Box Office USA – Gennaio 2017, i promossi

Il mese di gennaio è storicamente uno dei dump months della tradizione americana ma nonostante i suoi limiti ha regalato i primi vincitori e i primi sconfitti del 2017. La partenza complessiva del mercato ha cercato di tenere il passo con i risultati degli ultimi due anni e con il loro sforzo di liberarsi di questa cattiva fama. Le entrate si erano sorprendentemente stabilizzate sopra al miliardo di dollari e quelle cifre non sono state pareggiate. Il calo dei blockbuster ha pesato e il prepotente ritorno di Night M. Shyamalan non è bastato a compensare le perdite. La soglia è stata mancata per un soffio ma gli incassi sono comunque in rialzo rispetto agli standard abituali di questo periodo di letargo.

PROMOSSI

SPLIT, di Night M. Shyamalan

Il regista indoamericano ha mantenuto il basso profilo dopo il costante declino dei suoi blockbuster. La scelta è stata forzata dopo che il suo nome aveva accompagnato una lunga lista di insuccessi e non poteva più garantire gli investimenti necessari alle sue ambizioni. Il suo ritorno al low-budget aveva avuto un buon riscontro con The Visit nel 2015 ma Split è andato persino meglio delle attese. Night M. Shyamalan ha piazzato un esordio da quaranta milioni ed è tornato al primo posto della classifica a tredici anni di distanza da The Village. La vetta è stata confermata anche nel secondo week-end e il suo nuovo thriller con James McAvoy punta dritto ai cento milioni. Il regista non vedeva un tale bottino da The Last Airbender del 2010 e questa volta gli sono bastati solo dieci milioni di investimento.

LA LA LAND, di Damien Chazelle

Il grande protagonista della stagione dei premi ha fatto centro anche nel cuore degli spettatori. Il musical con Emma Stone e Ryan Gosling ha fatto tutta la trafila dei selected theatres e dopo il trionfo dei Golden Globes ha spiccato il volo. La quota dei cento milioni è stata superata e questa è un’altra carta importante da giocare in vista della notte del Dolby Theatre. Le entrate interne sono state raddoppiate sulla scena internazionale e duecentocinquanta milioni complessivi hanno quasi decuplicato il budget. La Summit si è affermata sulla spinta della moda degli young-adult ma non è mai riuscita a capitalizzare il credito della saga di Twilight. I suoi blockbuster successivi sono stati una delusione e il bis di The Hunger Games è stato in partecipazione con la Lionsgate. Chissà si aspettavano di mettere il marchio su uno dei film più nominati di sempre…

HIDDEN FIGURES, di Theodore Melfi

Il film d’epoca sull’emancipazione di tre donne afroamericane nella NASA è il capofila di un cinema di genere che è tornato alla ribalta. Le polemiche sulla sua assenza alla cerimonia degli Oscar dell’anno scorso sono state sanate da un terzetto di titoli che ha riabilitato la buona fede dei giurati. Hidden Figures è quello che ha avuto il maggiore gradimento del pubblico visto che ha doppiato l’incasso di Fences di Denzel Washington e Moonlight di Barry Jenkins non è mai uscito dalla distribuzione limitata. Theodore Melfi era stato nominato per un Golden Globe ai tempi di St. Vincent con Bill Murray è questa volta si gioca l’Oscar per il migliore adattamento. Octavia Spencer e Taraji P. Henson hanno confermato il loro appeal sul pubblico di settore mentre la cantante Janelle Monae potrebbe aver scelto il film giusto per lanciarsi nel mondo del cinema.