ESPLICITO! IL PORNO NEL CINEMA D'AUTORE

presso: cineclub detour
26 | 27 | 28 aprile 2002
via urbana 118 roma
info: 06.4872368


PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
>>> VEN 26 APRILE, 21.00 - L'IMPERO DEI SENSI

>>> VEN 26 APRILE, 23.00 - INTIMACY

>>> SAB 27 APRILE, 21.00 - CANICOLA

>>> SAB 27 APRILE, 23.00 - GUARDAMI

>>> DOM 28 APRILE, 21.00 - IL FANTASMA

>>> DOM 28 APRILE, 23.00 - LE PORNOGRAPHE


AMICO CARO, NON E' PIU'
POSSIBILE SCANDALIZZARE NESSUNO?
Queste le parole dette da Andrè Breton, poco prima della sua scomparsa, a Luis Bunuel. In quel caso ci si riferiva allo "stato di salute" del movimento surrealista, che aveva fatto dello scandalo e della provocazione elementi essenziali della sua poetica, ormai superato in questo dall'evoluzione dei costumi sociali, ma ancor più sono valide oggi in un'epoca di Grandi Fratelli e Real Tv dove ogni tabù (persino quello della morte) legato alla legittimità del mostrabile pare ormai caduto. Nel cinema delle ultime stagioni (si parla di cinema "normale", non dell'hard relegato ormai da anni alla visione domestica grazie a VHS e DVD) si è riscontrata una tendenza a "mostrare di più" che si è spinta da un lato verso la spettacolarizzazione della violenza, svuotata così dei suoi contenuti "drammatici", dall'altra nella descrizione di scene di sesso esplicito che sconfina proprio nell'hard. E non parliamo (o non soltanto) di pellicole erotiche, ma del cosiddetto cinema d'autore. C'è anzi da considerare come il genere erotico, ormai in estinzione, si sia spostato a partire dagli anni '80 (dai tempi di grandi successi come 9 settimane e 1/2) verso una rappresentazione estremamente patinata delle scene di sesso, eccezion fatta forse, restando in Italia, per il cinema di Tinto Brass.
In quest'ultima stagione titoli come Le pornographe o Canicola documentano come il sesso possa essere parte integrante e assolutamente giustificata di un film, senza le forzature e le gratuità che si possono riscontrare nelle nostrane commediole natalizie o, peggio, nei varietà televisivi. Certo il sesso nel cinema non è una novità, ma la sensazione è quella di assistere ad una evoluzione linguistica in cui mostrare non è il fine stesso. Ne La pianista, altro titolo uscito recentemente, c'è una scena che può essere presa come esempio di questa nuova tendenza: Isabelle Huppert si reca in un sexy shop ed entra in una cabina a gettone per assistere ad una pellicola hard; sedutasi davanti allo schermo recupera da un cestino un fazzoletto di carta presumibilmente "usato" da un altro spettatore e comincia ad annusarlo mentre guarda (e noi con lei) scene di amplessi. È quasi come se il cinema "alto" (rappresentato qui da una sua vera e propria icona, la Huppert) recuperi così, dai margini in cui l'ha relegato, il più "basso" dei generi, il porno.
Ma, aggiungiamo, quello che vediamo nei film citati (e in altri da L'impero dei sensi a La maschera di scimmia) non è "porno" tout-court in quanto il sesso è uno dei tanti elementi dell'opera, non quello centrale. È una questione di misure, di dosaggio delle scene. Tornando alla frase di Breton va detto che questi film sono stati pressochè ignorati dal pubblico ed hanno avuto poca risonanza anche sui media. Sono lontanissimi i tempi in cui il sedere di Marlon Brando suscitava clamore e scandalo, o quelli in cui la censura si accaniva persino sulle più innocue commedie dove culi e tette abbondavano. Neanche la critica s'è troppo soffermata a, perlomeno, constatare questo nuovo "fenomeno" cinematografico, ecco perché CinemaInvisibile propone questa riflessione.
Andrea Leggeri


>>> VEN 26 APRILE, 21.00
L'IMPERO DEI SENSI

Regia di Nagisa Oshima
Giappone/Francia 1976
Cast: Tatsuya Fuji e Eiko Matsuda.
>>> Nella Tokyo del 1936 la giovane Abe Sada viene assunta come cameriera nella locanda di Kichizo, un maturo uomo sposato, diventandone ben presto l'amante.
Rinchiudendosi in una camera d'albergo, i due consumano la loro relazione, fatta di perversioni, pratiche sado-masochistiche e amplessi interminabili, fino all'atto estremo che coniugherà amore e morteŠ
Tratto da una storia realmente accaduta che all'epoca sconvolse il Giappone, il film di Nagisa Oshima alla sua uscita, nel 1976, fu ottusamente inserito nel genere pornografico, a causa di alcune scene giudicate troppo esplicite per il pudico Giappone. A distanza di tanti anni ciò che colpisce è come il regista abbia saputo rendere le sequenze incriminate eleganti e mai volgari, firmando un'opera che è ormai un classico della cinematografia erotica.


