LIBRI DI CINEMA - "Lamerica di Gianni Amelio" di Sergio Gatti

La piacentina Morpheo, pubblicando questo saggio, grazie alla lunga intervista con l'autore ci permette di entrare nella struttura del film, ma più in generale approfondisce la complessa filmografia di Amelio

LAMERICA DI GIANNI AMELIO

Sergio Gatti

Morpheo

Prima edizione: Gennaio 07

219 pag. - 14,00 euro

La piacentina Morpheo, che privilegia la vendita attraverso la rete, ha da poco dato alle stampe Lamerica di Gianni Amelio. L'autore è Sergio Gatti, non nuovo alla scrittura per il cinema, ma qui alla sua prima prova che ha trovato la strada della pubblicazione. La ricerca sul film avviene attraverso l'analisi del metodo di costruzione e di lavoro seguito da Amelio durante faticosa realizzazione del film.

Le vicende e soprattutto le peripezie che hanno segnato la lavorazione del film sono squadernate nelle quasi 70 pagine dedicate all'intervista di Amelio. Gianni Amelio è regista disponibile a raccontare il proprio lavoro e lo fa sempre attraverso una analisi che non è solo linguistica, ma anche narrativa semplificando i concetti, senza semplicismo, ma affinché la comprensione sia più larga possibile. Su queste stesse pagine, nel segnalare l'uscita del dvd dell'ultima fatica del regista calabrese, si sottolineava proprio questa sua estrema propensione alla didattica del film, ai fini di una sua più profonda analisi, ma anche su un livello più comune in cui anche la narrazione delle vicende di lavorazione che possono influenzare e determinare le scelte artistiche, assumono il loro rilievo nell'economia complessiva del film. Proprio sotto questa luce, il corpo principale del testo, costituito dalla lunga chiacchierata, riportata (si crede, stando alla resa sulla pagine) per lo più letteralmente, diventa strumento davvero anamorfico per la visione successiva del film. La mole di notizie, accadimenti, soluzioni, persone e personaggi, contatti, negazioni e mantenimento di difficili equilibri in un Paese come l'Albania post-comunista, dove il film è stato girato per gran parte, si potranno apprezzare proprio ad una rinnovata visione che consentirà la decodificazione sullo schermo di quelle notizie consentendo alla spettatore di entrare con più che sufficiente conoscenza nella struttura realizzativa del film e allo studioso di operare le necessarie comparazioni tra questa e le altre opere dell'autore.

Ancora una volta quindi una riflessione sul cinema di Amelio sospinta proprio dal libro di Gatti e soprattutto da quella parte interessante e originale "........" nella quale l'autore del libro analizza i punti di contatto tra L'america e Il ladro di bambini.  Riguardando la complessa filmografia dell'autore non può sfuggire che si tratta e si è sempre trattato di un cinema eticamente ineccepibile, un cinema che guardando alla marginalità dei luoghi (a quando una riflessione sull'itinerario geografico del cinema di Amelio?) e a quella apparente dei personaggi, accade che possa costruire una piccola epopea a lenti rovesciate in cui il marginale assume una ineludibile centralità etica. Laddove il compromesso è quotidiano, il cinema di Amelio lavora sull'opposta ipotesi esaltando, proprio attraverso le sue scelte geografiche, ogni subdola contraddizione. Il libro di Gatti puntando molto sul diretto rapporto con l'intervistato permette l'emergere di queste soluzioni direttamente desumibili dalle parole di Amelio.

Ma il libro comprende anche la filmografia di Amelio punteggiata dalla rassegna stampa dell'epoca dei film. sezione preziosa questa in quanto la ricostruzione della carriera dell'autore è minuziosa comprendendo anche gli spot pubblicitari e le opere più trascurate di cui si è occupato.

Una altrettanto ricca rassegna stampa e una bibliografia sul film analizzato occupa la terza parte del libro che contiene anche una analisi della sceneggiatura.

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Sono presenti 1 commenti
 
  1. il film è bello ma un pochetto lagnoso

    Inviato da vvvvvvvvvvvvvv il 15/04/2009
 

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