"Tra due mondi" di Fabio Conversi

Sotto il costume... poco; anzi, andrebbe spolverato oltre che rattoppato. "Il Gattopardo" ha lasciato solo le briciole. Nel film, la storia non è sfondo ma è proprio in fondo, granitica. Due mondi, due blocchi senza sbocchi: il cinema si fa da parte e non guadagna posizioni.

Nel 1857 la Sicilia è lo scenario risorgimentale più azzeccato. I movimenti insurrezionali si espandono a macchia d'olio; alleanze e contralleanze, per le Italie, si alternano a ritmo vertiginoso. Da che parte stare?  L'ufficiale francese Loyola non ha dubbi: sceglie la legge. Ma quale legge, quella dei briganti che hanno sete di vendetta in nome di una rivolta sociale, o quella dei suoi eserciti, paladini di giustizia sommaria. Ha un conto in sospeso con Grifone, il brigante, che gli ha sottratto la donna, proprio sull'altare. Ma se sapesse che Grifone è divenuto un fuorilegge solo per amore e non per motivazioni ideologiche, allora forse tutto sarebbe più chiaro.  Chiaro come la fame e l'ignoranza che spegnevano ogni senso morale del "movimento rivoluzionario", trasformando il campo di battaglia in una gara di violenza e crudeltà.  Due mondi a testa e il cinema come inframondo. Mostrare o alludere alle grandi svolte storiche stringendo il macro al micro, l'evento alla vita: sarebbe questo il compito. Sarebbe... Piani di conflitto in cui la materia-immagine sarebbe analisi, presa di posizione. Sarebbe... La sistemazione delle scene all'interno del quadro  "storico" non rilascia alcun epica vibrazione: i continui primi piani vorrebbero occultare "l'orologio del centurione"? Lo spazio soffoca, manca il respiro del passato; manca un passato credibile quando lo spazio non si espande con il tempo. Tutto recintato: il cinema è il testimone di staffetta dove tutto è calibrato, eccessivo come il sangue  rosso condimento. Sotto il costume... poco;  anzi, andrebbe spolverato oltre che rattoppato. Il Gattopardo ha lasciato solo le briciole. Nel film, la storia non è sfondo ma è proprio in fondo, granitica. Due mondi, due blocchi senza sbocchi: il cinema si fa da parte e non guadagna posizioni.

 

Regia: Fabio Conversi
Sceneggiatura: Claver Salizzato, Vito Zagarrio
Fotografia: Vincenzo Marano
Montaggio: Mirco Garrone
Musica: Pino Donaggio
Scenografia: Antonello Geleng
Costumi: Sergio Ballo, Alessandro Lai
Interpreti: Stephan Freiss (Loyola), Lorenzo Crespi (Grifone), Michele Placido (Uzeda), Bianca Guaccero (Angelica), Tony Sperandeo, Anna Maria Petrova
Produzione: Morgan Film
Distribuzione: Esse&bi Cinematografica
Durata: 88'
Origine: Italia, 2001

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