Assassinio sull’Orient Express, di Kenneth Branagh

Attraverso tutta la sua carriera, da interprete e da autore, Kenneth Branagh ha sempre voluto rappresentare un’idea di cultura britannica accademica. Il suo amore viscerale per Shakespeare, faro che ha illuminato la sua vita teatrale e molte delle sue pellicole più riuscite (dal suo esordio registico con Enrico V fino a quel Thor della Marvel, grondante riferimenti al Bardo), il suo continuo rifarsi all’opera e alla figura di Laurence Olivier e, non secondario, anche la sua piccola partecipazione all’universo potteriano di J.K. Rowling, sono tappe decisive di un cammino che, quasi simile ad un programma studiato, ha toccato tutte le vette più importanti del “Made in U.K.”.  A questa traiettoria mancava giusto un ultimo tassello, il giallo classico. Il vuoto “inaccettabile” è stato riempito, quindi, con la nuova trasposizione di Assassinio sull’Orient Express, tornato nelle sale a quasi quarantacinque anni dalla versione di Sidney Lumet.

Certo, per il piano di Branagh, non poter mettere le mani sullo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle è stata una decisione difficile d’accettare (troppe le versioni del personaggio che hanno riempito i cinema e le televisioni in questi anni) ma l’idea di orientarsi sul Poirot di Agatha Christie si può considerare altrettanto coerente. Con Assassinio sull’Orient Express, infatti, Branagh ha la possibilità di confrontarsi non solo con un altro gigante della letteratura mainstream inglese ma anche di inserirsi in quel filone revival-postmoderno che sta trasformando i vari detective dall’acume eccezionale in eroi di cinema d’azione, a metà strada tra il sociopatico e/o bizzarro genio all’atleta perfetto. Branagh, indossando i panni del protagonista, adatta Poirot allo spirito del tempo, rendendolo il perfetto hipster hero (e nei suoi baffi eccessivi c’è tutta la sua furba attualizzazione), in un finale con forzato accenno di franchise che ricorda più il Batman Begins di Nolan che i classici del genere.

assassinio-sull-orient-express 2Assassinio sull’Orient Express, poi, vive la stessa condizione delle altre pellicole dirette e interpretate da Branagh, dove regista-attore, con un po’ di vanesia teatralità, prende su di sé il peso del film-pièce, circondato da una nutrita ed eccezionale compagnia d’attori spalle. Come nel suo Hamlet, il film diventa così lo sfoggio di bravura di un capocomico che permette ai suoi talentuosi compagni di scena di dimostrare la propria bravura solo se strumentale al rapporto con il protagonista. In questo gioco interpretativo da palcoscenico, alcuni attori sono a loro agio (Derek Jacobi, Judi Dench, per la bellezza del suo ruolo anche Michelle Pfeiffer), altri invece ne rimangono schiacciati (Willem Dafoe, Penelope Cruz). L’unico a sfuggire da questo meccanismo è Johnny Depp, impegnato negli ultimi anni in un percorso che sta sfruttando il suo pessimo invecchiamento per aprirsi a nuove possibilità. Come già visto in Animali fantastici e dove trovarli, il corpo sfatto dai vizi e dalla stanchezza di Depp ben si presta alla caratterizzazione del villain perfetto e vissuto, rendendolo, come il suo viscido e ambiguo Mr.Ratchett dimostra, un concreto e viscerale corpo cinematografico.

Detto ciò, Assassinio sull’Orient Express è un perfetto giocattolo d’intrattenimento, dove l’impostazione teatrale d’ordinanza è inserita come un tassello in un calcolato quadro generale composta anche da tocchi esotici, estetismo di maniera, vintage d’annata e scenografie favolistiche. Un divertissement che, tra movimenti di macchina intelligenti e trovate visive accattivanti, adempie perfettamente al suo scopo di intrattenimento. Scardinando totalmente dal racconto la claustrofobia e il perfetto meccanismo deduttivo, però, il film di Branagh ha davvero ben poco da spartire con Agata Christie se non un divertito, vago e commercialmente furbo, omaggio all’opera dell’autrice.

 

 

Titolo originale: Murder on the Orient Express
Regia: Kenneth Branagh

Interpreti: Kenneth Branagh, Johnny Depp, Penélope Cruz, Judi Dench, Olivia Colman, Daisy Ridley, Michelle Pfeiffer, Willem Dafoe, Lucy Boynton, Josh Gad, Tom Bateman, Derek Jacobi, Leslie Odom Jr., Marwan Kenzari, Miranda Raison
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 114′
Origine: USA, 2017

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