#Cinema2Day: la festa è finita

Lo ha annunciato con un tweet:

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Così il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha comunicato che da ieri, 10 maggio, l’iniziativa Cinema 2Day era conclusa. Era iniziata nel settembre scorso insieme ad Anec, Anem e Anica e aveva coinvolto circa 3000 sale.

Poteva apparire come il modo ideale per riportare il pubblico in sala, ogni secondo mercoledì del mese. In realtà è apparsa a molti degli addetti ai lavori, come una mossa di propaganda, visto che diverse sale avevano via via abbandonato l’iniziativa ed esercenti e produttori ci stavano rimettendo di tasca loro. Inoltre il martedì e il giovedì i cinema rimanevano molto più vuoti. Nel secondo caso proprio nel giorno dell’arrivo delle novità in sala. E poi, in quella giornata, le sale più piccole molte volte hanno acceso le luci solo per pochissima gente, avendo molto meno pubblico rispetto alla media. Resta da chiedersi in che modo l’iniziativa Cinema 2Day potesse dunque seriamente contribuire alla costruzione di un nuovo pubblico da fidelizzare con la sala e le distribuzioni, nuovi appassionati, moviegoers consapevoli e non soltanto spettatori casuali in attesa di tornare al cinema al prossimo appuntamento a 2 euro.

Qualunque attività guarderebbe con sospetto ad un abbassamento dei prezzi del 60-70% una volta al mese, se non accompagnato da una politica strutturata di promozioni e agevolazioni sul lungo periodo. Altrimenti si vanifica il tentativo di costruire una comunità attiva intorno all’abitudine alla sala. Se avessero proposto un prezzo più ragionevole (5 euro, per esempio), questo non avrebbe tagliato fuori comunque gran parte del presunto pubblico e, probabilmente, avrebbe impedito agli esercenti, soprattutto quelli più piccoli, di rimetterci. L’articolo che abbiamo pubblicato sul cinema Beltrade di Milano del 15 dicembre scorso aveva già rivelato tutti i nostri dubbi.

Inoltre, per come era stata presentata l’iniziativa, c’era anche lo scopo di portare il pubblico più giovane in sala. Per permettergli di vedere i film su grande schermo e non scaricarseli o vederli in streaming sul Pc. Iniziativa ‘lodevole’ ma in realtà falsa come i soldi del monopoli: al di là della giornata a 2 euro, qualunque altro biglietto ha un costo troppo alto in confronto ad un abbonamento a Netflix, per non parlare della pirateria. I ragazzi, andando al cinema il mercoledì dell’iniziativa, non ci tornavano certo gli altri giorni della settimana. E, in alcuni casi, neanche del mese.

A rimetterci alla fine è la sala, soprattutto la monosala che ha nel costo del biglietto la sua principale fonte di entrate (cosa diversa, ad esempio, dai Multiplex, che ragionano su un business più ampio, dove il prezzo del biglietto è solo una delle componenti del fatturato complessivo). Paradossalmente questa iniziativa ha “celebrato”, forse definitivamente, la svalutazione della sala cinematografica classica. E, curiosamente, questo avviene proprio in contemporanea con la recentissima presa di posizione del Festival di Cannes (contro Netflix) dove, dal 2018, tutti i film del concorso dovranno prevedere poi una distribuzione su grande schermo. Questione di punti di vista.

3 commenti

  • Io ho usufruito del mercoledì scontato per tutta la durata dell’iniziativa, cogliendo l’occasione per portare tutta la famiglia al cinema. Quattro persone, pop-corn, parcheggio, benzina…troppo oneroso. Certo abbassare il prezzo dei biglietti SEMPRE sarebbe una politica migliore, tuttavia due ore di svago a quindici euro diventano per una famiglia una spesa sostenibile, a differenza dei quasi 50 a prezzo normale!

  • Io ho ritenuto la promozione “Cinema 2 days” utilissima, sono andata con la mia famiglia a tutte le date ed il cinema che frequentiamo di solito e’ stato sempre strapieno. Inoltre, considerando che in famiglia siamo in cinque, e’ stata un’ottima opportunita’ di svago senza il solito salasso (se si considera in media un biglietto a 8 euro e oltre).

  • L’iniziativa serviva proprio a riportare in sala gente che non andava al cinema da anni, e la cosa da questo punto di vista ha funzionato bene. Nessuno ha mai pensato che servisse a costituire un nuovo pubblico, trattandosi di un’iniziativa estemporanea. Piuttosto ci lascia in eredità una riflessione utile: il cinema ha bisogno di una politica dei prezzi flessibile, come qualunque altro settore commerciale. 2 euro son pochi, ma 8 son troppi. E lo dice uno che va al cinema tutte le settimane