>>> VEN 26 APRILE, 23.00
INTIMACY

Regia di Patrice Chereau
Francia/GB, 2001
Cast: Mark Rylance e Kerry Fox.
>>> Jay, quarantenne divorziato e con figli, consuma con scadenza settimanale rapporti sessuali con una sconosciuta. La loro è solo una storia di sesso, lui
non sa nulla di lei e lei non sa nulla di lui. Tutto fila liscio finché lui, preso da un'irresistibile curiosità, la segue e scopre che è un'attrice dilettante e ha un marito simpatico di cui diventa amico. Nel momento in cui i due amanti vanno al di là del sesso e cercano di lasciare spazio al sentimento, il rapporto inevitabilmente si incrina e finisce. Ognuno torna alla propria vita.
Film vincitore del Festival di Berlino 2001, Intimacy ha scandalizzato tutti per le scene hard girate da Kerry Fox (premiata per la sua interpretazione), indimenticata protagonista di Un angelo alla mia tavola di Jane Campion e Piccoli omicidi tra amici di Danny Boyle, e che quindi, come nel caso della Cavallotti di Guardami, non viene dal porno!


>>> SAB 27 APRILE, 21.00
CANICOLA

Regia di Ulrich Seidl
Italia, 2001
Cast: Maria Hofstatter e Victor Hennemann.
>>> A sorpresa il film di Seidl ha vinto il premio della giuria a Venezia. Coraggio perché Canicola è una pellicola spietata e minuziosa nella descrizione del medioborghese nella media Austria, Europa. anno zero.
Quali sono le dieci conduttrici televisive più apprezzate? Quali sono i dieci attori più amati, quali sono le dieci posizione preferite dell'atto sessuale? Qual è la percentuale di anziani che ancora pratica sesso? Quante sono le antenne satellitari installate in Austria? Non pensavate di sapere le risposte vero? Invece probabilmente le conoscete perché, come i protagonisti di Canicola, siamo immersi in un liquido amniotico che ci investe con i suoi flussodati. Non sapevamo di sapere, ma sapevamo, e ci siamo odiati. Il Grande Fratello non è nulla, quando domina la merce, e la merce a sua volta non è nulla, se paragonato a quello che siamo in grado di farci, dirci, vomitarci.


>>> SAB 27 APRILE, 23.00
GUARDAMI

Regia di Davide Ferrario
Italia, 1999
Cast: Elisabetta Cavallotti e Flavio Insinna.
>>> Nina, attrice hard, si divide tra i set di film porno (e gli uomini che qui incontra) e la storia d'amore con Cristiana, redattrice di una rivista per adulti e madre di un bambino. Scopertasi malata di linfoma, decide di cambiare vita, si sottopone alla chemioterapia e conosce Flavio, un insegnante malato di cancro che si innamora di lei. Nina guarisce, Flavio no ma prima di morire avrà la possibiltà di amarla per un'ultima volta.
Se si esclude Diavolo in corpo di Bellocchio, in cui c'è una fellatio molto criptata, Guardami è il primo film italiano con scene di sesso esplicito interpretate da un'attrice (Elisabetta Cavallotti) che non viene dall'hard ma dal teatro. Irrisolto, imperfetto, crudo ma anche coraggioso e realistico.


>>> DOM 28 APRILE, 21.00
IL FANTASMA

Regia di Joao Pedro Rodrigues
Portogallo, 2000
Cast: Ricardo Meneses, Beatriz Torcato, André Barbosa, Eurico Vieira
>>> Lisbona. Sergio passa i suoi giorni fra la stanza in affitto di una modesta pensione, anonimi incontri sessuali ai cessi pubblici e il suo lavoro di spazzino nella zona nord della città. Come un fantasma vive di notte e ai margini della società, bloccato in questo status ossessivo e sporco e non si accorge delle ombre che tentano di cingerlo, dell’amore della collega Fatima, del desiderio ambiguo del caposquadra e alla fine preferisce aggirarsi, inguainato in una tuta di latex nero, in una discarica tra montagne di rifiuti e carcasse cercando la propria identità. Film-scandalo della mostra di Venezia del 2000 per le sue scene hard, Il fantasma si pone a metà tra l’estetica del brutto dell'ultimo Pasolini e la poetica maledettistica di Genet.


>>> DOM 28 APRILE, 23.00
LE PORNOGRAPHE

Regia di Bertand Bonello
Francia/Canada, 2001
Cast: Jean-Pierre Leaud e Jeremie Regnier
>>> Regista di film hard negli anni '70, quando girare film porno significava arte e non solo protesta nei
confronti di un ordine (morale e sociale) precostituito, Jacques Laurent non riesce a stare al passo coi tempi, surclassato dalla mercificazione del sesso fine a se stesso e dallo squallore di corpi algidi e amorfi. Vecchio dentro e fuori, si sente un outsider: la sua arte non è compresa, il suo stile deriso e superato, il suo ritmo asincrono con l'andamento frenetico della quotidianità. La vita familiare va a rotoli, la storia con la sua compagna è in crisi, il figlio idealista se ne va di casa quando
scopre il suo vero mestiere. La vacuità del suo vivere si fonde con la coscienza del suo essere fuori dal mondo e dal tempo, ergendosi a simbolo di una categoria (metaforicamente i cineasti) in balia del business e dell'assenza di valori, in cui i sogni sono illusioni e l'arte un'utopia.a cura di cinema invisibile
http://www.cinemainvisibile.it
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