Blog DIGIMON(DI) – 200 giorni dopo…il ritorno dei Blog

(ovvero scrivere di cinema al tempo degli hacker)

Il 25 settembre 2017, alle ore 16.02, così si “discuteva” di Sentieri selvaggi in rete…

 

Il nostro Luca Marchetti ci segnalava – nella chat redazionale – questa “dichiarazione di hackeraggio” che coinvolgeva i due nostri siti, sentieriselvaggi.it e scuolasentieriselvaggi.it, nonchè il blog di Sentieri selvaggi.

Da allora sono passati circa 200 gg (in realtà 214) in cui abbiamo dovuto rimettere mano a tutti i nostri siti e blog, “rifacendo” da capo il Sito della Scuola, risistemando e ridefinendo le protezioni del sito di Sentieri selvaggi, cambiando server e, buon ultimo, ricostruendo il vecchio Blog dentro la nuova sentieriselvaggi.it.

Un lavoro enorme, faticoso e invisibile, che però come spesso accade, a partire da una negatività (qualcuno che si impossessa del tuo sito per chiedere soldi) siamo riusciti a trasformare in un’occasione per migliorare le nostre forme tecniche e macchine di comunicazione.

Ed ecco che oggi, 27 aprile 2018, possiamo finalmente ripartire con il Blog di Sentieri selvaggi. Ricostruito integralmente dalle “ceneri virtuali” del vecchio (ma se volete divertirvi a giocarci è ancora disponibile sul web.archive.org ) il  Blog è stato reintegrato nel grande database di sentieriselvaggi.it, di cui è ora parte attiva e libera, con lo stesso stile e vocazione, ma con dei vecchi/nuovi compagni di viaggio (e nuove firme che presto si aggiungeranno al gruppo di blogger).

Fare un blog nel 2018 è forse decisamente molto diverso che pensarlo e realizzarlo nel 2010: 8 anni dell’era digitale sono un periodo lunghissimo, dove le trasformazioni dei linguaggi e della rete sono state clamorose e profonde e, oggi, rileggere quei post, rappresenta più una curiosa narrazione “in diretta” che ci raccontava di come stavamo cambiando…

Oggi siamo al bivio enigmatico e cruciale tra le short stories e le long stories, ma anche dentro un web che “credevamo morto”, ma che invece sembra non solo resistere ma anche reinventarsi, dentro/fuori il mondo delle app e dei dispositivi “chiusi”. Anni fa sembrava che il mondo “chiuso” dell’Ipad prefigurasse nuove strade e strategie del mercato e dell’immaginario, e invece oggi le app chiuse sembrano avere meno prospettive di successo dei “contenitori aperti”, e le aziende che hanno commercializzato gli smartphone hanno scoperto che possono essere dei grandi distributori di servizi e di app, e che gli utenti sono persino disposti a pagarle (o a pagare per i servizi che offrono). Nel frattempo i siti sono diventati “responsive”, la lettura e la composizione dei testi è diventata sempre più fluida, leggiamo su schermi digitali dappertutto, e siamo quasi troppo stanchi per leggere ancora…

Comunque e in ogni caso testardamente continuiamo a postare le nostre storie, e curiosamente ripartiamo, oggi, proprio da quel “camminare” dal quale, nel lontano 1997, eravamo già allora ri-partiti, per affrontare le insidie della rivista di cinema…

Dalla camminata di Kitano al camminare di Herzog, passando – sempre – per un’idea di cinema (e di vita?).

Proseguiamo, buone letture.