Sentieri Selvaggi: schede, trailer e recensioni dei film in uscita al cinema, recensioni dvd in uscita, trame film horror - tutto sui Festival di Venezia e Cannes - scuole e corsi di cinema, sceneggiatura, recitazione, critica cinematografica, fotografia, montaggio, regia e scrittura - università del cinema, documentari e scuole di cinema a Roma. Dal 1992, sempre per la rivista Cineforum, il gruppo di Sentieri selvaggi cura la rubrica Home video, denominata “Squarci di cinema”, che diviene uno spazio originale di studio e rivalutazione critica di registi e temi quasi mai affrontati dalle riviste di cinema. Dal ‘92 al  ‘97 “Squarci di cinema” non solo recensirà tutte le novità in videocassetta, ma lavorerà criticamente il cinema attraverso svariati temi. girare un documentario
     

VIDEOCLIP - "We share our mothers' health", dei Knife

Inquietante video di animazione, giocato sui rapporti cromatici di tre colori: il rosso, il nero e il bianco. Attraverso figure grottesche e macabre, riferimenti al mondo sadomaso e sanguinose intuizione visive, Motomichi Nakamura crea un immaginario di assoluta originalità, nel quale si riflette gran parte della sua produzione artistica. GALLERIA FOTOGRAFICA - VIDEO


Scelte cromatiche nette, sicure, decise. Rosso, nero, bianco. Un uso del colore che corrisponde ad un progetto estetico ben preciso, quello che caratterizza le opere di Motomichi Nakamura. Un cielo rosso, poi bianco, nel quale volano strani animali, dalle ali di pettine, dalle forme morbide. Lasciano cadere oggetti sferici che colpiscono corpi distesi, orizzontali, dalle vaghe sembianze umane. Quando un corpo viene colpito, si anima. I colori determinano le caratteristiche del corpo. Una mano scorre su quelli che sembrano strumenti medici. Uno dei corpi schiaccia un oggetto sferico. Il corpo inizia a sanguinare, come ferito. Macabre intuizioni visive. I corpi camminano sul tetto di un palazzo, si lasciano cadere nel vuoto. Gli strani animali volteggiano. Presagi di morte e dolore. Presagi di sofferenza. Un nuovo essere appare. La sua bocca canta un lamento d’amore. Ancora quegli strani strumenti medici. Una mano spinge forme appuntite, uno degli strumenti le tira. Lo stretching è una pratica sadomaso in cui si tirano i capezzoli dello slave per procuragli un misto di godimento e sofferenza.
Il nuovo essere apparso è uno slave. Lo vediamo con le braccia incatenate a quella che sembra essere una cintura di castità. Gli strumenti medici che avevamo visto prima non sono altro che strumenti di tortura. Lo slave canta il suo lamento d’amore. Una mano continua ad afferrare oggetti. Lo slave ringrazia con la sua voce, trema e impara a conoscere il meraviglioso confine dove dolore e piacere diventano un’unica intensa emozione. 

Motomichi Nakamura è un’artista poliedrico, che non usa solo il video per dare forma alla sua arte. Si occupa anche di sculture plastiche, fotografia, dipinti. L’unica costante di tutti i suoi lavori è l’utilizzo degli stessi colori di questa animazione ovvero il nero, il bianco e il rosso.

Lo stile usato in questo video è minimalista, con figure semplici e allo stesso tempo uniche, originali, capaci di creare forti conflitti emotivi nello spettatore. Il dinamismo dell’animazione è dato soprattutto dai repentini cambi di colore e dai forti contrasti cromatici. L’utilizzo del rosso dà alle animazioni la forza del sangue, l’apertura di continue ferite sulla superficie delle immagini trasmette un senso di disagio, quasi di paura. Il bianco e il nero servono per creare un’opposizione cromatica capace di far risaltare la nitidezza delle forme, dei loro contorni.

Si rimane inquieti davanti alla visione delle grottesche figure che volano, dei corpi che vagano senza testa, di quell’essere incatenato a se stesso, che canta con una voce calda e amorevole. In questo video l’animazione ha connotazioni adulte, sperimentali. Espressive di un universo artistico privato, senza compromessi. I richiami al mondo del sadomaso creano ancora più instabilità, perché forse non riconoscibili da tutti e quindi non riportabili a canoni visivi e interpretativi comuni. Il video, grazie anche alla completa libertà espressiva concessa dal gruppo svedese The Knife, offre all’artista la possibilità di dare libero sfogo alla propria immaginazione, senza limiti di sorta e trasforma in un tessuto visivo di assoluta originalità una matrice musicale difficilmente riconducibile a generi adatti ad un facile consumo e a una immediata fruizione.



IL VIDEO

Articolo del 19/02/2008 di Emiliano Bertocchi
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