Box Office USA – Il commento

Il calendario americano non prevede grandi uscite prima di quella di Rogue One e sulla carta Moana aveva due week-end di strada libera per rimpinguare il suo bottino. Il film d’animazione della Disney ha sfruttato solo parzialmente la prima possibilità senza concorrenza di dare seguito al suo brillante esordio. La pausa per le grandi manovre natalizie gli ha permesso di mantenere il primo posto e di superare la soglia dei cento milioni di dollari ma nonostante tutto non gli ha risparmiato un calo del cinquanta per cento dei suoi volumi. Le previsioni finali di questo genere di titoli restano sempre difficili a causa della bizzarra variabile della loro longevità e della loro frequente capacità di dare dei colpi di coda inattesi. L’exploit della partenza dovrebbe aver garantito a Moana l’obiettivo principale dei duecento milioni e questa consapevolezza gli permette di attendere con tranquillità il verdetto sulle dimensioni del suo successo. Il film è uscito in Cina senza particolari entusiasmi ma deve ancora presentarsi sulle più importanti piazze europee e dovrebbe toccare il mezzo miliardo worldwide senza particolari affanni. Sopratutto, la scena orientale ha ripetuto la sfida con Fantastic Beasts and Where to Find Them e ha regalato la rivincita al blockbuster della Warner. In realtà, la competizione tra i due film non c’è stata e lo spin-off di Harry Potter ha chiuso la partita con il primo posto e un incasso quattro volte superiore al suo rivale. Il suo rendimento domestico dovrebbe esauristi intorno ai duecentotrenta milioni e il dato si presta ad interpretazioni differenti. La nuova saga di J. K. Rowling forse non avrà i numeri mostruosi del personaggio più famoso della scrittrice ma ha comunque un parziale internazionale superiore ai seicento milioni. I numeri sono gli stessi di Doctor Strange e hanno giustificato un conto spese consistente con un passo degno di un marvel-movie. È possibile che le aspettative della Warner non siano state completamente rispettate ma la sopravvivenza del franchise non è in discussione. Il week-end ha affossato le speranze di Allied di Robert Zemeckis e il suo dramma bellico con Marion Cotillard e Brad Pitt farà fatica a toccare i cinquanta milioni. Le sue speranze di recuperare il budget sono riposte nel richiamo che le sue star sapranno far scattare presso il pubblico di tutto il mondo. Arrival di Denis Villeneuve è andato molto meglio anche grazie ad un conto spese più leggero nonostante l’ambientazione fantascientifica. Il circuito dei selected theatres inizia a far circolare i film che si propongono per la grande stagione delle premiazioni. La media per sala più alta l’ha fatta registrare Jackie di Pablo Larrain e l’esordio americano del regista cileno ha puntato su un biopic con Natalie Portman nei panni della sfortunata first-lady. Manchester By the Sea di Kenneth Lonergan è arrivato a ridosso delle prime dieci posizioni e l’interpretazione di Casey Affleck inizia a far parlare gli addetti ai lavori. La Weinstein ha fatto la sua prima mossa con Lion di Garth Davis e la speranza è che lo sfondo indiano porti fortuna come ai tempi di Slumdog Millionaire di Danny Boyle. Al momento, il ritorno a casa di Dev Patel ha portato a casa soltanto il secondo posto nella giuria de pubblico del Festival di Toronto.

LA CLASSIFICA DEL BOX OFFICE USA DI QUESTA SETTIMANA