Sentieri Selvaggi: schede, trailer e recensioni dei film in uscita al cinema, recensioni dvd in uscita, trame film horror - tutto sui Festival di Venezia e Cannes - scuole e corsi di cinema, sceneggiatura, recitazione, critica cinematografica, fotografia, montaggio, regia e scrittura - università del cinema, documentari e scuole di cinema a Roma. Dal 1992, sempre per la rivista Cineforum, il gruppo di Sentieri selvaggi cura la rubrica Home video, denominata “Squarci di cinema”, che diviene uno spazio originale di studio e rivalutazione critica di registi e temi quasi mai affrontati dalle riviste di cinema. Dal ‘92 al  ‘97 “Squarci di cinema” non solo recensirà tutte le novità in videocassetta, ma lavorerà criticamente il cinema attraverso svariati temi. girare un documentario
     

POLEMICHE – La Fandango militarizza il Premio Solinas?

Da una mail giunta in redazione al dibattito esploso sul Forum del sito del Premio Solinas. qualcuno sta mettendo in discussione la serietà e la correttezza del più importante Premio di Sceneggiatura italiano. L’accusa è clamorosa: vi sarebbe un sostanziale “conflitto di interessi” tra il Solinas e la casa di Produzione di Domenico Procacci, la Fandango che, secondo gli accusatori, avrebbe letteralmente occupato il Premio con suoi esponenti e collaboratori sia nelle giurie che tra i finalisti.  Pubblichiamo qui sia la lettera giunta in redazione che la risposta, nel Forum, di Francesca Solinas. Per seguire tutto il dibattito andate sul Forum. Ovviamente daremo spazio a chiunque voglia replicare e intervenire sul tema.


il sito del Premio Solinas

LA MAIL GIUNTA IN REDAZIONE

 

Gentili esponenti dell'informazione cinematografica,
vi scrivo per porre alla vostra attenzione le ultime nuove sul Premio Solinas. Come saprete, il Premio Solinas è il concorso più prestigioso per le nuove leve della sceneggiatura, da almeno vent'anni fucina di nuovi talenti del Cinema italiano. Quello che non sapete è che negli ultimi anni le finali delle varie sezioni del suddetto premio si stanno trasformando in una vera e propria spartizione della torta tra i soliti noti (o amici degli amici dei soliti noti), quest'anno culminata con una militarizzazione del concorso da parte della più importante casa di produzione italiana, la Fandango di Domenico Procacci. Una casa di produzione che agli sconosciuti chiude le porte in faccia ("Mi dispiace, produciamo solo progetti interni"), ma che a quanto pare non disdegna di occupare, con mezzi tutt'altro che leciti, anche i pochi spazi rimasti liberi per gli aspiranti autori italiani. Come il Solinas, appunto. Una pratica, del resto, abbondantemente usata in passato dal Centro Sperimentale (che nel 2006 per la sezione Storie per il Cinema vide un gruppetto di allievi del Centro - Serena Cervoni, Mariano Di Nardo e Carlo Pisani - ricevere il premio dalle mani del loro professore Francesco Bruni). Veniamo al concorso di quest'anno e all'elenco dei finalisti, che forse già conoscete.

'D come Domodossola' di Filippo Bologna, Giovanni Carta, Giovanni Ferrara e Emanuele Scaringi; 'Fobie' di Tommaso Capolicchio, Federico Calamante; 'Happy Family' di Alessandro Genovesi; 'La seconda via' di Alessandro Grilli; 'Quando gli elefanti combattono' di Domenico Distilo, Guido Iuculano e Filippo Gravino; 'Salvo' di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia.

