Box Office USA – il commento

Rogue One doveva essere il pezzo grosso delle festività natalizie e lo spin-off di Star Wars non ha deluso le aspettative del mercato. L’unica brutta notizia è relativa al confronto diretto con The Force Awakens ma il paragone con la migliore partenza di tutti i tempi sarebbe sconveniente per chiunque. Il debutto di Rogue One ha sfondato subito il muro dei centocinquanta milioni di dollari e si è piazzato al dodicesimo posto tra i migliori opening week-end della storia. L’unico dubbio che può avvolgere un simile exploit riguarda le dimensioni del suo trionfo finale. Una partenza di questa portata vale quasi sempre un cumulativo da quattrocento milioni e l’onda lunga del pubblico vacanziero potrebbe implementare questa proiezione. La notevole cifra domestica è stata raddoppiata sulla scena internazionale e Rogue One ha coperto il considerevole conto spese in pochi giorni di distribuzione. La Disney aveva già piazzato Doctor Strange a novembre e aveva controllato la prima parte del mese con il predominio di Moana. Lo studio vanta già tre titoli nella classifica delle cinque produzioni più ricche del 2016 e con tutta probabilità la nuova avventura della galassia lontana lontana diventerà il quarto. Il primo tentativo della concorrenza di opporre una timida difesa è stato sbaragliato senza pietà e Collateral Beauty di David Frankel è finito addirittura fuori dal podio. Will Smith ha provato a capitalizzare subito il successo estivo di un DC-movie come Suicide Squad di David Ayer ma non ha ottenuto altro che il peggiore esordio della sua ventennale carriera. La debacle della star afroamericana è ancora più dolorosa perché si è consumata in un contesto che il divo aveva spadroneggiato nel 2007 con I Am Legend di Francis Lawrence e nel 2006 con The Pursuit of Happyness di Gabriele Muccino. Le poche briciole che Rogue One ha lasciato in giro sono state raccolte da Moana e da Office Christmas Party. Il film d’animazione sta cercando di completare la missione dei duecento milioni di dollari prima che Sing della Illumination gli tagli la strada. Il ritorno di Ron Clements e di John Musker deve raggranellare altri quaranta milioni in un panorama che si fa sempre più affollato. La quota worldwide è abbastanza deludente e non è lievitata con la progressiva diffusione sulle piazze europee. Il pubblico cinese è stato già aggiunto e i numeri scialbi di quello francese e inglese hanno reso molto difficile il percorso verso il mezzo miliardo complessivo. Office Christmas Party di Josh Gordon e di Will Speck sta cercando di arrampicarsi almeno fino ai cinquanta milioni ma chiedergli di più sarebbe veramente troppo. Jennifer Aniston è tornata a fare coppia con Jason Bateman e con alcuni dei nomi nuovi più quotati dell’ambito della commedia come T. J. Miller e Kate McKinnon ma è chiaro che quest’anno non c’è molto margine per le risate sotto l’albero.