DVD - "Conduct Zero", di Cho Keun-shi

Storia semplice e film stratificato in più piani narrativi senza un baricentro di racconto, un punto focale e cruciale dove indirizzare la visione: lo sguardo è continuamente sollecitato da continui sbalzi spazio-temporali. Edita Ripley’s HV


Conduct zero
Titolo originale: Pumhaeng Zero
Anno: 2002
Durata: 99’
Distribuzione: Ripley’s HV
Genere: Commedia
Cast: Ryu Seung-beom; Kong Hyo-jin; Shin Ji-hye
Regia: Cho Keun-shi
Formato DVD/video: Wide Screen
Audio: Coreano (DD 2.0)
Sottotitoli: Italiano

 

 

 

 

Conduct zero 2IL FILM
Opera non facilmente inquadrabile del regista coreano Cho Keun-shi, presentata qualche anno fa al Far East Fest di Udine. Conduct zero non lo si riesce ad afferrare, film sfuggente ed imprevedibile astratto e concreto al tempo stesso, lirico ed esilarante, che fatica ad entrare in una forma filmica ben delineata.
Siamo negli anni ’80 e Joong-pil (Ryu Seung-beom) è un teppistello osannato dai suoi compagni che esaltano ed amplificano le sue gesta fatte di risse e scazzottate; i problemi nascono quando il giovane si innamora di una studentessa modello (Shin Ji-hye): nascondere la storia e salvare l’onore del “guerriero” oppure arrendersi all’amore rendendolo pubblico? Storia semplice e film stratificato in più piani narrativi senza un baricentro di racconto, un punto focale e cruciale dove indirizzare la visione: lo sguardo è continuamente sollecitato da continui sbalzi spazio-temporali dove un appiglio “logico” sembra impossibile da trovare obbligando dunque lo spettatore a lasciarsi trasportare (o meglio fluttuare) dalle immagini. Pellicola che alterna stralci “alieni” (la sequenza della rissa che non può non ricordare Matrix  con persone che si sfidano a mezz’aria)  ed immagini crude e realistiche (lo scontro  tra Joong-pil ed il suo rivale) a momenti non privi di romanticismo e poesia (il bacio tra Joong-pil e la ragazza amata).
Vale la pena soffermarsi un momento su come il cinema sud coreano sia “specializzato” nel raccontare storie di studenti non proprio perfetti. In Gangster High di Park Ki-hyung erano addirittura intere bande di ragazzi della scuola che si scontravano in risse violentissime ed estremamente realistiche (al contrario del cinema di Hong Kong dove la coreografia riveste un’importanza basilare), anche in Conduct Zero si parla di scuola e di ragazzi difficili ma in questo caso la violenza non è unico filo conduttore della vicenda, trovando spazio infatti anche l’amore, benché fugace e l’amicizia. Ma quel che emerge in entrambi i film è un disagio giovanile, una difficoltà di accettare se stessi e l’altro, una rabbia ed un dolore repressi che trovano sfogo nella prestazione fisica, nella lotta quale momento di catarsi verso una condizione giovanile dolorosa irta di difficoltà e dubbi esistenziali.

 
Conduct zero 3IL DVD
Non c’è molto da dire su questo dvd della Rypley's perché le opzioni sono praticamente nulle così come i contenuti speciali. La traccia audio comprende solo un 2.0 in lingua originale con sottotitoli in italiano, audio che però risulta estremamente chiaro senza difetti di sorta. Contenuti extra assenti ed è un peccato perché sarebbe stato interessante poter seguire le interviste ed il backstage di un film così deliziosamente “inafferrabile”.

 

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