Tralasciando (ma mica poi tanto) il caso di ; 'Happy Family' di Alessandro Genovesi, tratta da un lavoro teatrale già noto, rappresentato e pluripremiato (in barba alla regola che vuole che gli partecipino al concorso in perfetto anonimato), adesso veniamo alla Fandango Connection, ovvero ai legami tra gli autori di alcune delle sceneggiature finaliste con la nota casa di produzione, presente in giuria con Laura Paolucci (responsabile sviluppo progetti Fandango), Johnny Palomba (speaker di FandangoWeb Radio e autore di numerose pubblicazioni per Fandango Libri) e Luca Bigazzi (noto direttore della Fotografia, autore delle luci di numerosi film della Fandango):

Gli autori di 'D come Domodossola', ben quattro, hanno tutti collaborato in passato con la Fandango, con molteplici funzioni.
Emanuele Scaringi, il più indaffarato del quartetto, ha realizzato i making off di ben quattro film della casa di produzione di Domenico Procacci (Caos calmo, Le conseguenze dell'amore, Lavorare con lentezza, Fascisti su Marte), oltre che aver sceneggiato il film "B.B. e il cormorano", prodotto dalla Fandango, ed essere stato aiuto regista del film "Velocità massima", prodotto da Fandango e sceneggiato da Laura Paolucci (membro della giuria del Solinas). Inoltre Scaringi ha lavorato per quattro anni presso la Fandango nell'area ricerca e sviluppo progetti.
Quanto agli tre autori, Filippo Bologna ha lavorato come redattore alla Fandango Libri. Giovanni Carta collabora con letture ed editing alla Fandango Edizioni. Giovanni Ferrara è il curatore di "Storie Brevi" (2008), di Andrea Pazienza, edito da Fandango Libri.

Veniamo a 'Quando gli elefanti combattono' di Domenico Distilo, Guido Iuculano e Filippo Gravino. Gli ultimi due sono stati co-sceneggiatori del film di Fabrizio Bentivoglio "Lascia perdere, Johnny", prodotto nel 2007 da Fandango. Quanto a Domenico Distilo, sulla sua pagina di Facebook (popolare "social network) compare tra la lista di amici Annamaria Granatello, direttore del Premio Solinas (ohibò!).

Alessandro Grilli, autore de 'La seconda via', ha frequentato il seminario "Produrre un film" tenuto da Domenico Procacci (Fandango).
Infine veniamo a 'Salvo' di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia. Entrambi sono stati sono sceneggiatori del film "Ogni volta che te ne vai" (2004), prodotto da Fandango. Un caso? Anche stavolta? Ok.

E adesso la ciliegina sulla torta. Come già saprete, il Premio Solinas e il movimento dei "Cento Autori" hanno annunciato oggi una collaborazione finalizzata a sostenere lo sviluppo dei progetti finalisti del Solinas. Ora, guarda caso, Fabio Grassadonia (Scuola Holden - Fandango), Domenico Distilo (Centro Sperimentale di Cinematografia), Guido Iuculano (Centro Sperimentale di Cinematografia), Filippo Gravino (Centro Sperimentale di Cinematografia), Antonio Piazza (Scuola Holden - Fandango) fanno parte del movimento "Cento Autori".

Questi sono i fatti. A voi le conclusioni.
Ricordandovi che ogni partecipante deve sborsare ben 120 euro (e che in caso di malafede si potrebbe benissimo parlare di truffa ai danni di sprovveduti aspiranti sceneggiatori), spero darete risalto a quanto vi ho esposto. Sono anni (decenni) che il Cinema italiano funziona (male) a causa della tendenza di far lavorare "i parenti" o "gli amici degli amici" ereggendo un vero e proprio muro di protezione che impedisca agli aspiranti autori che non hanno santi in Paradiso di emergere. Se anche questa denuncia passerà sotto silenzio, devo pensare che la connivenza tra industria cinematografica (industria si fa per dire.), istituzioni e concorsi vari si estenda anche agli organi d'informazione, alla critica militante che invece dovrebbe essere "dura e pura".

R.B.

