Auguri per la tua morte, di Christopher Landon

Creare un universo di spiccata riconoscibilità è fra gli obiettivi principali delle major odierne, in particolare delle “nuove” piattaforme on demand. Agl’albori, la Universal ha sposato il campionario di serie B, prodotti di genere, in particolare horror, sfornando gli antesignani di chissà quante derive. In quest’ottica non va presa sotto gamba la collaborazione con le neonate Netflix e Blumhouse. Due goal, un primo di carattere puramente economico (spartizione degl’introiti tra home video e visione online, chiaramente dopo la classica release) e un secondo più teorico e se vogliamo idealista: consentire al pubblico una familiarità contraria allo spaesamento e alla confusione d’offerta, e quindi architettare dimensioni comode, rassicuranti, riconoscibili. Netflix investe risorse di vario genere per intercettare gradimento (pollice in alto/basso al termine delle visione), interessi (invasione degna di Attila sui social: vediamo il trailer più cliccato, il prodotto con più fan art o post su Instagram, ecc.) e il buon vecchio orientamento (quali sono i trend topic?); La creatura di Jason Blum non possiede lo stesso armamentario. Ma, fidelizzando al suo marchio attraverso una valanga di pellicole di genere, Paranormal Activity, Insidious, il più recente Scappa- Get Out, e aprendo il radar alla tematiche più netflixiane, non solo spera in un successo entro la propria corsia ma anche nell’accoglienza nel più capiente grembo Netflix. Naturalmente, proprio come quest’ultima, Sense8, va detto che anche Blumhouse si concede i propri slanci pseudo autoriali, vedi The Reader o il pluripremiato Whiplash.

Tree, una promettente Jessica Rothe, è costretta a rivivere il giorno del suo compleanno, alimmagini.quotidiano.net termine del quale viene assassinata da un killer con coltello. Dietro Auguri per la tua morte c’è Christopher Landon, sceneggiatore di vari Paranormal Activity, regista dello spin-off Il segnato, un rampollo della dinastia. Il suo è un buon lavoro di innesto, tralasciando elementi canonici di genere e risultato. Anzitutto la protagonista sconta il bitch rehab, una sorta di eviscerazione dai fattori propri della dissoluta festaiola membro della confraternita delle finte perfettine: se ha il leading role, deve cambiare attitudine, altrimenti finirà come la maggior parte delle bionde del genere slasher. L’analogia con Scream, in particolare il secondo capitolo, non sfuggirà al pubblico amante di Craven, sebbene il terreno Scary Movie sia assai prossimo, visto l’ammicamento Blumhouse alla Marvel.

Appurato che siamo nell’epoca del bombardamento di informazioni, dove tutto o quasi è exclusive news, se ci trovassimo di fronte al genio della lampada, in moltissimi gli chiederemmo di fermare le lancette. Respirare deprivati dall’ansia del fare, ascoltare, e vivere senza il prefisso sopra. Il recente Prima di domani, di Ry Russo-Young, utilizzava il loop come apoteosi non tanto di un coming of age quanto di una parabola cristologica; continuare, anche all’infinito, prima di tagliare il filo giusto. Auguri per la tua morte si comporta allo stesso modo, ma solo parzialmente. Tree è obbligata a scovare il suo uccisore, e come la protagonista di Prima di domani deve rimboccarsi le maniche, Schermata-2017-06-15-alle-21.34.59scegliendo ogni giorno che comportamento adottare, naturalmente togliendosi qualche sfizio per strappare un paio di sorrisi. La parte interessante è che nel lavoro di Landon la stanchezza è palpabile, come se Tree fosse intrappolata nello stesso video che parte e riparte se non c’è scrolling. Stare eternamente in ventiquattr’ore aiuta, alla fine, a risolvere problemi di varia natura, vedi il rapporto con gli uomini, in particolare con il padre, ma il regista riesce ad aprirsi uno spiraglio, soffermarsi, in poche battute, in pochi campi-controcampi, sullo sfibramento più totale, su quel bisogno di disinnescare il dispositivo. Al tempo stesso, comprende i termini della visione odierna, soprattutto se indirizzata agli adolescenti. Auguri per la tua morte è in effetti una sorta di calcolatore automatico di scommesse con la morte, un tutorial, o meglio, più tutorial sul “come fare a”, un ensemble di filmati YouTube. Come Tredici, l’whodunit non mira tanto allo smascheramento del colpevole, quanto alla raccolta dati, quel riempirsi ossessivo di info a partire dal fatto. Per questo Landon ha bisogno di quella breccia microscopica. La percentuale orrorifica non esiste, e non solo per motivi commerciali; estinti personaggi alla Veronica Mars, avendo il seriale salpato verso lidi più floridi, è il teen movie a genere horror ad accollarsi l’onore. Non potendo contare su più di novanta minuti, tanto vale regalare una visione quanto più vicina all’abitudine domestica, vecchio e nuovo stampo.

 

Titolo originale: Happy Death Day
Regia: Christopher Landon
Interpreti: Jessica Rothe, Israel Broussard, Ruby Modine, Rachel Matthews, Charles Aitken, Jason Bayle, Phi Vu, Donna DuPlantier
Distribuzione: Universal
Durata: 96′
Origine: USA, 2017

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