy
Muore Spok, icona di Star Trek
Legends - Le 10 identità di Sean Bean
Su Fox ogni giovedì alle 23.15
L'altra Heimat - continua la saga di Edgar Reitz
Dal cinema il 31 marzo e il 1 aprile
La vedova Monicelli protesta: «No al Premio grossetano».
Avrebbe preferito Pif a Verdone.
In sala con Coppola, Scorsese, De Palma e Hitchcock al Cinema Trevi di Roma
Una serie di grandi classici restaurati
Noi e la Giulia parte bene al box office
Già 190.000 spettatori e 1.300.000 € d'incasso
Joaquin Phoenix in copertina su Film Tv
SpongeBob, Paul Thomas Anderson, Ryan Murphy e Javier Zanetti
Terzo film per Michelle Williams e Kelly Reichardt
Dopo Wendy and Lucy e Meek's Cutoff
Antonio Monda è il nuovo Direttore Artistico del Festival di Roma
Direzione Generale a Lucio Argano
L'Oscar al miglior documentario 'Citizenfour' in sala
Dall'11 giugno
OSCAR 2015 - Vincono Redmayne e Julianne Moore
Miglior attore e miglior attrice
OSCAR 2015 - Alexandre Desplat vince il suo primo Academy
Per le musiche di Grand Budapest Hotel
OSCAR 2015 - Patricia Arquette premiata
Attrice non protagonista per Boyhood
OSCAR 2015 - Vince Ida
Il polacco è il miglior film straniero
OSCAR 2015 - Vince l'italiana Milena Canonero
Migliori costumi per Grand Budapest Hotel
Timbuktu domina i 40° César
Premiati anche Dolan, Wenders e Kristen Stewart
A Roma le masterclass di Paul Haggis
Dall'10 al 14 marzo