Box Office 2016

L’ultimo week-end del 2016 ha confermato il controllo totale di Rogue One sul mercato natalizio e i progressi della sua marcia di avvicinamento a Finding Dory per il titolo di film più ricco dell’anno. La distanza tra le due produzioni si è assottigliata a trenta milioni di dollari e lo spin-off di Star Wars sembra avere abbastanza benzina per effettuare il sorpasso e per sfiorare i cinquecento milioni finali. L’avventura derivata in una galassia lontana lontana ha conservato il primo posto per la terza volta consecutiva ma questa volta l’attacco di Sing della Illumination è stato più deciso. La nuova proposta dello studio di Chris Meledandri ha sfiorato i cinquanta milioni e ha accelerato sensibilmente il suo passo verso i duecento milioni. Il suo obiettivo è quello di scavalcare Moana della Disney intorno ai duecentotrenta milioni mentre entrambi dovrebbero attestarsi sul mezzo miliardo worldwide. Lo sforzo comune dei contendenti ha permesso ai volumi complessivi del 2016 di reggere il confronto con i record storici di The Force Awakens e di confermare un buon margine su quelli del 2015. Hollywood ha raccolto quasi undici billioni e mezzo di dollari e anche la bigliettazione è stata leggermente in crescita. Se si tiene fuori lo scivolone del 2014, i produttori possono affidarsi ad un pubblico che da cinque anni conta stabilmente un miliardo e trecento milioni di unità. Il rafforzamento sul mercato cinese aumenta le prospettive in un frangente in cui la concorrenza di piattaforme come Netflix diventerà sempre più agguerrita. La Illumination e il suo exploit estivo con The Secret Life of Pets sono stati gli unici incomodi in un anno che ha visto un dominio imbarazzante della Buena Vista. Le sorti dell’industria cinematografica dipendono sempre di più dall’affidabilità e dalla longevità di un franchise e la sua politica di acquisizioni ha raccolto tutti i suoi profitti nel 2016. L’assorbimento della Marvel e della LucasFilm ha garantito le entrate che solo un fandom internazionale può assicurare e la serialità contingente dei due marchi offre soluzioni narrative e blockbuster a getto continuo… Il risultato è stato che la Disney ha piazzato quattro titoli tra i cinque migliori incassi dell’anno ed è stato l’unico studio a metterne qualcuno sopra ai quattrocento milioni. Rogue One appartiene al mondo di Star Wars mentre Finding Dory ha il timbro della Pixar. L’etichetta della Marvel sui quattrocento milioni di Civil War chiude il cerchio sul successo dei suoi investimenti passati. La Disney ha fatto centro anche con le sue produzioni in proprio e grazie a Zootopia e a The Jungle Book il suo contingente tra i primi dieci titoli dell’anno si allarga a sei elementi. Gli unici che hanno tenuto botta sono stati la Illumination Entertainment e la Wmost-anticipated-movies-2016arner.
L’inatteso trionfo di Deadpool della Fox appare estemporaneo e appartiene ad una dei pochi personaggi della casa editrice che ancora non è tornato alla base. The Secret Life of Pets è stato all’altezza del ciclo di Despicable Me e ha egemonizzato il mercato dell’animazione insieme a Finding Dory. Il loro duello ha saturato quel settore del mercato al punto da annichilire i rivali e a decretare la fine di Ice Age della Blue Sky con i sessantacinque milioni di Collision Course. I numeri di Kung Fu Panda 3 della Dreamworks sono stati dignitosi ma non competitivi con quelli dei rivali. La Warner ha cercato di far fruttare la partnership con la DC Comics ma ha dimostrato di non aver ancora calibrato le potenzialità del suo portafoglio di eroi. Dawn of Justice doveva essere la rampa di lancio del suo progetto all-star ma lo storico incontro tra Superman e Batman non ha rispettato completamente le attese. Il risultato identico di Suicide Squad è stato proporzionalmente più esaltante ma il fatto che i villains incassino come i buoni conferma che lo studio non è ancora entrato in pieno nel mood dei fumetti. Il tentativo di rinnovare la fama e i trionfi di Harry Potter ha dato risposte contrastanti ma Fantastic Beasts and Where to Find Them ha avuto un solida rendimento internazionale e la nuova saga di J. K. Rowling si è garantita altri episodi. Il mercato cinese ha salvato Warcraft dalla scomoda posizione di flop dell’anno e il suo caso è destinato a fare scuola. Il videogame-movie è rimasto al sessantaseiesimo posto negli Stati Uniti ma con duecentoventi milioni è stato il terzo migliore incasso dell’anno nel redditizio paese asiatico. La scena orientale non è bastata a supportare le ambizioni di rinascita del peplum e Ben-Hur della Fox e Gods of Egypt della Lionsgate hanno lasciato dietro di loro solo il conto spese. L’onore del disastro dell’anno spetta soprattutto a loro…

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