 

LA RISPOSTA DI FRANCESCA SOLINAS NEL FORUM

 

Salve,
se può esser d'aiuto a rasserenare gli animi, attutire i clamori e abbassare le spade
condivido volentieri con voi brevemente l'esperienza e la conoscenza di chi segue il premio solinas
dalla sua nascita, avendogli dedicato la meglio stagione di passione e fatica.
L'accusa "che tanto vincono sempre i soliti raccomandati" non è certo cosa nuova. I venticelli
di calunnia iniziarono a circolare da subito: ti pare che in Italia possa esserci una iniziativa che
premia il merito (celebrato in effetti a tutt'oggi solo a parole) anziché soggiacere all'uso corrente?
Beh, sono passati ventidue anni e credo che i fatti, per chi abbia voglia di andarseli a ripassare,
abbiano ampiamente dimostrato che il buon nome che porta il premio non sia stato tradito.
Un nome che mi è stato ed è d'obbligo tutelare per rispetto ed amore verso chi ha saputo autorevolmente "scriverlo" nel cinema mondiale.

Ogni edizione ha la sua storia, ma avendo assistito e successivamente partecipato alla maggior parte
delle riunioni di giuria del premio solinas, posso testimoniare sulla serietà (e la fatica: non ve lo immaginate nemmeno cosa significa leggere tante sceneggiature non per dire mi piace/non mi piace, ma per articolare una valutazione da condividere e discutere con i colleghi giurati) del lavoro di selezione.
Del resto anche nell'ipotesi che un giurato ricevesse pressioni o volesse favorire un progetto, "non c'è
trippa per gatti" direbbero a Roma: convincere tutti gli altri su una sceneggiatura che non merita
sarebbe un'impresa, oltre che sospetta, molto ardua.
Ogni edizione è diversa,dicevo, certe annate sono affollate di buone cose, altre sono più fiacche, altre
medie. E' normale che nella mischia possa entrare in gioco un po'di fortuna nel navigare attraverso
i marosi della selezione. Ma il criterio di scelta è sempre e comunque la qualità dei progetti e chi legge
è tanto sconsolato quando deve scartare, quanto contento quando può portare avanti un'opera che l'ha convinto.
E tanta è la soddisfazione quando la fatica viene ben ripagata dai concorrenti, mentre lo scoramento è sommo quando si riesce a salvare ben poco.
Nel corso degli anni è stato più volte riesaminato il tema dell'anonimato e si è sempre deciso di lasciarlo per preservare la libertà del giudizio e la possibilità di concentrarsi solo sull'opera inviata al concorso.
E' capitato che qualche giurato conoscesse già un testo, in quel caso si asteneva sia dal voto che dalla discussione: direi più un handicap che un aiuto per il partecipante in questione.
Nell'era di Internet è ormai facile che ad un titolo si possa associare il nome, dovremmo costringere
i partecipanti ad una prassi da agente segreto: "manda il testo e poi ingoialo", oltre a tenere bloccati i
progetti rispetto a richieste di fondi. Ma non penso che questo infici il nostro metodo incentrato sulla
valutazione libera da condizionamenti dello scritto inviato al concorso. Posso assicurare che nessuno di noi è interessato ad andare a spulciare la rete in cerca di indizi sull'identità di qualche partecipante.
E spesso c'è la sorpresa, ad esempio, di trovarsi davanti un signore barbuto, mentre invece si era convinti che l'autrice fosse una fanciulla in fiore.

Il premio solinas è da sempre un trampolino di lancio per tutti, che premia e riconosce i singoli
talenti al di là di ogni presunta appartenenza. E' comprensibile il disappunto che assale ogni anno chi non ce l'ha fatta: scrivere una buona sceneggiatura, diceva Franco Solinas, è più difficile che scrivere un buon romanzo.

Grazie per l'attenzione e buon lavoro,

Francesca Solinas

 

Articolo del 19/10/2008
Commenti

  • 19/02/2009 22.06, di Gigi
    Signora Solinas,

    le onsiglio di leggere le regole per la partecipazione al zoetrope contest e ricopiarle pare, pare. E farle rispettare.

    Io non l'ho vinto quel concorso ma l'idea che ci sia dietro una pastetta non mi ha sfiorato.

    Cordialmente

    Gigi Pullara

    P.s.
    Potete riaprire il forum cortesemente?
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