FILM IN TV: "Chi ha incastrato Roger Rabbit?", di Robert Zemeckis
Nel 1988 esce nelle sale Chi ha incastrato Roger Rabbit, lasciando a bocca aperta milioni di bambini. Il film di Zemeckis, vincitore di tre oscar, è squarciato in due, a cavallo tra prima e dopo, reale e fantastico, fedele ad una struttura binaria che vede alternarsi personaggi in carne ed ossa e cartoni animati. Una ritmata detective-story, con nuance noir e striature malinconiche, senza dimenticare le esilaranti gag dei toons
Tre anni dopo Ritorno al futuro Robert Zemeckis si lancia in una nuova avventura sospesa nel tempo. Così nel 1988 esce nelle sale Chi ha incastrato Roger Rabbit, lasciando a bocca aperta milioni di bambini. Rivedere quella pellicola a distanza di anni significa (ri)vestirla di nuovi significati, in un viaggio a ritroso verso le origini, seguendo l’invisibile filo della memoria. Un’operazione nostalgica, che ben si accorda con il clima continuamente sotteso alle indagini del detective Valiant, un Bob Hoskins con impermeabile e cappello a falde larghe. È lui il primo ad essere incastrato tra presente e passato, immerso nelle atmosfere malinconiche del giorno in cui suo fratello venne misteriosamente ucciso. La scrivania è impolverata, su quella sedia non ci si siede più nessuno da anni e le foto in bianco e nero descrivono un’epoca ormai passata. Come se il tempo per Valiant viaggiasse ad una velocità diversa, condannato dal dolore ad un eterno e malinconico rallenty, mentre il mondo seguita a procedere in avanti. Una dicotomia che squarcia il film di Zemeckis in due, a cavallo tra prima e dopo, reale e fantastico, triste e allegro, fedele ad una struttura binaria che vede alternarsi personaggi in carne ed ossa e cartoni animati. Fino a quando il muro che separa Toonland dalla “mortale” Los Angeles degli anni ’40 crolla fragorosamente, dando il via ad una vera e propria esplosione, un’invasione di forme e colori. È la forza delle illusioni, che scorre come un fiume in piena, finalmente libera di investire ogni cosa, senza più ostacoli, né limiti. Non è altro che il cinema di Zemeckis, nel quale i corpi acquistano una nuova materialità (anche quando si tratti di svuotarli completamente della loro componente corporea), abitando da sempre spazi disegnati all’interno di un territorio di confine tra verità e finzione.
Chi ha incastrato Roger Rabbit vince tre oscar: miglior montaggio, migliori effetti speciali, migliori effetti sonori. La sceneggiatura, pur basandosi su un romanzo di Gary Wolf, se ne discosta per alcuni tratti sostanziali. Nell’originale letterario ad esempio, la morte sulla quale il detective Valiant deve indagare è proprio quella di Roger Rabbit. Nell’opera di Zemeckis invece, è Marvin Acme ad essere assassinato: comincia tutto da quella sagoma ridisegnata sul pavimento. Si originano sospetti e si elaborano congetture, muore un altro uomo e il mistero si infittisce. Una ritmata detective-story insomma, con nuance noir (la figura dell’ambigua Jessica-femme fatale-Rabbit è fondamentale) e striature malinconiche, senza dimenticare le esilaranti gag dei toons. Tra colpi di scena e smascheramenti (è la stessa finzione cinematografica ad essere più volte smascherata, come nella scena in cui Roger fa scorrere una dopo l’altra, a velocità sempre più elevata, le foto scattate da Valiant, finendo per ammirare il tradimento della moglie in un piccolo filmato muto), Chi ha incastrato Roger Rabbit è un classico che non smetterà mai di stupire. That’s all folks!
Titolo originale: Who framed Roger Rabbit?
Regia: Robert Zemeckis
Interpreti: Bob Hoskins, Christopher Lloyd, Joanna Cassidy, Stubby Kaye, Alan Tilvern, Richard LeParmentier, Joel Silver, Richard Ridings
Durata: 103’
Origine: USA, 1988
Sabato 24 novembre 15:30 Raidue
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