VENEZIA 66 - "La bugia è importante e necessaria". Incontro con Steven Soderbergh e Matt Damon


Alla conferenza stampa dell’atteso 'Fuori concorso' The Informant!, erano presenti il regista Steven Soderbergh, l’attore Matt Damon, lo sceneggiatore Scott Z. Burns, il musicista Marvin Hamlisch, il produttore Gregory Jacobs e la produttrice Jennifer Fox

Alla conferenza stampa dell’atteso Out of Competition The Informant!, erano presenti il regista Steven Soderbergh, l’attore Matt Damon, lo sceneggiatore Scott Z. Burns, il musicista Marvin Hamlisch, il produttore Gregory Jacobs e la produttrice Jennifer Fox.

In Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco, Ocean’s Twelve e Ocean’s 13 Matt Damon ha un ruolo decisamente meno interessante di quello di Mark Whitacre di The Informant!. Ha scelto l’attore perché era in quella trilogia?

Soderbergh:
Quando nel 2001 ho letto il libro di Kurt Eichenwald sono stato subito molto colpito dall’atteggiamento ottimista e molto americano della sua opera. Avevamo appena finito di girare Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco ed ho chiesto proprio a Matt di leggere “The Informant: A True Story”.

Mr. Damon, in termini di salute è stato difficile entrare nei panni di Mark Whitacre? Com’è stata invece la collaborazione con George Clooney alla produzione?

Damon:
È stato facilissimo prendere peso, ma soprattutto bellissimo, potevo mangiare tutto quello che mi capitava sotto gli occhi per diversi mesi!

Soderbergh:
Eh già, è stato proprio divertente vederlo ingrassare. Per quanto riguarda la produzione è passato così tanto tempo prima che The Informant! diventasse film che la società con cui era stato sviluppato non esisteva più. George aveva comunque contribuito al materiale di partenza, quindi è rimasto tra i produttori esecutivi del film.

Mr. Damon, con Soderbergh ha liberato il suo spirito ironico?

Damon:
Quello della saga di Ocean è sicuramente un personaggio diverso. Spero comunque di lavorare molte altre volte con Steven perché significa rispondere sempre a un’ottima sceneggiatura. Ho lavorato con lui tre volte in questi ultimi sette anni, e la qualità della sua sceneggiatura non è mai cambiata, come lo stile ironico di The Informant!. In un mese abbiamo girato più di 8 pagine al giorno, come succede nella serialità televisiva, ma proprio perché la sceneggiatura era superba e ce l’ha permesso! E comunque con Steven è ogni volta un’esperienza diversa.

Appunto, com’è stato lavorare con Soderbergh?

Damon:
Lavorare con Steven agisce ad un livello difficilmente raggiunto da altri. Gira, taglia e monta il film tutto insieme, al momento, nella sua testa, essendo allo stesso tempo regista, sceneggiatore, fotografo, montatore… Lavora in fretta e con tonalità ben precise, proprio perché parte da un’ottima idea e da una sceneggiatura fantastica. Forse solo uno come Clint Eastwood fa come lui, e se dovesse recitare per un altro regista glielo consiglio.
Più va avanti la narrazione e più il personaggio è folle. È il vero Mark Whitacre? Quando si comprano i diritti del libro si acquistano anche quelli della sua vita?
Fox: Solo quelli del libro, non della vita di una persona. E comunque ho trovato l’opera credibile, ben descritta, e che dà il senso del personaggio.
Burns: Proprio per questo nessuno di noi ha incontrato il vero Mark Whitacre, solo Jennifer Fox l’ha fatto.
Soderbergh: La decisione è venuta dal fatto che per film come Erin Brokovich – Forte come la verità e Che ho dovuto incontrare gli interessati, qui non ne ho proprio sentito il bisogno. Il film infatti è soggettivo, sogna, e parlare con gli interessati avrebbe solo danneggiato. Tra l’altro Whitacre mi ha detto che è molto accurato, quindi in futuro dovrò fare sempre così!

Il film parla della menzogna e della creatività di chi mente. Signor Damon, vorrei conoscere la sua opinione sul mentire e qual è la bugia più grossa da lei mai raccontata.

Damon:
Ci vuole una grande energia per mentire, e proprio per questo non lo faccio. Qui è divertente il modo in cui viene fatto. Whitacre non sbaglia mai finché non gli viene detto di smetterla. Quello sì che è un grandissimo momento, quella convergenza tra il monologo interno e quello esterno. Per quanto riguarda la bugia più grossa da me raccontata… Passo la domanda a Steven!

Soderbergh:
La bugia è importante e necessaria, altrimenti come posso rimanere magro? È vero, ci vuole energia, ma se dite la verità qualcuno vi ucciderà. Dobbiamo decidere per noi la sua portata.

Signor Soderbergh, cosa l’ha attratta del personaggio? Il castello di bugie costruito da Whitacre è simile a quello dei politici per confondere le acque?

Soderbergh:
Perché una bugia funzioni ci vogliono due personaggi, ed è così che i politici mantengono il proprio potere. Non mi sorprende affatto che i politici mentano, ma me l’aspetto. E che ci facciano bere le armi nucleari, le guerre ed i prezzi.
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