Blog NET NEUTRALITY – A Roth(a)

La fine è così immensa e la sua stessa poesia non ha bisogno di grandi retoriche ma solo di parole semplici..”. Ecco, parole semplici per Philip Roth, per molti il più grande scrittore contemporaneo, per l’uomo degli intrighi e dei complotti, della lingua muscolare, tanto da dimenticarci la trama a metà romanzo. È successo al sottoscritto diverse volte. Dimenticarsi la trama e perdersi nelle immagini, nello sguardo dei personaggi, questa non è soltanto semplicemente letteratura, è qualcos’altro, forse cinema, magari. Macchie, pastorali, teatri, patrimoni, i pezzetti di vita si scollegano, ogni pezzo va per conto suo, non c’è più una direzione: c’è solo l’azione nevrotica o la stasi nevrotica per dimenticare che poteva esistere una direzione. Tutti i frantumi della giornata e degli anni sembrano nemici di quell’ora in cui potremmo fermarci, ma vivi al di fuori del tempo morto: come accade nella magia della letteratura di Roth.

 

“Solo scopando si è vivi…”, pare abbia detto una volta, e questo avrebbe fatto indisporre qualche nostro critico letterario, come la storia della misoginia riscontrabile nei suoi personaggi femminili… e poi però restano i suoi libri, il mancato riconoscimento del Nobel e l’effetto di dipendenza dalle sue pagine, magari non sempre le più belle di sempre, ma certamente le più sentite, come masturbarsi davanti la tomba della moglie. Leggere è poca cosa, un piccolo fuoco acceso nel buio dei tempi difficili, secondo Roth, ma a volte il poco è la scintilla di un incendio: non resta che partire da dovunque per arrivare là dove la vita è più vita, là dove tutto ci dice che ciò che abbiamo bisogno dobbiamo imparare a immaginarlo. Ciò che è essenziale per le nostre vite non ha niente a che fare con l’attualità o l’estrapolazione a caso di una frase, di un pensiero, di un frammento. Tutto ciò che ci sveglia dal sonno e ci rende vivi non è né giovane né vecchio, né rivoluzionario né conservatore: forse che bellezza e verità sono vecchi o giovani, conservatori o rivoluzionari?

L’attualità sarà tra un attimo vecchiaia e putrefazione: ciò che è vivo rinasce continuamente, e ricomincia a ogni istante. Leggere per vivere (anche se negli ultimi anni della sua vita; Roth aveva smesso di interessarsi ai romanzi, ma solo saggi storici, per trovare il senso della realtà…) significa agire attraverso le metamorfosi che moltiplicano e modellano la nostra personalità, esercitandoci nella scienza esatta dell’immaginazione: e poche azioni sono paragonabili a questo risveglio ebbro che assorbe tutta intera la persona e la fa vibrare di energia, sprofondandola nell’amore per il mondo e trascinandola fuori dall’ora e dell’illusa attualità, l’ora che ignora di essere già passata. In mezzo a sussulti di passione e smarrimenti di pena, nelle vite che ci vengono rubate e nelle ore felici, nei sogni che gridano e nelle aurore che ancora sorgeranno, non ci resta altro da fare che cominciare a diventare vivi. “Sono come un dottore di un reparto di medicina d’urgenza e sono anche il caso più urgente…”.