"Alpha Dog" , di Nick Cassavetes

La materia di questa pellicola, un feroce assassinio senza vere spiegazioni, rimane una scarna cornice. In mezzo, a parlarci della realtà di questa gioventù "bruciata", vittima o carnefice a seconda dei punti di vista, un'America distratta e indifferente, assopita dagli ipnotici meccanismi di una società divenuta palcoscenico per un teatro senza corpi.

Ripescando nella cronaca nera, neanche troppo remota, della provincia americana, Nick Cassevetes mette in scena le sue marionette con i calzoni corti protagoniste di una vicenda dai contorni surreali, ma assai inquietanti. Rimodellando la storia con i caratteri della ricostruzione giornalistica, fatta di finte interviste sporcate dalla fotografia sgranata e dal pesante trucco, il cineasta ci guida nel suo viaggio nella spaventosa e arida middle class statunitense, dove l'erba, il sesso, la violenza, i dollari facili, plasmano le vuote e pigre giornate dei ricchi figli della buona borghesia. In questo ameno contesto di villette a schiera con giardino di fronte e piscina nel retro si gioca a fare i gangster, con tanto di poster di Pacino-Scarface nel salotto, piccoli ras del quartiere con tanto di corte. Uno di questi è Johnny Truelove (Emile Hirsch) figlio d'arte. Il padre è un pigro Bruce Willis, con il vizio dello spaccio della droga che si ritrova a dover sequestrare quasi per caso, insieme ai suoi fedeli scagnozzi, tra cui Frankie Balanbacher (Justin Timberlake), Zack (Anton Yelchin), il fratellastro di un socio in affari, lo skinhead Jake Muzursky (Ben Foster), reo di non aver saldato il suo debito. Un sequestro maldestro e pasticciato che trascinerà gli improbabili banditi in una vorticoso gioco molto più grande di loro. Una fuga con l'ostaggio che nel suo rovescio della medaglia diventerà la liberazione dalla prigione dell'edipica adolescenza (la madre è un'addolorata Sharon Stone) per il piccolo Zack.  Carne fresca, come viene soprannominato dalla banda, che assaporerà le trasgressive libertà dei suoi carcerieri, nel frattempo trasformatisi in complici pigmalioni con cui condividere i piaceri della marijuana e dell'alcool. Fino all'inspiegabile esecuzione finale con cui la banalità del male compirà il suo efferato delitto. Alpha Dog sembra aspirare all'appartenenza ad un cinema di genere, con la solidità di una sceneggiatura scritta dallo stesso Cassavetes, ma di fatto non sceglie la strada della referenzialità,  cercando le tracce di un percorso già ben delimitato. Decide di deviare lo sguardo delineando una drammaturgia a metà strada tra lo spaccato sociologico e il racconto di denuncia. La materia prima, un feroce assassinio senza vere spiegazioni, rimane una scarna cornice, da dover tirare fuori solo per la necessità di un finale frettoloso. In mezzo, a parlarci della realtà di questa gioventù "bruciata", vittima o carnefice a seconda dei punti di vista, un' America distratta e indifferente, assopita dagli ipnotici meccanismi di una società divenuta palcoscenico per un teatro senza corpi

Titolo originale: id. 

Regia: Nick Cassavetes
Interpreti:Emile Hirsch, Justin Timberlake, Anton Yelchin, Sharon Stone, Bruce Willis, Ben Foster
Durata: 113'
Distribuzione: Moviemax

Origine: Usa, 2006

 

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